Risoluzione del contratto per inadempimento: fac simile e quando farla
Quando un servizio non viene eseguito correttamente o l’altra parte non rispetta gli obblighi contrattuali, puoi chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento e, nei casi previsti, anche il risarcimento dei danni. La procedura è disciplinata dall’art 1453 c.c. e richiede alcuni passaggi formali, tra cui l’invio di una comunicazione scritta. Vediamo insieme quando è possibile risolvere un contratto, cosa fare prima di agire e un fac simile di lettera pronto all’uso.
In questo articolo
La risoluzione del contratto è lo strumento che consente di sciogliere un accordo quando una delle parti non rispetta gli impegni assunti. In pratica, il contratto viene meno e la parte inadempiente deve restituire quanto indebitamente ricevuto, salvo il diritto al risarcimento degli eventuali danni subiti.
È una tutela tipica nei contratti di servizi (telefonia, forniture energetiche, lavori, abbonamenti, manutenzioni, ecc.).
La risoluzione per inadempimento si verifica quando una parte:
- non esegue la prestazione promessa;
- la esegue in modo scorretto o incompleto;
- non rispetta i tempi previsti.
La diffida ad adempiere
Prima di chiedere la risoluzione è spesso opportuno inviare una diffida ad adempiere, cioè una comunicazione formale con cui si concede un termine (di solito 15 giorni) per rispettare il contratto.
Se la controparte non adempie entro il termine: il contratto si considera risolto e si può chiedere il risarcimento dei danni e la restituzione di eventuali importi non dovuti.
Sono risarcibili, ad esempio: spese sostenute inutilmente, costi per sostituire il servizio e la perdita economica documentata.
Torna all'inizioLa clausola risolutiva espressa
Molti contratti contengono una clausola risolutiva espressa, che stabilisce in anticipo quali violazioni comportano la risoluzione automatica del contratto.
In questo caso è sufficiente comunicare che si intende applicare la clausola e che si considera il contratto risolto.
Torna all'inizioCosa fare prima di chiedere la risoluzione del contratto
Prima di inviare la richiesta è consigliabile:
- verificare le clausole contrattuali;
- conservare prove dell’inadempimento (e-mail, fatture, foto, comunicazioni);
- inviare un sollecito o una diffida;
- quantificare eventuali danni economici.
Questi passaggi rafforzano la tua posizione in caso di contestazione.
Torna all'inizioCome e quando comunicare la risoluzione contrattuale
La comunicazione deve essere:
- scritta;
- chiara nei motivi;
- inviata tramite raccomandata A/R o PEC.
È importante indicare al suo interno:
- il contratto di riferimento;
- l’inadempimento contestato;
- la richiesta di risoluzione;
- l’eventuale richiesta di risarcimento.
Puoi chiedere la risoluzione quando:
- il servizio non viene erogato;
- il servizio è difforme da quanto pattuito;
- ci sono ritardi gravi;
- la controparte ignora solleciti o reclami.
Fac simile lettera risoluzione contratto per inadempimento e risarcimento danni
Qui di seguito trovi il modulo da compilare. Ti basterà, una volta copiato, sostituire i campi tra parentesi quadre con i tuoi dati e sarà pronto per l’utilizzo.
Mittente
[nome e cognome]
[indirizzo]
[codice fiscale / partita IVA]
Destinatario
[nome società / professionista]
[indirizzo]
Oggetto: Richiesta di risoluzione del contratto per inadempimento e richiesta di risarcimento danni
Io sottoscritto/a [nome e cognome], in riferimento al contratto di [tipologia servizio] stipulato in data [data contratto], espongo quanto segue.
Nonostante gli obblighi contrattuali assunti, avete:
[descrivere l’inadempimento: mancata esecuzione del servizio, ritardi, difformità, ecc.]
Tale comportamento costituisce grave inadempimento contrattuale.
Con la presente, ai sensi dell’art. 1453 c.c.,
COMUNICO
la risoluzione del contratto per vostro inadempimento.
CHIEDO
inoltre, il risarcimento dei danni subiti, quantificati in € [importo], salvo ulteriore verifica.
Vi invito a fornire riscontro entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente. In difetto, mi riservo di adire le vie legali per la tutela dei miei diritti.
