News

Bonus "invita un amico": va dichiarato nel 730. Ecco perché molti non lo sanno

Chi riceve un bonus per aver invitato un amico su una qualsiasi delle tante app di pagamento digitale (come Revolut o Satispay) spesso non sa che quel denaro non è un bonus netto ma un reddito da dichiarare e su cui pagare le tasse. Vediamo quali sono gli obblighi fiscali, dove recuperare i dati nel cassetto fiscale e come inserire correttamente il bonus nel 730.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
16 luglio 2026
Schermata Invita un amico

A chiarirlo è proprio l'Agenzia delle entrate: i bonus "invita un amico" o simili sono un vero e proprio reddito diverso (previsto dall'articolo 67, comma 1, lettera l del TUIR) e come tale soggetto a ritenuta d'acconto del 20% e a conguaglio in dichiarazione dei redditi. Insomma, sul "premio" che le piattaforme di pagamenti digitali ci accreditano per aver "portato un amico" dobbiamo pagarci le tasse. L'Agenzia delle entrate, infatti, con la risoluzione 338/2021, li distingue nettamente proprio dai cashback che in pratica non generano reddito imponibile. 

Tuttavia le varie piattaforme non gestiscono questo obbligo tutte allo stesso modo, perché hanno sedi in Paesi diversi e la normativa applicabile è, di conseguenza, differente. Il comportamento, però, nei confronti degli utenti italiani è sempre lo stesso: lasciano al contribuente l'onere di ricostruire e dichiarare l'importo ricevuto nel 730, più precisamente di inserire questi premi nel quadro D del 730.

Torna all'inizio

È un reddito, non un premio gratuito

Nella grande maggioranza dei casi il bonus porta un amico è un reddito imponibile, indipendentemente da come la app lo chiami. Infatti, il nome commerciale scelto dalla app non cambia il trattamento fiscale. Che venga chiamato "bonus", "premio", "ricompensa" o "invita un amico", ciò che conta è la sostanza dell'operazione: un compenso riconosciuto in cambio di un'azione specifica, cioè l'invito e l'iscrizione di un nuovo utente.

Fiscalmente, la somma rientra tra i redditi diversi previsti dall'articolo 67, comma 1, lettera l) del TUIR: redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitata abitualmente oppure dall'assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere.

Perché non è come il cashback

La differenza tra cashback e bonus porta un amico sta nell'azione richiesta:

  • il cashback restituisce una parte della spesa già sostenuta;
  • il bonus referral compensa un'attività svolta dal cliente.

Lo ha chiarito l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 338/2021 quando ha stabilito che il cashback non rientra in nessuna delle categorie reddituali previste dalla norma italiana e quindi non è tassato, mentre il riconoscimento di una somma per aver fatto usare un’App da parte di altri utenti, in misura fissa o percentuale, costituisce un reddito diverso. Infatti, per il Fisco italiano invitare un amico a iscriversi non configura una vera attività professionale, ma l'assunzione di un obbligo di fare — condividere un codice, generare un'iscrizione — è una delle modalità per ottenere un compenso tassabile.

Torna all'inizio

Revolut “invita un amico”: ritenuta e CU

Se hai aderito al programma di Revolut Bank “invita un amico” e hai portato un nuovo cliente tramite la App, sappi che il cosiddetto bonus che hai ottenuto è un reddito e, se hai presentato la dichiarazione dei redditi precompilata, dovresti aver trovato l’importo che hai ricevuto nel quadro D.

Revolut ha sede in Lituania ma opera in Italia con una filiale, di conseguenza è obbligata a trattenere il 20% del bonus che ti eroga come acconto sulle imposte che dovrai calcolare e versare tramite la dichiarazione dei redditi. Oltre a questo adempimento deve consegnare la Certificazione Unica all’Agenzia delle entrate, in cui dichiara quanto ti ha erogato e quanto ti ha trattenuto, anche con il fine di predisporre la dichiarazione precompilata online.

Purtroppo, nonostante la legge italiana lo preveda, Revolut non consegna la CU anche al contribuente, che in questo modo rimane all’oscuro di aver percepito un reddito da tassare.

Da noi contattata, la filiale italiana di Revolut ci ha comunicato che stanno lavorando per risolvere il problema in vista degli adempimenti fiscali del prossimo anno; auspichiamo che ciò avvenga ma tuttavia ciò non sanerebbe l'attuale situazione: mandare una comunicazione a chi è già in questa situazione nel corso dell'attuale campagna fiscale sembrerebbe quantomeno doveroso. Ne parleremo con l'azienda in un prossimo incontro.

