Rimborso TIM per la fatturazione a 28 giorni.

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Buongiorno,

buona la notizia che ci devono rendere cosa hanno eroso con la fatturazione a 28 giorni.

A me non interessa affatto cosa propone TIM come risarcimento; ho cercato per vedere se hanno una procedura per chiedere il rimborso ma non c'è.

Altre associazioni di consumatori propongono un loro servizio, dietro pagamento dell'iscrizione alla stessa, per promuovere l'azione di richiesta del rimborso.

Altroconsumo cosa propone?

Saluti; afbio.

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6 Risposte

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Salve, il 187 ci ha risposto che il rimborso per le fatturazione a 28 giorni non è dovuto perchè avrebbero già compensato con delle offerte che io non ho mai accettato, ma che sarebbero andate in automatico, ma non so neppure di che offerta si tratta dato che non utilizzo quasi mai la rete fissa. Cosa propone Altroconsumo in questi casi?
Grazie per l'eventuale risposta.

Gentile signor Mannelli, qualche giorno fa ho chiamato il 187, proprio perché sulla pagina di MyTIM la procedura non c'è. L'operatrice ha attivato la richiesta: incredibile, dopo neppure 15 giorni - la prima bolletta raggiungibile - mi sono stati rimborsati 39 euro!

Buongiorno Signor Fabio Mannelli,
provo a rispondere al Suo quesito, sperando di esserLe utile, visto che proprio in questo periodo sto aiutando il mio convivente a compilare una pratica di rimborso 'fatture a 28 giorni' su 'utenza telefono fisso'.
TIM e TELECOM attualmente hanno un unico portale internet - https://www.tim.it/ - nel quale, registrandosi con le proprie credenziali (un indirizzo mail di posta ordinaria+password) si può accedere a MyTIM, ovvero all'area riservata utente.
Qui si trova, ben in chiaro, il menù 'TIM rimborsa'.
Cliccando su tale menù (consultazione in data odierna, 29/02/2020, sulla piattaforma on-line), compare il messaggio aziendale: " TIM ricorda ai propri clienti di rete fissa, che hanno ricevuto fatture a 28 giorni successivamente al 23 giugno 2017, che è possibile chiedere il rimborso contattando gratuitamente il Servizio Clienti 187 oppure accedendo all’Area MyTIM. Si precisa che non è necessario essere ancora clienti TIM per chiedere il rimborso."
Su tale avviso apro un'importante parentesi, ovvero: non è detto che il periodo di fatturazione 'a 28 giorni' (di qualsiasi operatore telefonico preso in causa) sia iniziato con il 23 giugno 2017, ma potrebbe essere antecedente. Nel caso specifico che sto curando io - per portarle un esempio concreto - la fatturazione 'a 28 giorni' è iniziata prima.
Le consiglio pertanto di prendere in mano tutte le bollette ricevute da TIM da gennaio 2016 in poi e riportarle su uno schema in formato Excel (numero fattura, data fattura, costo offerta 'mensile' e con '28 giorni', periodo di fatturazione - da, a - giorni totali fatturati).
Il 'costo offerta' deve riferirsi (iva compresa) solo all'offerta fissa che ha in corso con l'operatore telefonico (alla componente di costo che non varia mai, contrattualmente, secondo il contratto che ha sottoscritto) poiché il resto dei costi 'aggiunti' per servizi/addebiti che esulano la componente fissa' Lei lo avrebbe sostenuto per intero a prescindere dal periodo di fatturazione, così quanto le spese di invio del cartaceo. A tale proposito, cito ad esempio la richiesta telefonica dell'invio di un telegramma, l'indennità per un ritardato pagamento della bolletta e tutto ciò che TIM, a ragione di quanto Lei ha sottoscritto, ritiene per Legge di doverLe fatturare oltre l'offerta fissa.
