News

Philip Morris: multa da 7 milioni per il "futuro senza fumo". Lo denunciamo da tempo

Antitrust ha concluso il procedimento a cui Altroconsumo ha preso parte: l'Autorità conferma che lo slogan pubblicitario "senza fumo" induce le persone a considerare questi prodotti come innocui o come meno pericolosi rispetto ad altri prodotti del tabacco, con tutti i rischi che questo può comportare soprattutto per i più giovani. Firma la nostra petizione per chiedere di eliminare i vantaggi normativi e fiscali per tabacco riscaldato e sigarette elettroniche.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
10 giugno 2026
Philip Morris Iqos Store

Sanzione da 7 milioni di euro per Philip Morris: secondo l'Antitrust ha utilizzato slogan "ingannevoli, confusori e omissivi" come "futuro senza fumo" nella sua strategia di marketing legata alla promozione di IQOS (e non solo), inducendo erroneamente le persone a ritenere questi prodotti innocui o meno pericolosi delle sigarette. Una vittoria anche per Altroconsumo che ha preso parte al procedimento per pratica commerciale scorretta.

Era il 2020 quando inviammo una prima segnalazione per pubblicità ingannevole all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) anche sul “futuro senza fumo” promesso da IQOS, il dispositivo a tabacco riscaldato di Philip Morris: nulla però si era mosso.

Finalmente, lo scorso ottobre su segnalazione del ministero della Salute, l’Antitrust ha aperto un'indagine comprendendo l'importanza – per la salute e i giovani in particolare – di una comunicazione corretta, che non faccia intendere l’innocuità di questo e altri dispositivi "innovativi", che innocui non sono (vedi lo speciale): all'apertura del procedimento, Altroconsumo ha subito fatto istanza di partecipazione, contribuendo all'indagine con contenuti ed evidenze.

Ricordiamo che Philip Morris è presente in Italia, non solo con IQOS ma anche con altri prodotti, come la sigaretta elettronica Veev One e i sacchetti di nicotina Zyn

Bene: quella dell'Antitrust è una decisione importante su un tema di grande rilevanza, quello dei dispositivi elettronici e dei prodotti del tabacco e della nicotina, su cui da tempo chiediamo l’attenzione delle Autorità e di chi ci segue, con segnalazioni, inchieste e anche con una petizione. Oltre all'equiparazione di tasse e divieti d'uso, chiediamo proprio di estendere anche i divieti alla pubblicità valide per il fumo anche a sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato (per i dispositivi, oltre che per i liquidi e gli stick utilizzati).

BASTA FAVORI AI PRODUTTORI: FIRMA LA PETIZIONE

La sanzione dell’Antitrust

L’Autorità, si legge nella nota che annuncia la sanzione, "ha ritenuto che le espressioni e i claim “senza fumo”, “prodotti senza fumo” e “costruire/progettare/accelerare un futuro senza fumo”, utilizzati nell’ambito di un’articolata strategia di marketing per promuovere la vendita dei suoi prodotti del tabacco senza combustione, inducano i consumatori - anche minori - a ritenere erroneamente che si tratti di prodotti privi di effetti nocivi per la salute e o meno nocivi di altri prodotti del tabacco, in particolare delle sigarette tradizionali.

"Le evidenze acquisite in sede ispettiva e nel corso dell’istruttoria - prosegue l'Antitrust - indicano piuttosto che una minore nocività o non nocività di questi prodotti non risulti affatto dimostrata alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e cliniche, anche per la presenza di nicotina".

Ora Philip Morris Italia ha 60 giorni di tempo per comunicare le iniziative intraprese per far cessare la pratica sanzionata. La società replica e reputa la decisione dell'Antitrust "errata e viziata sotto diversi profili, e intende tutelare la propria posizione in tutte le sedi competenti".

Prodotti rischiosi e attraenti per i giovani: l'impegno di Altroconsumo

La nostra prima segnalazione su IQOS all’Agcm risale al 2019, quando denunciando la pubblicità “giovanile” e sui social delle sigarette elettroniche, avevamo segnalato anche l’uso massiccio di sponsorizzazioni di Philip Morris a eventi di rilievo internazionale (come Milano Design Week e Internazionali di tennis): una pratica vietata per le sigarette tradizionali e per le elettroniche ma non per Iqos.

Nel 2020 abbiamo inviato la segnalazione su IQOS per pubblicità ingannevole di cui abbiamo detto: già allora avevamo contestato la promozione di Philip Morris (in particolare sul sito) che, facendo leva sull'assenza di combustione, evocava nel consumatore l’idea che, passando dalla sigaretta tradizionale ai suoi prodotti, fosse possibile avere un'alternativa più sicura e quindi ridurre i rischi per la salute; in realtà non ci sono prove scientifiche che dimostrano la minor pericolosità di sigarette a tabacco riscaldato e sigarette elettroniche rispetto alla sigaretta, anzi dagli studi emerge che non sono affatto privi di rischi per la salute. La segnalazione era stata archiviata, avevamo presentato richiesta di riesame, ma nulla si era mosso.

Abbiamo dunque proseguito nel nostro impegno lanciando, in collaborazione con Tobacco Endgame, la petizione “Basta favori ai produttori” di e-cig e tabacco riscaldato: godono, infatti, di vantaggi normativi e fiscali in virtù di questa minore pericolosità non dimostrata; privilegi ingiustificati, dunque, da ragioni di salute pubblica, che contribuiscono però alla diffusione di questi dispositivi, in particolare tra i più giovani, minando anni di lotta al fumo. Con la petizione chiediamo l’equiparazione di tabacco riscaldato e sigarette elettroniche alle sigarette tradizionali, sia per la tassazione che per i divieti d’uso nei luoghi pubblici e la pubblicità.

Nel tempo abbiamo continuato a occuparci con diverse inchieste dei nuovi prodotti del tabacco e della nicotina che – tra rischi sottostimati e comunicazione accattivante e “giovanile” – si diffondono sempre più, e pericolosamente, proprio tra i ragazzi. Leggi le nostre inchieste su: