Richiesta di contestazione parcella del professionista
Se la parcella inviatavi dal professionista vi sembra eccessiva o sproporzionata rispetto all’attività svolta oppure non vi sono chiare le singole voci in essa indicate, potete contestarla. Infatti, il rapporto tra cliente e professionista rientra normalmente nel contratto d’opera intellettuale, disciplinato dal Codice civile. Qui di seguito trovate il modello e tutte le informazioni utili su come procedere.
In questo articolo
Ricevere una parcella molto più alta del previsto è una situazione più comune di quanto si pensi. Può succedere con un avvocato, un commercialista, un architetto, un consulente o qualsiasi altro professionista: ti arriva una fattura con la nota professionale e l’importo ti sembra eccessivo, sproporzionato rispetto al lavoro svolto oppure poco chiaro, ad esempio perché contiene descrizioni generiche e senza dettaglio delle attività effettivamente svolte.
Per prima cosa devi fare un confronto con il preventivo, la lettera d’incarico o altro contratto sottoscritto con il professionista.
Se i conti non tornano non sei obbligato a pagare “a scatola chiusa”: hai il diritto di chiedere spiegazioni e, se non sei soddisfatto, puoi contestare formalmente la parcella. La cosa più importante è farlo per iscritto, con una comunicazione chiara e tracciabile, come una raccomandata A/R o PEC. Il modello di lettera, che troverai di seguito, ti aiuterà a impostare una contestazione corretta, con toni formali e motivazioni precise.
La contestazione dovrebbe essere inviata prima del pagamento oppure contestualmente al pagamento con riserva, per evitare che il pagamento venga interpretato come accettazione della parcella.
In questa ipotesi, infatti, il cliente decide di pagare per evitare eventuali conseguenze, ma effettua il pagamento con riserva di contestazione, specificando per iscritto che il pagamento non implica accettazione dell’importo richiesto.
Torna all'inizioFac simile contestazione parcella avvocato o altro professionista
Qui di seguito trovi il modulo. Ti basterà, una volta copiato, sostituire i campi tra parentesi quadre con i tuoi dati e sarà pronto per l’utilizzo.
Mittente
[Nome e cognome del cliente]
[Indirizzo completo]
[CAP – Città – Provincia]
[Telefono]
[E-mail]
Destinatario
[Nome e cognome / Ragione sociale del professionista]
[Indirizzo completo]
[CAP – Città – Provincia]
A mezzo [Indicare il mezzo utilizzato: raccomandata A/R o PEC]
Luogo e data
[Comune], [data]
Oggetto: Contestazione parcella n. [numero parcella] in data [data parcella] relativa a [descrizione della prestazione/incarico]
Con la presente intendo contestare la parcella in oggetto, della quale allego copia, in quanto:
(scegliere e adattare l’opzione, tra le seguenti, più adatta alla propria situazione)
[non sono indicate dettagliatamente le singole prestazioni professionali svolte e, pertanto, non mi è possibile verificare la correttezza del compenso richiesto]
oppure
[il compenso richiesto, pari a euro [importo richiesto], non appare coerente con l’attività professionale effettivamente svolta in quanto risultano addebitate le seguenti attività che non risultano essere state eseguite: [descrivere le attività che risultano fatturate ma non svolte]
oppure
[il compenso richiesto, pari a euro [importo richiesto], è superiore a quello pattuito al conferimento dell’incarico, pari a euro [importo concordato]]
Resto pertanto in attesa di un cortese riscontro e dei necessari chiarimenti in merito alla fattura sopra indicata. In difetto, mi riservo di rivolgermi all’Ordine professionale competente per le opportune valutazioni.
Distinti saluti,
[Firma]
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Cosa succede se la parcella non viene pagata
Se la parcella non viene pagata, il professionista può attivarsi per il recupero del credito, ad esempio inviando solleciti formali o avviando una procedura di recupero crediti, fino ad arrivare, se necessario, a un’azione giudiziale per ottenere il pagamento.
Proprio per questo è importante contestare in modo tempestivo e motivato: in un eventuale contenzioso davanti al giudice sarebbe chiaro che il cliente non rifiuta di pagare, ma contesta l’importo richiesto dal professionista.
Inoltre, considera che il compenso può essere ridotto o, nei casi più gravi, escluso, se emergono irregolarità rilevanti nello svolgimento dell’incarico, ad esempio se:
- l’attività professionale non è stata svolta;
- l’incarico è stato eseguito in maniera negligente o non conforme agli obblighi professionali;
- si sono verificati inadempimenti significativi o comportamenti contrari ai doveri deontologici;
In situazioni di questo tipo la contestazione della parcella può essere accompagnata anche dalla segnalazione della condotta all’Ordine professionale competente.
Torna all'inizioQuando il professionista deve risarcire il cliente
Se il professionista commette errori che causano un danno al cliente, può esserci spazio per una richiesta di risarcimento. Tipicamente accade in caso di errori gravi nella gestione della pratica, scadenze mancate, atti non depositati o depositati in ritardo, oppure negligenza che compromette la tutela degli interessi del cliente.