[Luogo e data]
[Firma]
Torna all'inizioCosa fare se non la controparte non risponde
Se la controparte non risponde o rifiuta la richiesta, può essere necessario avviare una procedura di conciliazione o di mediazione obbligatoria, a seconda della materia. Se invece il tentativo di risoluzione extra-giudiziale non è obbligatorio per legge, oppure fallisce, si possono adire le vie giudiziarie. Per questa fase può essere necessaria, o comunque consigliabile, l’assistenza di un avvocato. Torna all'inizioLa risoluzione del contratto è lo strumento che consente di sciogliere un accordo quando una delle parti non rispetta gli impegni assunti. In pratica, il contratto viene meno e la parte inadempiente deve restituire quanto indebitamente ricevuto, salvo il diritto al risarcimento degli eventuali danni subiti.
È una tutela tipica nei contratti di servizi (telefonia, forniture energetiche, lavori, abbonamenti, manutenzioni, ecc.).
La risoluzione per inadempimento si verifica quando una parte:
- non esegue la prestazione promessa;
- la esegue in modo scorretto o incompleto;
- non rispetta i tempi previsti.
Prima di chiedere la risoluzione è spesso opportuno inviare una diffida ad adempiere, cioè una comunicazione formale con cui si concede un termine (di solito 15 giorni) per rispettare il contratto.
Se la controparte non adempie entro il termine: il contratto si considera risolto e si può chiedere il risarcimento dei danni e la restituzione di eventuali importi non dovuti.
Sono risarcibili, ad esempio: spese sostenute inutilmente, costi per sostituire il servizio e la perdita economica documentata.
Molti contratti contengono una clausola risolutiva espressa, che stabilisce in anticipo quali violazioni comportano la risoluzione automatica del contratto.
In questo caso è sufficiente comunicare che si intende applicare la clausola e che si considera il contratto risolto.
Prima di inviare la richiesta è consigliabile:
- verificare le clausole contrattuali;
- conservare prove dell’inadempimento (e-mail, fatture, foto, comunicazioni);
- inviare un sollecito o una diffida;
- quantificare eventuali danni economici.
Questi passaggi rafforzano la tua posizione in caso di contestazione.
La comunicazione deve essere:
- scritta;
- chiara nei motivi;
- inviata tramite raccomandata A/R o PEC.
È importante indicare al suo interno:
- il contratto di riferimento;
- l’inadempimento contestato;
- la richiesta di risoluzione;
- l’eventuale richiesta di risarcimento.
Puoi chiedere la risoluzione quando:
- il servizio non viene erogato;
- il servizio è difforme da quanto pattuito;
- ci sono ritardi gravi;
- la controparte ignora solleciti o reclami.
Qui di seguito trovi il modulo da compilare. Ti basterà, una volta copiato, sostituire i campi tra parentesi quadre con i tuoi dati e sarà pronto per l’utilizzo.
Mittente
[nome e cognome]
[indirizzo]
[codice fiscale / partita IVA]
Destinatario
[nome società / professionista]
[indirizzo]
Oggetto: Richiesta di risoluzione del contratto per inadempimento e richiesta di risarcimento danni
Io sottoscritto/a [nome e cognome], in riferimento al contratto di [tipologia servizio] stipulato in data [data contratto], espongo quanto segue.
Nonostante gli obblighi contrattuali assunti, avete:
[descrivere l’inadempimento: mancata esecuzione del servizio, ritardi, difformità, ecc.]
Tale comportamento costituisce grave inadempimento contrattuale.
Con la presente, ai sensi dell’art. 1453 c.c.,
COMUNICO
la risoluzione del contratto per vostro inadempimento.
CHIEDO
inoltre, il risarcimento dei danni subiti, quantificati in € [importo], salvo ulteriore verifica.
Vi invito a fornire riscontro entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente. In difetto, mi riservo di adire le vie legali per la tutela dei miei diritti.
[Luogo e data]
[Firma]
Se la controparte non risponde o rifiuta la richiesta, può essere necessario avviare una procedura di conciliazione o di mediazione obbligatoria, a seconda della materia. Se invece il tentativo di risoluzione extra-giudiziale non è obbligatorio per legge, oppure fallisce, si possono adire le vie giudiziarie. Per questa fase può essere necessaria, o comunque consigliabile, l’assistenza di un avvocato.
