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Norovirus, focolaio su nave da crociera: cos’è e come si trasmette

Dopo il focolaio di norovirus confermato su una nave da crociera a Bordeaux, con circa 80 contagiati e oltre 1.700 persone inizialmente trattenute a bordo, torna l’attenzione su uno dei virus più comuni delle gastroenteriti acute. Ecco cos’è, quali sintomi provoca e come ridurre il rischio di contagio.

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articolo di:
14 maggio 2026
Nave da crociera e ambulanza

Immagine a titolo puramente d'esempio

Il recente focolaio di Norovirus confermato a bordo della nave da crociera Ambition, ormeggiata a Bordeaux, ha riportato l’attenzione sulla rapidità con cui questo virus può diffondersi negli ambienti chiusi e affollati. Secondo le autorità francesi, circa 80 persone sono risultate contagiate e i passeggeri sintomatici sono stati isolati, mentre per gli asintomatici è stato revocato il divieto di sbarco.

I Norovirus sono tra i principali responsabili delle gastroenteriti acute di origine non batterica. Altamente contagiosi, possono trasmettersi da persona a persona, attraverso superfici contaminate o tramite acqua e alimenti infetti. Non a caso, i focolai si verificano spesso in comunità e spazi confinati, come scuole, ospedali, case di riposo e navi da crociera.

Ma che cosa sono i Norovirus, quali sintomi provocano e quali precauzioni aiutano a ridurre il rischio di contagio?

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Infezione da Norovirus: cos’è e come si prende

I Norovirus rappresentano uno degli agenti che causa più comunemente gastroenteriti acute di origine non batterica. Sono noti anche con il nome di virus di Norwalk, dal nome della cittadina dell’Ohio che nel 1968 fu colpita da un’epidemia di gastroenterite.

Le infezioni da Norovirus si manifestano soprattutto nelle comunità (ospedali, case di riposo, scuole) o in ambienti confinati, come per esempio le navi da crociera e si trasmettono tramite acqua e alimenti contaminati, ma anche da persona a persona.

Gli alimenti chiamati in causa con maggior frequenza nell’insorgenza delle gastroenteriti da Norovirus sono generalmente i frutti di mare (ostriche, cozze) e i vegetali (insalate, frutti di bosco), consumati crudi: questi alimenti potrebbero essere contaminati in origine da acque infette. Ma la contaminazione può avvenire anche attraverso il consumo di alimenti pronti, contaminati a loro volta da individui infetti.

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I sintomi dell’infezione causata da Norovirus

I sintomi dell’infezione causata da Norovirus si manifestano generalmente dopo un periodo di incubazione di 12-48 ore e comprendono nausea, vomito, diarrea e crampi addominali. Raramente compaiono mal di testa, dolori muscolari e febbre. Nei bambini, il vomito è più importante della diarrea, mentre negli adulti di solito predomina la diarrea.

L’infezione dura da 1 a 3 giorni e non presenta generalmente complicazioni. Non esistono trattamenti specifici contro i Norovirus, ma è importante assumere molti liquidi per contrastare la disidratazione conseguente a vomito e diarrea.

L’infezione da Norovirus si può manifestare a qualsiasi età, ma le forme più gravi colpiscono generalmente i soggetti più deboli, con scarse difese immunitarie, come gli anziani, i malati cronici e i bambini. In questi casi occorre prestare attenzione soprattutto al rischio di grave disidratazione.

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Consigli per evitare il contagio

I Norovirus sono altamente contagiosi: resistono nell’ambiente, sopravvivono a temperature superiori a 60°C e al cloro utilizzato per la disinfezione delle acque potabili. Questi virus, inoltre, permangono fino a 3 giorni dopo la guarigione nelle feci degli individui infetti.

Per prevenire l’infezione è quindi importante seguire tutte le norme igieniche e le corrette modalità di lavorazione e conservazione degli alimenti come:

  1. Lavarsi molto bene le mani prima di manipolare il cibo
  2. Lavare accuratamente alimenti e utensili da cucina. Mantenere puliti anche superfici, strofinacci e spugnette.
  3. Non manipolare il cibo quando si è indisposti, soprattutto se si è affetti da gastroenterite, e fino a tre giorni dopo la guarigione.
  4. Tenere sempre separati gli alimenti da cucinare da quelli pronti per il consumo.
  5. Cuocere bene gli alimenti.
  6. Conservare gli avanzi in frigorifero ad una temperatura non superiore ai 4°C.
  7. Evitare alcuni cibi quando non si ha la certezza che provengano da materie prime sicure, soprattutto nel caso di alimenti che vengono consumati crudi o poco cotti, come i frutti di mare o le verdure fresche.

Non c'è solo il Norovirus

Il Norovirus, però, non è l'unico responsabile di infezioni gastrointestinali legate al consumo degli alimenti; in questi speciali puoi trovare tutte le informazioni anche sui problemi che può causare un'infezione da escherichia coli, tutto quello che devi sapere sulle problematiche legate all'epatite A e i rischi connessi alla presenza di mercurio nel pesce.

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Norovirus: alcuni dati

I Norovirus, altamente contagiosi, sono uno dei più comuni responsabili di gastroenteriti acute di origine non batterica. Sul sito del CDC americano (centri per il controllo delle malattie) si riporta che ogni anno, nel mondo, si stimano 685 milioni di casi di Norovirus (200 milioni solo tra bambini sotto i 5 anni) e che circa la metà, nel nostro emisfero, si verifica tra i mesi di novembre e aprile. Nel 2023 l’infezione alimentare da Norovirus è stata una di quelle che ha coinvolto il maggior numero di individui nell’Unione Europea: oltre 8.000 sono stati i casi segnalati in 16 diversi Stati Membri (compresa l’Italia), con un incremento del 8% rispetto all’anno precedente. Il consumo di acqua e alimenti contaminati è la principale via di infezione da Norovirus.

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