Qui però non basta contestare la parcella: serve valutare anche la responsabilità professionale con assistenza di un legale o di altro professionista qualificato.
Torna all'inizioQuando si prescrive il compenso del professionista
La prescrizione è il termine oltre il quale il professionista non può più far valere il proprio diritto al pagamento del compenso.
In molti casi il compenso dei professionisti è soggetto a prescrizione triennale, anche se la durata può variare a seconda del tipo di prestazione e delle circostanze del caso concreto.
Il tema è tecnico e dipende da vari fattori (tipo di prestazione, data di conclusione dell’incarico, eventuali interruzioni della prescrizione). Se ti trovi in questa situazione, è consigliabile farti assistere per verificare correttamente i termini.
In ogni caso, contestare la parcella appena ricevuta è sempre la scelta migliore: evita che il problema si trascini per anni.
In sintesi, quando una parcella appare poco chiara o eccessiva è sempre consigliabile chiedere chiarimenti e, se necessario, contestarla formalmente. Una contestazione tempestiva e motivata consente spesso di risolvere il problema direttamente con il professionista ed evitare che la questione si trasformi in un vero e proprio contenzioso.
Torna all'inizioDomande frequenti
Si può contestare una parcella dopo averla pagata?
Sì, ma è più difficile. Il pagamento può essere interpretato come accettazione dell’importo richiesto. Per questo è preferibile contestare la parcella prima del pagamento oppure pagare specificando che il pagamento avviene con riserva.
Il professionista può chiedere un decreto ingiuntivo per la parcella?
Sì. Se il cliente non paga, il professionista può rivolgersi al giudice per ottenere un decreto ingiuntivo e avviare il recupero del credito.
L’Ordine professionale può annullare una parcella?
L’Ordine può esprimere valutazioni sulla congruità del compenso o intervenire sul piano disciplinare, ma la decisione definitiva su una controversia economica spetta al giudice.
Ricevere una parcella molto più alta del previsto è una situazione più comune di quanto si pensi. Può succedere con un avvocato, un commercialista, un architetto, un consulente o qualsiasi altro professionista: ti arriva una fattura con la nota professionale e l’importo ti sembra eccessivo, sproporzionato rispetto al lavoro svolto oppure poco chiaro, ad esempio perché contiene descrizioni generiche e senza dettaglio delle attività effettivamente svolte.
Per prima cosa devi fare un confronto con il preventivo, la lettera d’incarico o altro contratto sottoscritto con il professionista.
Se i conti non tornano non sei obbligato a pagare “a scatola chiusa”: hai il diritto di chiedere spiegazioni e, se non sei soddisfatto, puoi contestare formalmente la parcella. La cosa più importante è farlo per iscritto, con una comunicazione chiara e tracciabile, come una raccomandata A/R o PEC. Il modello di lettera, che troverai di seguito, ti aiuterà a impostare una contestazione corretta, con toni formali e motivazioni precise.
La contestazione dovrebbe essere inviata prima del pagamento oppure contestualmente al pagamento con riserva, per evitare che il pagamento venga interpretato come accettazione della parcella.
In questa ipotesi, infatti, il cliente decide di pagare per evitare eventuali conseguenze, ma effettua il pagamento con riserva di contestazione, specificando per iscritto che il pagamento non implica accettazione dell’importo richiesto.
Per contestare una fattura o parcella non basta una telefonata o un messaggio: serve una comunicazione scritta che contesti la parcella in modo specifico, indicando cosa non è corretto o è poco chiaro.
La contestazione è consigliata quando:
- mancano i dettagli delle prestazioni svolte;
- sono indicate attività che non risultano eseguite;
- il totale è sproporzionato rispetto alla natura dell’incarico;
- l’importo è diverso da quanto concordato.
La lettera è anche utile per dimostrare di non aver accettato la parcella così com’è e per formalizzare la richiesta di chiarimenti prima di procedere con il pagamento.
Inoltre, per rendere la contestazione davvero efficace, nella lettera dovresti:
- indicare gli estremi della parcella (numero, data, oggetto);
- allegare copia della parcella contestata;
- spiegare in modo sintetico le ragioni della contestazione (mancanza di dettaglio / importo sproporzionato / attività non svolte / importo diverso dal pattuito);
- chiedere chiarimenti e un’eventuale rettifica;
- avvisare che, in mancanza di riscontro, ti rivolgerai all’Ordine professionale.
Contestare una parcella senza preventivo
È una delle situazioni più frequenti: il cliente affida l’incarico, magari in urgenza, e non viene fatto un preventivo o non si parla chiaramente di costi. Poi arriva una parcella d’importo molto elevato.
In questi casi puoi contestare:
- la mancanza di trasparenza (voci generiche o non comprensibili);
- l’assenza di una quantificazione anche solo indicativa del compenso;
- la sproporzione tra compenso richiesto e attività effettivamente svolte.