Per quale motivo è bene schematizzare i dati in possesso? Per avere ben chiara, in modo sintetico, la Sua situazione 'di fatturazione'; potrebbe infatti accorgersi, una volta compilato tale schema, che le mensilità addebitate 'con fatture a 28 giorni' sono 13 (365 gg/28 giorni= 13 mesi circa). Se sono 13, vuol dire che Lei avrebbe diritto al rimborso/nota di credito dell'importo intero pagato per l'ultima fattura emessa 'a 28 giorni' - esclusi i costi variabili, ma incluse le spese di invio del cartaceo, poiché tale fattura non doveva essere emessa.
Come si arriva a comprendere questo? Lei deve considerare che una 'fattura mensile', in linea generale, accoglie al suo interno un 'periodo di fatturazione' che può essere di 28, 29, 30 o 31 giorni, ma ciò non cambia il risultato delle fatture mensili che lei avrebbe dovuto ricevere nell'arco di 1 anno, ovvero 12.
Come punto di riferimento nella sua 'analisi fatturazione', prenda il primo giorno di ogni mese: nella fatturazione mensile corrisponde ad 1 periodo di fatturazione; pertanto nell'arco di un anno solare, con la fatturazione mensile, contando ogni primo giorno del mese, sono previste nr 12 fatture mensili (e non di più); ciò vale anche quando i periodi di fatturazione sono sommati, ovvero anche se 1 fattura 'a 28 giorni' contenesse 56 giorni (56gg/2= 28 giorni).
Faccia sempre bene il calcolo dei giorni fatturati nel suo schema, accanto ai 'periodi fatturati' indicati in bolletta e riportati nel suo schema, ricordando che per ottenere i giorni realmente fatturati nelle bollette 'a 28 giorni', Le basterà fare la sottrazione fra il numero dei giorni totali che un mese ha (esempio 30 giorni, come aprile) e il numero dei giorni che precedono l'inizio del periodo di fatturazione (se il periodo di fatturazione inizia con il 15/04, basterà fare 30gg-14gg=16 giorni e poi aggiungere i giorni fatturati del mese successivo, che devono dare in totale sempre 28 giorni, oppure 56, oppure 84, ovvero sempre 'somme di 28 giorni').
Ovunque Lei riscontrasse che la fattura 'non è mensile' (osservando il periodo di fatturazione indicato in bolletta), il punto di riferimento rimane sempre il primo giorno del mese; pertanto, se si trova '29 giorni' o importi comunque diversi dal mese intero, faccia ben attenzione, perché è proprio lì che si cela un problema: potrebbero averLe indicato i primi giorni del mese nella precedente fattura e poi i 'restanti' (in fase di 'aggiustamento per ritorno alla fatturazione mensile') nel documento successivo.
Cosa potrebbe accaderLe, inoltre, schematizzando la sua posizione di fatturazione? Potrebbe accorgersi che nelle fatture 'a 28 giorni' l'importo dell'offerta fissa non è stato riproporzionato ai 28 giorni, ma è 'sempre uguale', come 'se nulla fosse' - che è poi il 'nodo della questione' che ha portato a questa pubblica controversia.
Se l'importo fisso mensile fosse stato riproporzionato ai giorni effettivamente fatturati, è chiaro (a mio avviso) che non ci sarebbe stata la necessità di richiedere rimborsi agli operatori telefonici; 'non ci sarebbe stata', però, in visione del fatto che comunque l'importo annuo totale da pagare per offerta fissa avrebbe dovuto essere invariato (per ottenere l'importo annuo totale da pagare con fatturazione mensile basta moltiplicare il costo mensile fisso per i 12 mesi dell'anno solare).
Al di là di quanto fino ad oggi detto, la fatturazione a '28 mesi' deve essere considerata errata sempre, anche quando il periodo di fatturazione 'a 28 giorni' inizia prima del 23 giugno 2017; perché è analizzando tutte le fatture 'a 28 giorni' (e non solo alcune) che ci si può accorgere di aver ricevuto in addebito 1 mensilità in più (e per quella va richiesto il dovuto rimborso).
E va fatta valere, in tutti i modi possibili, la retroattività dell'illecito compiuto dall'operatore telefonico. Chiunque esso sia.
