Sacchetti di nicotina, arriva una legge: limiti alla nicotina e stop alla vendita online
Avevamo denunciato le lacune regolatorie e la giungla online delle nicotine pouches. Ora, con la legge di Bilancio 2026, sono state regolamentate con una nuova normativa vera e propria sugli aspetti legati alla salute: limite massimo di nicotina a 16,6 mg, confezioni certificate a prova di bambino, con informazioni e avvertenze, e divieto per la vendita online (dove avevamo trovato molti prodotti rischiosi, soprattutto per i più giovani).
Dopo anni di “area grigia”, i sacchetti di nicotina (o nicotine pouches) sono stati finalmente regolamentati con una legge vera e propria anche sugli aspetti legati alla tutela della salute.
La legge di Bilancio 2026 introduce per la prima volta un limite massimo di nicotina per sacchetto e il divieto di vendita online, inoltre prevede norme ad hoc sulle caratteristiche delle confezioni (informazioni, avvertenze sanitarie, chiusura a prova di bambino certificata): lacune regolatorie e una "giungla" di prodotti rischiosi sul web che avevamo denunciato nelle nostre inchieste sottolineando i rischi, in particolare per i più giovani, di prodotti che sembrano caramelle – per la forma, gli aromi, la comunicazione – ma caramelle non sono.
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Nicotine pouches: una storia regolatoria travagliata
I sacchetti di nicotina sono bustine prive di tabacco ma con nicotina in polvere, da posizionare tra il labbro e la gengiva. Dopo un lungo tira e molla tra produttori e istituzioni, fatto di immissioni in commercio e ritiri da parte del ministero della Salute, le nicotine pouches erano state autorizzate in Italia nel 2022, ma con una legge che di fatto regolava solo il prelievo fiscale da parte dello Stato e non gli aspetti più rilevanti per la tutela della salute.
Nel tempo, poi, ci sono stati i provvedimenti dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli e i decreti direttoriali del ministero della Salute rispetto a confezioni ed etichettatura di prodotti specifici (in parte ora assorbiti dalla nuova legge): prescrizioni importanti, ma frammentate, non complete, che non avevano la “forza” di una legge vera e propria, specifica per i sacchetti di nicotina.
Torna all'inizioCosa cambia con le nuove norme
Ora ci sono standard di legge precisi, che lasciano meno spazio alle interpretazioni, a contenziosi o semplici buone prassi. Ecco cosa si prevede con la nuova normativa.
Limite massimo di nicotina per sacchetto
È stato previsto un limite massimo di 16,6 mg di nicotina a sacchetto. È uno degli aspetti principali finalmente regolamentati, che prima mancava del tutto. Era proprio l’assenza di limiti al contenuto di nicotina (presenti invece per altri prodotti come e-cig e sigarette) uno dei punti critici maggiori che avevamo sollevato, visto quanto avevamo trovato online: prodotti che contenevano anche più di 30 mg di nicotina per sacchetto e anche fino a 40 mg, più del doppio di quanto concesso per legge ora.
Perché un limite di legge è importante? Perché la nicotina, oltre a causare dipendenza, ha effetti negativi sul sistema cardiovascolare ed è anche tossica se ingerita; e più ce n’è nei prodotti che consumiamo, più questi effetti e rischi si amplificano (ancor più nei giovani, o nei bambini in caso di ingestione accidentale, come approfondiamo più avanti).
Un limite era a maggior ragione necessario, inoltre, se pensiamo che con i sacchetti la percezione del rischio può abbassarsi e può essere difficile rendersi conto di quanta nicotina si sta assumendo, proprio per le caratteristiche stesse delle pouches: nessun odore, si possono tenere in bocca in qualsiasi posto e sono aromatizzate con vari gusti, come fossero caramelle.
Divieto di vendita online dei sacchetti di nicotina
Nel testo della Manovra si prevede anche "più tutela per il mercato regolamentato", come annuncia l'Agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm): si impone cioè il divieto di vendita sul web ("vendita a distanza, compresa quella transfrontaliera") ai consumatori che acquistano nel territorio nazionale (l'anno scorso era arrivato lo stesso divieto anche per le sigarette elettroniche con nicotina). E si prevedono sanzioni per fabbricanti, importatori, distributori e rivenditori che non rispettano il divieto. Si cerca di porre un freno, così, a quella "giungla online" di prodotti irregolari sotto più punti di vista che avevamo trovato; ma sono necessari controlli, visto che è proprio sul web che solitamente è più semplice evadere le regole.
Informazioni e avvertenze sanitarie
Sulle confezioni dovranno essere riportate indicazioni di cui molte volte non c'era alcuna traccia sui prodotti acquistati online nella precedente indagine:
- informazioni sugli ingredienti
- dose di nicotina per singolo sacchetto (online avevamo trovato anche prodotti che non la indicavano o che la indicavano per grammo di polvere e non per sacchetto, rendendo difficile comprendere quanta nicotina si poteva realmente assumere con un sacchetto)
- avvertenze d’uso (inclusa la dicitura “tenere fuori dalla portata dei bambini”)
- avvertenze sanitarie e con una determinata dimensione e visibilità sulla confezione, come previsto per altri prodotti come le sigarette elettroniche:
«Prodotto contenente nicotina, sostanza che crea un'elevata dipendenza. Uso sconsigliato ai non fumatori. Per info chiama il numero verde 800554088 dell'Istituto superiore di sanità»
«Uso fortemente sconsigliato ai soggetti affetti da ipertensione arteriosa e ai soggetti affetti da patologie cardiovascolari».
Confezioni a prova di bambino certificate
Diventa obbligatorio avere chiusure a prova di bambino e di manomissione con una certificazione precisa, la ISO 8317.