Anche senza preventivo, il compenso richiesto dal professionista deve essere proporzionato all’attività svolta e formulato in modo comprensibile e verificabile dal cliente.
Contestare una parcella sproporzionata
Se la parcella ti sembra sproporzionata:
- non ignorarla (rischi solleciti e azioni di recupero);
- contestala subito per iscritto con il modello di seguito;
- chiedi una nota dettagliata delle attività (date, atti, udienze, ore impiegate, spese vive);
- se hai versato un acconto, chiedi anche che ti venga ricalcolato il saldo tenendo conto delle prestazioni svolte;
- se non ottieni risposta o la risposta non ti convince, rivolgiti all’Ordine professionale competente.
In molti casi, la semplice contestazione scritta porta a chiarimenti, correzione di errori, ricalcolo della parcella e accordo su una riduzione.
Qui di seguito trovi il modulo. Ti basterà, una volta copiato, sostituire i campi tra parentesi quadre con i tuoi dati e sarà pronto per l’utilizzo.
Mittente
[Nome e cognome del cliente]
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[CAP – Città – Provincia]
[Telefono]
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Destinatario
[Nome e cognome / Ragione sociale del professionista]
[Indirizzo completo]
[CAP – Città – Provincia]
A mezzo [Indicare il mezzo utilizzato: raccomandata A/R o PEC]
Luogo e data
[Comune], [data]
Oggetto: Contestazione parcella n. [numero parcella] in data [data parcella] relativa a [descrizione della prestazione/incarico]
Con la presente intendo contestare la parcella in oggetto, della quale allego copia, in quanto:
(scegliere e adattare l’opzione, tra le seguenti, più adatta alla propria situazione)
[non sono indicate dettagliatamente le singole prestazioni professionali svolte e, pertanto, non mi è possibile verificare la correttezza del compenso richiesto]
oppure
[il compenso richiesto, pari a euro [importo richiesto], non appare coerente con l’attività professionale effettivamente svolta in quanto risultano addebitate le seguenti attività che non risultano essere state eseguite: [descrivere le attività che risultano fatturate ma non svolte]
oppure
[il compenso richiesto, pari a euro [importo richiesto], è superiore a quello pattuito al conferimento dell’incarico, pari a euro [importo concordato]]
Resto pertanto in attesa di un cortese riscontro e dei necessari chiarimenti in merito alla fattura sopra indicata. In difetto, mi riservo di rivolgermi all’Ordine professionale competente per le opportune valutazioni.
Distinti saluti,
[Firma]
Se la parcella non viene pagata, il professionista può attivarsi per il recupero del credito, ad esempio inviando solleciti formali o avviando una procedura di recupero crediti, fino ad arrivare, se necessario, a un’azione giudiziale per ottenere il pagamento.
Proprio per questo è importante contestare in modo tempestivo e motivato: in un eventuale contenzioso davanti al giudice sarebbe chiaro che il cliente non rifiuta di pagare, ma contesta l’importo richiesto dal professionista.
Inoltre, considera che il compenso può essere ridotto o, nei casi più gravi, escluso, se emergono irregolarità rilevanti nello svolgimento dell’incarico, ad esempio se:
- l’attività professionale non è stata svolta;
- l’incarico è stato eseguito in maniera negligente o non conforme agli obblighi professionali;
- si sono verificati inadempimenti significativi o comportamenti contrari ai doveri deontologici;
In situazioni di questo tipo la contestazione della parcella può essere accompagnata anche dalla segnalazione della condotta all’Ordine professionale competente.
Se il professionista commette errori che causano un danno al cliente, può esserci spazio per una richiesta di risarcimento. Tipicamente accade in caso di errori gravi nella gestione della pratica, scadenze mancate, atti non depositati o depositati in ritardo, oppure negligenza che compromette la tutela degli interessi del cliente.
Qui però non basta contestare la parcella: serve valutare anche la responsabilità professionale con assistenza di un legale o di altro professionista qualificato.
La prescrizione è il termine oltre il quale il professionista non può più far valere il proprio diritto al pagamento del compenso.
In molti casi il compenso dei professionisti è soggetto a prescrizione triennale, anche se la durata può variare a seconda del tipo di prestazione e delle circostanze del caso concreto.
Il tema è tecnico e dipende da vari fattori (tipo di prestazione, data di conclusione dell’incarico, eventuali interruzioni della prescrizione). Se ti trovi in questa situazione, è consigliabile farti assistere per verificare correttamente i termini.
In ogni caso, contestare la parcella appena ricevuta è sempre la scelta migliore: evita che il problema si trascini per anni.
In sintesi, quando una parcella appare poco chiara o eccessiva è sempre consigliabile chiedere chiarimenti e, se necessario, contestarla formalmente. Una contestazione tempestiva e motivata consente spesso di risolvere il problema direttamente con il professionista ed evitare che la questione si trasformi in un vero e proprio contenzioso.