Diversamente, con rimborsi parziali, sarebbe come dire che un oggettivo illecito, un diritto violato, un abuso di potere, un contratto stipulato in forma di fatturazione mensile e non 'a 28 giorni', che non viene riproporzionato (e non mantiene 'le promesse fatte' in sede di stipulazione); un qualsiasi danno compiuto ad un soggetto... fino ad un certo punto 'si può fare' e dopo 'non vale più'.
Quando la 'giustizia' non è retroattiva, allora non è vera giustizia. E allora non è 'vero rimborso'.
Il rimborso per la fatturazione a 28 giorni, secondo me, quindi, deve partire tenendo conto dalla prima fattura fatta 'a 28 giorni' e non 'dal periodo che l'azienda che commette una violazione contrattuale vuole, a sua discrezione'.
Io, su questo ultimo punto, non mi permetto di andare oltre nelle considerazioni, ma lascio a te la decisione di 'cosa fare' in merito, in base alle tue esigenze.
La tua richiesta di rimborso la puoi inviare tramite il sito di TIM; ma se vuoi essere sicuro che la tua richiesta/reclamo arrivi, invia una PEC o un fax.
Poste Italiane ha in piedi un'ottima offerta WEB a riguardo, che fa risparmiare sulle raccomandate cartacee e ti da il diritto fondamentale di avere copia tracciata sia dell'invio del tuo reclamo, sia del ricevimento del reclamo verso qualsiasi azienda che abbia una PEC; con la PEC hai in mano una cosa fondamentale: il contenuto del reclamo, che prima, in raccomandata in busta chiusa, non poteva essere provato e poteva essere anche contraffatto.
Una volta che ti sei esposto 'per iscritto', nella dovuta maniera garbata ma incisiva; una volta tentata la 'via bonaria' di conciliazione, a te la scelta; se il tuo reclamo 'non va a buon fine', ci sono decine di associazioni di consumatori a pagamento, ma anche la possibilità (se non vuoi usufruire di tutti i vantaggi d'appartenere ad una associazione di consumatori forte; vantaggi che nel lungo periodo si rivelano di grande aiuto - ricordatelo!) di affidarti gratuitamente a WebConcilia, ovvero la piattaforma messa a disposizione direttamente dall'AGCom.
Io ho trovato qui grande assistenza e cortesia (anche da parte del CoreCom). E' un servizio on-line gratuito, intuitivo e di grande pregio.
Sai che, facendo così, ti stai rivolgendo direttamente ai grandi enti preposti che monitorano anche gli operatori telefonici, fornendogli la tua esperienza vissuta - che è sempre di grande aiuto (fa 'caso', fa 'testo'), perché a volte i casi di illecito da parte di una azienda potrebbero rivelarsi singolari, cioè unici nel loro genere.
Scusami se ho scritto molto, ma la sintesi non è il mio 'dono di natura', soprattutto quando ci tengo che 'giustizia sia fatta'.
Spero di esserti stata di aiuto.
Ti auguro in 'bocca al lupo', se ancora non hai risolto il tuo problema.
Ciao! :-)


















Buongiorno
volevo sapere se Fabio e' a farsi rimborsare materialmente non con altri servizi a compensazione da Tim ? e come ha fatto ovviamente.
Grazie . Cordialita'
Graziella

Mi aggrego alla segnalazione del Sig. Fabio.
Anzi chiedo a chi eventualmente sapesse se c'è una sorta di guida per ricercare e raccogliere il materiale utile per le richieste di rimborso.
Anche quali sono le utenze che dove hanno usato la fatturazione a 28 gg. (esclusivamente la telefonia?). Quali gli anni, e quali aziende.
Aiuterebbe chi interessato a verificare e raccogliere il materiale per farsi risarcire. Magari provare ai manager che studiano queste "nobili e sofisticate" strategie di mercato che il "vulgus" pian, piano reagisce sempre di più. E che se non cambiano "filosofia" forse un giorno qualcuno arriverà a gridar che il Re è nudo.

anche noi chiamando il 187 ci hanno detto che non c'è nessun rimborso perché non cìè stato secondo loro nessun aumento nella fatturazione a 28 giorni con quella a 30 giorni. Questi non vogliono restituire i soldi. Cosa possiamo fare, oltre a disdire comunque il ccontratto.

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