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Voli cancellati e disagi: l’esperienza dei passeggeri tra crisi internazionale e costi extra

Cancellazioni improvvise, notti in aeroporto e costi extra più alti: chi vola oggi deve fare i conti con un viaggio meno prevedibile. Dalle esperienze dei passeggeri emerge un quadro di disagi diffusi, mentre i rincari sui bagagli fanno lievitare il prezzo finale. Ecco cosa sta succedendo davvero.

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10 aprile 2026
passeggeri in aeroporto

Viaggiare in aereo, oggi, è diventato più complesso con il contesto internazionale che, oltre ai drammi di carattere umanitario che ogni guerra porta con sé, sta mettendo sotto pressione l’intero settore. Le tensioni in Medio Oriente e l’incertezza sulle forniture di carburante stanno producendo effetti concreti anche per chi deve partire per lavoro o per le vacanze. E l’incertezza sullo Stretto di Hormuz, da cui passa una grossa fetta del petrolio utilizzato anche per la produzione di cherosene, rende tutto più complicato. Molti aeroporti stanno esaurendo le scorte di carburante per gli aerei, già si è vista qualche cancellazione (qui tutti i diritti dei passeggeri in questi casi) e tutto il sistema si riscopre molto più fragile.

Il termometro di quello che sta succedendo lo tracciamo grazie alle risposte di un migliaio di persone della nostra community Qualify a cui abbiamo chiesto di raccontarci la loro esperienza recente. Il quadro che emerge di un viaggio sempre meno prevedibile.

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Viaggiare oggi: più incertezza, meno controllo

Tra chi ha volato nell’ultimo mese, una quota significativa ha dovuto fare i conti con disservizi. Il problema più frequente è la cancellazione del volo, seguita da ritardi e, nei casi più complicati, dalla necessità di passare addirittura la notte in aeroporto. Purtroppo, non si tratta più di episodi isolati, quanto di una percezione diffusa: partire oggi significa mettere in conto un certo grado di imprevisto.

Emerge anche che le compagnie, nella maggior parte dei casi, non stanno lasciando i passeggeri senza soluzioni. Quando un volo viene cancellato, tendono a offrire alternative come previsto dal regolamento europeo che tutela i diritti dei passeggeri: un rimborso o una riprotezione su un altro volo. Più raramente vengono proposti voucher. Anche sul fronte dell’assistenza (pasti o pernottamento in hotel quando necessario) la risposta c’è, ma non sempre è uniforme. Una parte dei viaggiatori racconta di aver ricevuto supporto completo, altri segnalano coperture parziali o tempi lunghi per ottenere quanto dovuto.

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La paura di cancellazioni e rincari

Guardando ai prossimi mesi, il sentiment è chiaro. La principale preoccupazione è che il volo venga cancellato. Subito dopo arriva il timore di pagare di più, anche per viaggi già acquistati, o di subire modifiche di rotta che complicano gli spostamenti.

C’è poi un elemento interessante: una crescente attenzione alla protezione. Una parte rilevante dei viaggiatori sta valutando l’idea di stipulare un’assicurazione specifica. Il problema, in questi casi, è che le assicurazioni offerte dalle compagnie aeree tutelano il passeggero in caso di rinuncia al viaggio per motivi di salute o altre gravi ragioni, non per le conseguenze delle tensioni internazionali (ne parliamo più nel dettaglio qui).

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Aumentano i costi dei bagagli

Se la prima faccia della crisi è quella dei disservizi, la seconda è più silenziosa ma altrettanto rilevante. È quella dei prezzi. Soprattutto nel mondo low cost, le compagnie continuano a proporre tariffe di partenza competitive. Il cambiamento avviene altrove, nei servizi accessori. Un’analisi che abbiamo condotto su dodici tratte operate da Ryanair ed easyJet mostra chiaramente questa dinamica. Il modello di business è sempre più basato sulla scomposizione del prezzo: il biglietto copre lo stretto necessario, mentre tutto il resto viene pagato a parte.

Nel confronto con l’anno scorso emerge una crescita generalizzata dei costi legati ai bagagli e alle opzioni più utilizzate dai viaggiatori. In media, gli aumenti sono contenuti ma costanti (in media del 4% per Ryanair e del 6% per easyJet). Alcune categorie, come i bagagli da stiva più capienti, registrano incrementi più marcati. Le compagnie intervengono proprio su queste voci perché sono meno immediatamente confrontabili e incidono sul prezzo finale solo in una fase avanzata dell’acquisto.

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Compagnia Tipologia bagaglio 2025 2026 Variazione
easyJet Bagaglio a mano grande 28,57 € 31,57 € +10%
easyJet Bagaglio da stiva 15 kg 31,57 € 30,70 € -3%
easyJet Bagaglio da stiva 23 kg 39,20 € 41,91 € +7%
easyJet Bagaglio da stiva 26 kg 42,80 € 47,40 € +11%
easyJet Media +6,30%
Ryanair Bagaglio a mano grande 19,05 € 18,31 € -4%
Ryanair Bagaglio da stiva 10 kg 14,79 € 16,32 € +10%
Ryanair Bagaglio da stiva 20 kg 27,80 € 29,64 € +7%
Ryanair Media +4,40%
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Perché succede proprio adesso

Il settore, d’altronde, sta affrontando una combinazione di fattori critici. Il costo del carburante è aumentato in modo significativo, spinto dalle tensioni geopolitiche e dalle difficoltà nelle forniture. A questo si aggiungono pressioni inflazionistiche e costi operativi più elevati. Le compagnie, soprattutto quelle low cost, cercano di assorbire l’impatto senza perdere competitività. E lo fanno intervenendo dove è più facile: sui servizi accessori.

È un equilibrio delicato. Da un lato si mantiene attrattivo il prezzo di ingresso, dall’altro si recuperano margini lungo il percorso di acquisto. Ma per il viaggiatore questo significa maggiore complessità. Confrontare le offerte diventa più difficile, e il rischio di sottovalutare il costo finale aumenta.

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Un nuovo modo di viaggiare

Mettendo insieme questi elementi – disservizi più frequenti, maggiore incertezza, aumento dei costi nascosti – emerge un cambiamento più profondo. Il viaggio aereo resta accessibile, ma richiede più attenzione. Serve monitorare le informazioni, valutare con cura le condizioni di acquisto, considerare scenari alternativi. Anche scelte che fino a poco tempo fa sembravano secondarie – come il tipo di bagaglio o la flessibilità del biglietto – diventano centrali.

Allo stesso tempo, il comportamento dei viaggiatori si sta adattando. Cresce la propensione a informarsi, a proteggersi, a pianificare con maggiore cautela. Ma resta forte la disponibilità a partire, anche in un contesto più incerto.

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