Tra i prodotti che avevamo trovato online c’erano, al contrario, confezioni senza chiusure di sicurezza di questo tipo ma che, anzi, sembravano fatte apposta per attrarre bambini, di colori accesi e con disegni accattivanti.
Eppure l’ingestione accidentale da parte dei più piccoli è un rischio provato e in crescita nei dati che arrivano dall'estero: uno studio pubblicato su Pediatrics, mostra che negli Stati Uniti sono stati registrati oltre 134mila casi di ingestione di nicotina tra bambini di età inferiore ai 6 anni (soprattutto bambini sotto i 2 anni) e che, tra tutti i prodotti, l’incremento più marcato di intossicazioni accidentali è stato registrato proprio per l’ingestione di sacchetti di nicotina (oltretutto con esiti medici più gravi): +763% tra il 2020 e il 2023.
Il divieto per i minori e le sanzioni
Il divieto di vendita dei sacchetti di nicotina ai minori diventa esplicito e non più legato a richiami ad altre norme. Inoltre si fa anche riferimento a sanzioni precise, quelle previste da norme sulla protezione dell’infanzia: da 500 a 3.000 euro con la sospensione per quindici giorni della licenza dell’attività commerciale.
Nella nostra indagine online, nessuno dei siti su cui avevamo potuto acquistare ci aveva richiesto di caricare i documenti di identità, come avrebbe dovuto fare per accertarsi della nostra età.
Torna all'inizioL'importanza per i giovani, i dati su uso e intossicazioni
Le nuove norme erano necessarie per regolamentare in modo più completo questo recente prodotto dell'industria, particolarmente rischioso per i giovani, tra aromi attraenti, confezioni colorate, comunicazione accattivante, irregolarità riscontrate online e effetti della nicotina. L'assunzione di quantità elevate di questa sostanza può infatti comportare problemi ancora più seri per loro; interferisce con il normale sviluppo del cervello, aumenta la dipendenza, e a dosi elevate può essere tossica (e sia attraverso l’uso dei sacchetti che, come abbiamo visto, attraverso l’ingestione accidentale da parte di bambini).
Quanto all'uso, secondo i dati del progetto ESPAD Italia 2024, il 6,8% dei 15-19enni li ha provati almeno una volta (si tratta di quasi 170mila studenti italiani), in particolare ragazzi (tra i 19enni maschi, saliamo all’8,2%; siamo al 4,3% tra i 15enni). Non solo: i giovanissimi che usano i sacchetti, usano in percentuali maggiori anche altri prodotti come sigarette, tabacco riscaldato e sigarette elettroniche.
Quello delle intossicazioni nei più giovani è un rischio concreto testimoniato già da tempo da casi tra gli adolescenti, ad esempio in Francia (che da marzo ha previsto il divieto di vendita dei sacchetti di nicotina). Ma anche in Italia la cronaca degli ultimi mesi ha riportato alcuni episodi: adolescenti che sono stati male a scuola dopo l’assunzione eccessiva di nicotina tramite liquidi per e-cig e snus (simili ai sacchetti ma a base di tabacco).
Cosa manca ancora nella normativa
Ce n’è voluto di tempo ma alla fine, con l’introduzione di queste norme, il passo avanti necessario c’è stato, anche se alcune lacune restano.
Ad esempio mancano gli stessi limiti alla pubblicità previsti per altri prodotti del fumo e della nicotina. In passato avevamo denunciato i messaggi pubblicitari dei sacchetti, dai toni "giovanili", “sportivi” e “adrenalinici” e pare proprio che, nella comunicazione dei produttori, si voglia rafforzare sempre più questa associazione: Philip Morris è riuscita a tornare sulle auto della Formula 1 con il logo dei suoi sacchetti Zyn sulla nuova Ferrari (mentre la pubblicità delle sigarette è vietata nella Formula 1 ormai da anni); stesso discorso anche per i cartelloni di Velo (British America Tobacco) che erano comparsi tempo fa sulle piste da sci di Cortina, sede delle Olimpiadi invernali.
Vantaggi normativi e fiscali dei nuovi prodotti
È chiaro come - di fronte al calo dei fumatori e ai limiti più stringenti per le sigarette - i produttori abbiano cercato nuovi spazi con i loro prodotti (tabacco riscaldato, e-cig e sacchetti), di design, senza odore, da poter usare ovunque, aromatizzati e colorati: magari senza tabacco, ma comunque con nicotina (che poi è la sostanza più “importante”, quella che dà la dipendenza e "tiene fedeli" i consumatori); magari senza le stesse sostanze del fumo tradizionale, ma comunque con altre sostanze non innocue.
Ed è stato proprio lavorando su questa via dei nuovi prodotti della nicotina che i produttori sono di fatto riusciti a superare la lotta di anni contro la dipendenza, raggiungendo oltretutto target giovani, se non giovanissimi (come sottolinea anche l’Oms). Tutto questo anche grazie a una serie di vantaggi normativi e fiscali di cui godono rispetto alle sigarette tradizionali.
Tabacco riscaldato, e-cig e sacchetti di nicotina pagano meno tasse allo Stato (soldi persi che potrebbero essere reinvestiti per la salute dei cittadini), non hanno gli stessi limiti di legge, non solo nella pubblicità ma anche nell’utilizzo nei luoghi pubblici.
Si fa leva su un presunto “minor danno” che, in realtà, è ancora tutto da provare: non ci sono ancora dati sull’effetto a lungo termine delle sostanze contenute che, comunque, sono rischiose.
Per questo, con una petizione online, chiediamo che i nuovi dispositivi per il consumo di tabacco e nicotina siano trattati come le sigarette tradizionali, dal punto di vista fiscale e normativo.
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