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Acqua minerale e potabile a confronto

13 giugno 2012

13 giugno 2012

In laboratorio 40 minerali: la qualità è buona. Ma la potabile prelevata in otto città non è da meno. Chi sceglie il rubinetto risparmia e non inquina.

L’acqua minerale è più sicura della potabile che sgorga dal rubinetto di casa? L’abbiamo voluto verificare con questo test. Abbiamo analizzato in laboratorio 40 campioni di minerali naturali acquistate a Torino, MIlano, Padova, Firenze, Ancona, Roma, Cagliari e Palermo. Nelle stesse città abbiamo prelevato campioni di acqua potabile dalle fontanelle per poi analizzarli.

Il test parla chiaro: non ci sono differenze
La pubblicità martellante ci ha convinto che l’acqua in bottiglia abbia proprietà e prerogative uniche. Ci credereste che si tratta invece di caratteristiche comuni a gran parte dell’acqua potabile? Abbiamo sottoposto a un test le minerali naturali più diffuse sul mercato: non ci sono motivi fondati per ritenere l’acqua in bottiglia più salutare. Ciò non significa affatto che non sia buona: al contrario, i risultati del test ne evidenziano nel complesso la buona qualità. Ma quello che non tutti immaginano è che, portando in laboratorio anche l’acqua potabile, prelevata nelle fontanelle pubbliche di otto grandi città, abbiamo avuto risultati analoghi: problemi grossi non ce ne sono. La qualità è un requisito comune alla potabile e alla minerale. Entrambe del resto sono rigidamente controllate (quella del rubinetto ancora di più).

Acque minerali
Il residuo fisso misurato in laboratorio rivela che le bottiglie testate sono quasi tutte oligominerali, cioè a basso contenuto di sali, le più adatte da bere tutti i giorni. Con qualche eccezione. Per esempio Sangemini è un’acqua ricca di sali, il che la rende più consigliabile per un consumo occasionale, per esempio d’estate, quando le perdite di sali sono maggiori. Se passiamo agli inquinanti, problemi non ce ne sono: nitrati e fluoruri sono sempre in regola. Quanto ai metalli, a volte nelle minerali sono presenti cromo e soprattutto arsenico, anche se sempre entro la norma: da qui alcuni giudizi accettabili o mediocri nel test.

Acqua potabile
Anche per l’acqua prelevata alle fontanelle cittadine riscontriamo variabilità di caratteristiche, ma non problemi. Dal punto di vista del residuo fisso, sono quasi tutte oligominerali. Può variare il contenuto di sodio, comunque sempre al di sotto dei limiti; anche la durezza dell’acqua (cioè il suo contenuto di calcare) varia, da zona a zona di una città, perché l’acquedotto si rifornisce da pozzi diversi. Per alcuni metalli (come alluminio, cromo e arsenico) a volte i valori dell’acquedotto non sono perfetti, ma pur sempre lontani dai limiti. Nulla a che vedere con i valori di arsenico piuttosto elevati riscontrati in passato in alcune zone del Lazio (e consentiti solo fino a dicembre 2012, quando scade l’ultima deroga concessa alla normativa).

Bottiglie: un costo evitabile
Bere dalla bottiglia incide sul portafoglio. E per gli italiani non poco: siamo i primi consumatori europei di acqua imbottigliata. Nel 2010 ne sono stati venduti 11 miliardi di litri (186 a testa). Il divario di prezzo tra la potabile e la minerale è abissale: a una famiglia le bottiglie costano 500 volte di più rispetto all’acquedotto, nonostante il costo della potabile sia aumentato negli ultimi anni.


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