Come trovare la Certificazione unica nel cassetto fiscale

Per cercare la CU relativa al bonus di Revolut:

  1. accedi all'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS oppure con le credenziali Entratel/Fisconline, se già in possesso;
  2. entra nella sezione "Cassetto fiscale", disponibile nella home dell'area riservata;
  3. nella sezione "Consultazioni" apri la voce "Dichiarazioni fiscali", dove sono elencate le Certificazioni uniche trasmesse a tuo nome.

In alternativa, quando accedi alla dichiarazione precompilata, consulta il prospetto con l'indicazione sintetica dei redditi e delle principali fonti utilizzate per l'elaborazione: in questo modo puoi verificare se compare il nome del sostituto d'imposta che ha versato il bonus.

Torna all'inizio

Satispay “invita un amico”: nessuna ritenuta italiana

La società che eroga il bonus porta un amico ha sede in Lussemburgo. Pertanto, per legge non deve applicare ritenute d'acconto italiane e di conseguenza non deve rilasciare una Certificazione unica italiana, quindi il bonus non arriva automaticamente nella dichiarazione precompilata.

Questo però non significa che il bonus sia esentasse, significa solo che nessuno lo ha comunicato al Fisco al posto del contribuente, che resta l'unico responsabile di ricostruirlo e dichiararlo.

Come ricostruire il bonus Satispay se manca la CU

Non essendo prevista alcuna Certificazione unica per i bonus erogati da Satispay, il contribuente deve ricostruire l'importo a partire dai propri movimenti.

Nell'app è possibile consultare la cronologia dei movimenti e individuare gli accrediti relativi al programma porta un amico ricevuti durante l'anno solare di riferimento. Conviene conservare uno storico di queste operazioni — schermate, notifiche o un prospetto riepilogativo — perché in caso di controllo sarà l'unica documentazione disponibile, non essendoci una certificazione ufficiale della piattaforma.

Una volta ricostruito il totale, l'importo va sommato e inserito nel rigo D5 del quadro D come reddito, indicando zero come ritenuta, poiché nessuna trattenuta è stata operata.

Torna all'inizio

Quanto resta davvero del bonus

Sia che venga trattenuta la ritenuta d’acconto del 20%, sia che il bonus venga erogato interamente, la tassazione definitiva non cambia. Il reddito viene tassato con le stesse aliquote Irpef utilizzate per tassare la busta paga o la pensione.

In pratica, l’intera imposta deve essere versata tramite la dichiarazione dei redditi ma, nel caso in cui sia stato trattenuto il 20% di acconto, il saldo finale sarà più basso.

Vediamo alcuni esempi di tassazione, applicando quella dovuta per il 2025: ricorda che stiamo parlando dei bonus che hai maturato lo scorso anno e che dovresti nel caso indicare nel 730/2026 sui redditi 2025. Oltre all’Irpef bisogna applicare le addizionali regionale e comunale, che dipendono dalla residenza del contribuente e che noi applichiamo al reddito a titolo di esempio, per un totale di 1,5%.

Bonus di 100 euro: redditi fino a 28.000 euro

Per chi ha redditi complessivi fino a 28.000 euro, l’aliquota Irpef che si applica al bonus è del 23%:

  • Irpef dovuta: 23 euro;
  • addizionali dovute: 1,5 euro;
  • con Revolut: accredito di 80 euro con trattenuta di 20 euro, il conguaglio da versare in dichiarazione è di 4,5 euro;
  • con Satispay: accredito di 100 euro senza ritenuta, l’imposta complessiva da versare con la dichiarazione è di 24,5 euro.

In entrambi i casi, il guadagno effettivo finale è di circa 75,5 euro: cambia solo quando e come si paga l'imposta.

Bonus di 100 euro: redditi fino a 50.000 euro

Per chi ha redditi complessivi tra 28.000 euro e 50.000 euro, l’aliquota Irpef che si applica al bonus è del 35% — per i redditi percepiti nel 2026 l’aliquota è del 33%:

  • Irpef dovuta: 35 euro;
  • addizionali dovute: 1,5 euro;
  • con Revolut: accredito di 80 euro con trattenuta di 20 euro, il conguaglio da versare in dichiarazione è di 16,5 euro;
  • con Satispay: accredito di 100 euro senza ritenuta, l’imposta complessiva da versare con la dichiarazione è di 36,5 euro.

In entrambi i casi, il guadagno effettivo finale è di 63,5 euro: cambia solo quando e come si paga l'imposta.

Torna all'inizio

Sei sempre obbligato a dichiararlo?

Un bonus di pochi euro non obbliga automaticamente a presentare la dichiarazione, ma la soglia dipende dalla propria situazione reddituale complessiva, non da una regola generale valida per tutti. La differenziazione si basa sulla presenza o meno di altri redditi che si sommano al bonus.

