Come testiamo

Detersivi multiuso: come testiamo



  • Potere sgrassante.  Per simulare lo sporco grasso incrostato su superfici dure, abbiamo sporcato con olio di arachidi delle placche di acciaio e le abbiamo passate in forno a 140°C per un'ora. Abbiamo applicato su un panno la stessa quantità di prodotto puro, abbiamo lavato e sciacquato con acqua le piastre per verificare la rimozione dello sporco.
  • Aloni.  Abbiamo valutato anche le tracce lasciate dopo asciugatura di prodotti multiuso per superfici dure, considerando la diluizione consigliata dal produttore. Abbiamo passato la stessa quantità di soluzione diluita con lo stesso panno su uno specchio e l’abbiamo lasciato asciugare per un’ora, valutando la presenza di aloni lasciati dai prodotti rispetto a quelli lasciati dall’acqua da sola.
  • Etichetta.  Le etichette sono complete, leggibili e chiare. L’unico aspetto un po’ dimenticato da diversi produttori riguarda l’elenco delle superfici su cui questi prodotti non vanno utilizzati: legno non trattato o cerato, alluminio anodizzato e superfici smaltate sono quelle più a rischio.
  • Ingredienti.  Abbiamo valutato sulla base delle dichiarazioni dei produttori (disponibili per legge sul sito internet) la presenza di ingredienti inquinanti e pericolosi per l’ambiente, come conservanti, profumi, coloranti e biocidi.
  • Imballaggio.  Abbiamo misurato il contenuto realmente presente, pesato il contenitore a vuoto e rapportato la quantità di plastica al numero di dosi del prodotto diluito per sapere quanta plastica viene impiegata per ogni dose: meno plastica significa, non solo ridurne la produzione a monte con relative emissioni e consumi, ma anche meno rifiuti e meno ingombro nel trasporto e nello stoccaggio, quindi complessivamente un minor impatto sull’ambiente.
  • Sicurezza.  Nella valutazione della sicurezza, siamo partiti dal 3 accettabile perché tutti i prodotti rispettano le norme ed indicazioni di legge, aggiungendo punti per: bitrex (sostanza amara che vita l’ingestione accidentale da parte dei bambini), tappo di sicurezza (purtroppo non obbligatorio per legge su questi prodotti), numero del centro antiveleni, pittogrammi (sono di più semplice ed immediata comprensione), imballaggio non trasparente. Tutte azioni volontarie, ma che implementano la sicurezza.