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Epatite A: cos'è, come si trasmette e come evitarla

Fa notizia in questi giorni l'incremento di casi nel napoletano: ma che cos'è esattamente L'Epatite A? È una malattia infettiva, causata da un virus, che colpisce il fegato. Da noi il contagio avviene principalmente attraverso il consumo di cibo o acqua contaminati (non si escludere però il contagio da persona a persona). Ma molluschi, crostacei e pesce non sono gli unici cibi indiziati. Ecco quello che c’è da sapere per non correre rischi.

Con il contributo esperto di:
20 marzo 2026
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Secondo i dati raccolti e pubblicati a Novembre 2025, tramite il periodico bollettino, dal SEIEVA (Istituto Superiore di Sanità insieme al Sistema Informativo delle Malattie Infettive e Diffusive), i casi di Epatite A nel primo semestre del 2025 in Italia sono stati 247, in deciso aumento rispetto ai 159 casi segnalati nello stesso periodo del 2024. La fascia di età maggiormente colpita è stata quella 35-54 anni (35,2%), mentre i casi pediatrici sono stati 29. In quasi la metà (47,1%) dei casi segnalati il fattore di rischio riportato era il consumo di frutti di mare. 

Gli ultimi casi rilevati in ordine i tempo, i 43 segnalati in questi giorni in Campania, dal dipartimento di Prevenzione dell'Asl Napoli 1 Centro: un tasso di diffusione del virus ben 41 volte più alto di quello medio registrato negli ultimi tre anni. In questa occasione il Sindaco di Napoli ha stabilito il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici.

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Epatite A: cos’è e come si prende

L’epatite A è un’infezione che colpisce il fegato, causata da un virus. La via di trasmissione principale di questo virus è il materiale fecale che può contaminare acqua e prodotti alimentari. L’infezione si contrae, infatti, quando una persona sana e non vaccinata contro l’epatite A ingerisce cibo o acqua contaminati dal virus dell’epatite A (per esempio alimenti preparati da parte di persone infettate dal virus e che non hanno seguito le buone regole di igiene delle mani dopo essere andate in bagno, oppure frutti di mare cresciuti in acque contaminate).

Il virus dell’epatite A si trova nell’ambiente e nelle acque ed è molto resistente ai processi di tecnologia e sicurezza alimentare utilizzati per tenere sotto controllo le contaminazioni dei prodotti alimentari. Tra i cibi maggiormente a rischio di contaminazione troviamo i frutti di mare crudi, i principali responsabili di epatite A in Italia. Oltre a molluschi, crostacei e pesce crudi sono considerati a rischio contaminazione vegetali, pomodori secchi, frutti di bosco e fragole congelati. Il virus può essere trasmesso anche attraverso uno stretto contatto fisico con una persona infetta, sebbene il contatto casuale tra le persone non diffonda il virus.

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Sintomi dell’Epatite A

I sintomi si presentano dopo un periodo di incubazione che varia tra i 14 e i 28 giorni. I sintomi dell’epatite A possono essere lievi come stanchezza, febbre, malessere, perdita di appetito, diarrea, nausea, disturbi addominali ma anche urine di colore scuro e ingiallimento degli occhi e della pelle (ittero). Non tutti i soggetti infetti manifestano tutti i sintomi; di solito negli adulti la malattia si manifesta più spesso che nei bambini per i quali può anche rimanere asintomatica. Negli anziani e nei soggetti fragili la malattia e gli esiti fatali sono più elevati.

Una quota delle infezioni, specialmente se contratte in giovane età, rimane asintomatica. I pazienti guariscono completamente; pertanto, non esiste lo stato di portatore cronico del virus A.

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Come prevenire l’infezione

L’infezione si previene utilizzando buone pratiche igienico sanitarie e di sicurezza alimentare, oltre che con la vaccinazione.

  • Prima di tutto è fondamentale l’igiene personale, bisogna sempre lavarsi le mani prima dei pasti e dopo essere andati in bagno specialmente se si dovrà manipolare del cibo.
  • Avere a disposizione una corretta fornitura di acqua potabile e di smaltimento delle acque reflue.
  • Se si è in viaggio in paesi dove il rischio di infezione è maggiore evitare di consumare acqua che non sia imbottigliata e ghiaccio.
  • Per i cibi è necessario cuocere gli alimenti, l’unico modo di eliminare il virus è infatti l’uso di alte temperature e il solo lavaggio non è sufficiente. È quindi sconsigliato consumare molluschi e frutti di mare crudi e occorre cuocere bene anche le verdure.

Importante anche il controllo della coltivazione e della commercializzazione.

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