Non hai altri redditi oltre al bonus

Se hai ricevuto esclusivamente redditi di questo tipo e l'importo complessivo non supera 5.500 euro nell'anno, non sono dovute imposte. Per questo motivo, non è obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi. Tuttavia, potrebbe essere utile presentare il 730 se quanto ti è stato riconosciuto come bonus è stato già tassato con la ritenuta d’acconto. Infatti, la ritenuta non è dovuta e ti viene restituita.

Ovviamente, se il bonus non è stato tassato non ha senso presentare la dichiarazione.

Fai però attenzione, perché esiste un ulteriore limite: se l’imposta che devi recuperare è inferiore a 12 euro, non ti viene rimborsata, perché si situa sotto il limite minimo di pagamento o rimborso di ogni singola imposta. Questo limite vale anche per le addizionali regionale e comunale valutate singolarmente.

Tornando all’esempio di 100 euro di bonus, da cui sono stati trattenuti 20 euro di ritenuta d’acconto, tramite la dichiarazione dei redditi è possibile recuperare questi 20 euro. Viceversa, se il totale dei bonus che hai ottenuto durante l’anno è inferiore a 60 euro lordi, non recuperi nulla.

Hai altri redditi oltre al bonus

Viceversa, se possiedi altri redditi di qualsiasi natura — lavoro dipendente, pensione, redditi immobiliari — i vincoli per il pagamento delle imposte e la presentazione della dichiarazione sono differenti.

Tipo di reddito Reddito lordo complessivo annuo Cosa fare
Lavoro dipendente + bonus Fino a 8.500 euro Non sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, fai riferimento a quanto detto nel caso di assenza di altri redditi.
Pensione + bonus Fino a 8.500 euro Non sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, fai riferimento a quanto detto nel caso di assenza di altri redditi.
Redditi diversi (co.co.co, autonomo occasionale…) + bonus Fino a 5.500 euro Non sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, fai riferimento a quanto detto nel caso di assenza di altri redditi.
Cedolare secca + bonus Senza limite Sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi.

In tutti i casi di superamento delle soglie di reddito lordo annuo totale, in presenza di ulteriori tipologie di reddito che si sommano a quelle appena viste, esiste l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Torna all'inizio

Come si dichiara: quadro D, rigo D5, codice 3

Il bonus porta un amico va indicato nel quadro D del 730 — Altri redditi, rigo D5 a colonna 2 e con codice 3 a colonna 1, mentre le eventuali ritenute d’acconto del 20% che sono state trattenute vanno indicate a colonna 4.

Nel modello Redditi o nel 730, questo reddito viene sommato agli altri per la formazione del reddito complessivo. Le eventuali ritenute già applicate dal sostituto d'imposta devono essere sottratte dall'imposta dovuta.

Controlla il 730 precompilato

Una buona prassi è quella di accedere alla propria dichiarazione precompilata online, sul sito dell’Agenzia delle entrate. Infatti, controllando cosa risulta al Fisco puoi capire se devi fare qualcosa: controlla il quadro D e verifica se al rigo D5 risulta il bonus. Se così fosse non devi fare nulla, lascia quanto indicato e il 730 calcolerà automaticamente il conguaglio delle imposte.

Se nel 730 non risulta nulla ma tu hai percepito il bonus, ad esempio da Satispay, indicane l’importo e il precompilato si aggiornerà di conseguenza, impattando pochissimo sul saldo delle imposte dovute.

Torna all'inizio

Cosa rischi se non dichiari il bonus

Le conseguenze dipendono da cosa ha fatto il contribuente: dimenticare una voce in una dichiarazione presentata è diverso dal non presentarla affatto pur essendo obbligati.

Se hai presentato il 730 ma non hai inserito il bonus, e questo genera una maggiore imposta dovuta, il Fisco considera la dichiarazione infedele: la sanzione è pari al 70% della maggiore imposta dovuta, con un minimo di 150 euro.

Se invece non hai presentato la dichiarazione ma eri obbligato a farlo, si configura l'omessa dichiarazione: la sanzione è pari al 120% dell'imposta dovuta, con un minimo di 250 euro.

In entrambi i casi, se non sono ancora iniziati controlli da parte dell'amministrazione finanziaria, è possibile correggere la propria posizione con una dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso, che riduce la sanzione dovuta in base al momento in cui viene regolarizzato l'errore.

Torna all'inizio
Glass.Mapper.Sc.Fields.Image
IL PARERE DELL'ESPERTA
Tatiana Oneta - Fiscalista
È paradossale che il premio per aver invitato un amico sia trattato, fiscalmente, come un reddito da lavoro autonomo: rigo dedicato, ritenute da verificare, sanzioni sovradimensionate per il valore del bonus stesso. Il principio è corretto, ma la complessità richiesta al consumatore resta sproporzionata rispetto a quanto c'è in gioco.