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Rsa anziani: rette alte, attese lunghe e soddisfazione ferma a 6,8

La retta media supera i duemila euro al mese e nel 77% dei casi il reddito della persona anziana non basta a coprirla. Dalla nostra inchiesta su 594 famiglie emerge anche un voto medio di soddisfazione di 6,8 su 10, insieme a liste d’attesa lunghe e problemi di personale.

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28 aprile 2026
donne anziane in rsa

L’Italia è uno dei Paesi più anziani al mondo e la non autosufficienza riguarda un numero crescente di persone. Eppure, solo una quota limitata di anziani entra in una residenza sanitaria assistenziale. A frenare l’accesso, molto spesso, è il costo: secondo la nostra indagine su quasi 600 famiglie che negli ultimi cinque anni hanno avuto un parente in Rsa, la retta mensile è troppo elevata e finisce per gravare anche sui familiari. Pesano sulla soddisfazione complessiva (6,8 su 10) anche i lunghi tempi d'attesa e alcuni problemi legati alla carenza di personale.

Insomma, per molte famiglie trovare assistenza per un proprio caro non autosufficiente significa infatti affrontare non solo un bisogno di cura crescente, ma anche costi difficili da sostenere e servizi che non sempre rispondono alle aspettative.

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Si entra sempre più tardi e non autosufficienti

Abbiamo chiesto al nostro campione di famiglie quando hanno cercato una Rsa per il loro parente anziano. Le risposte sono quasi tutte concordanti: l’ingresso in struttura avviene in età molto avanzata, in media a 85 anni, quando i problemi di salute fisica e mentale sono già importanti e l’assistenza richiesta è intensa. Quasi 8 ospiti su 10 hanno difficoltà nell’igiene personale e oltre il 70% fatica a muoversi o a gestire in autonomia i bisogni quotidiani. In queste condizioni, la qualità del personale e la continuità delle cure diventano aspetti decisivi.

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Tempi lunghi e scelta limitata per le famiglie

Un altro ostacolo rilevante sono i tempi di attesa. Per ottenere un posto si aspettano in media 115 giorni, che diventano oltre quattro mesi per accedere a una struttura pubblica. Nel frattempo le famiglie devono organizzarsi con soluzioni temporanee, spesso non semplici da sostenere. E quando il posto arriva, non sempre corrisponde alla struttura desiderata: un anziano su tre viene accolto in una Rsa diversa da quella inizialmente scelta, spesso perché è l’unica disponibile. Eppure la vicinanza alla famiglia resta il criterio più importante nella scelta della struttura.

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Quanto pesa la retta mensile

Il punto più critico emerso dall’inchiesta resta però quello economico. La retta media mensile è di 2.031 euro, a cui si aggiungono 108 euro di spese extra per servizi non inclusi, per un totale di 2.139 euro. Il divario territoriale è netto: al Nord il costo medio arriva a 2.306 euro, mentre al Sud e nelle Isole si ferma a 1.630 euro. Ma il risultato non cambia: nel 77% dei casi il reddito dell’anziano non basta a coprire la spesa. Restano fuori in media 900 euro al mese, pagati con i risparmi della persona anziana o con l’aiuto dei familiari.

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L'assistenza paga la stretta sul personale

Anche sul fronte dei servizi il quadro non è brillante. Più di una famiglia su due dichiara di aver riscontrato almeno un problema nella struttura che ospita il proprio caro. Le criticità più frequenti riguardano attività promesse ma non svolte, mancanza di assistenza durante i pasti, scarsa cura dell’igiene personale e carenza di comunicazione con la famiglia rispetto alle condizioni di salute dell’anziano.

Il nodo, però, resta ancora una volta il personale. La carenza di assistenza infermieristica o di altri operatori, soprattutto di notte e nei fine settimana, è tra gli elementi che pesano di più sulla soddisfazione complessiva. Secondo i dati raccolti, il voto medio assegnato alle Rsa è 6,8 su 10: sufficiente, ma lontano da una valutazione pienamente positiva. Le strutture, nel complesso, superano l’esame, ma con costi difficilmente sostenibili e con un bisogno evidente di più personale.

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Il metodo dell'inchiesta

L’indagine è stata realizzata tra settembre e novembre 2025 tramite questionario cartaceo e online su un campione di 594 familiari che negli ultimi cinque anni hanno avuto un parente in Rsa. Il campione riflette la distribuzione geografica dei posti letto in Rsa in Italia.

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