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Sei ancora utente Bip Mobile? Hai un mese per cambiare operatore

17 febbraio 2014

17 febbraio 2014

Dal 17 febbraio al 15 marzo gli utenti Bip Mobile, che dal dicembre scorso non hanno più la linea a causa dei problemi finanziari della società, posso finalmente cambiare operatore: oltre a quelle nuove, si sbloccano infatti anche le precedenti richeiste di portabilità. Controlla però, entro il 20 febbraio, che sia andato tutto a buon fine.

Sei un cliente Bip Mobile che vuole passare a un nuovo operatore senza perdere il numero? Oppure hai già fatto richiesta nei giorni scorsi ma la tua pratica non è andata a buon fine? Sappi che si è aperto uno spiraglio per tentare di uscire dallo stallo causato dalle difficoltà economiche dell’operatore low cost. Dopo che gli altri operatori, lo scorso 21 gennaio avevano deciso di bloccare le richieste di portabilità (tanto quelle nuove, quanto quelle già avviate), il Garante delle comunicazioni fa sapere che a partire dal 17 febbraio fino al 15 marzo 2014 i clienti Bip Mobile possono effettuare l’operazione di portabilità del proprio numero.

Cosa fare?

Se sei tra coloro che hanno già fatto richiesta di portabilità (ma non l’hai ancora ottenuta) sappi che a partire dal 17 febbraio le procedure si rimettono in modo senza che tu debba fare nulla. Fai però attenzione: se la portabilità non risultasse effettuata entro il 20 febbraio, devi  tornare presso il punto vendita dell’operatore mobile che hai scelto e rinnovare la richiesta. Se invece Non hai ancora fatto la richiesta, affrettati a farla: attendi i normali tempi tecnici (3 giorni) e controlla che sia andata a buon fine.

E il credito residuo?

Come avevamo già avuto modo di dire, la quasi totalità degli operatori mobili ha sospeso l’accordo con la Società Bip Mobile per riconoscere il credito residuo ai clienti che fanno la portabilità del numero. Il Garante ha tuttavia richiamato gli operatori a fornire ai clienti di Bip Mobile interessati alla portabilità informazioni complete, chiare e trasparenti in merito al riconoscimento del credito residuo (anche attraverso l’offerta di bonus di traffico). Informati, quindi presso l’operatore a cui hai chiesto la portabilità sulle modalità di restituzione del credito che avevi accumulato con Bip Mobile.

Nuovo operatore: quale scegliere?

Se il credito che ti è rimasto nella sim di Bip Mobile è poco o nullo, allora ti consigliamo di scegliere la tariffa più conveniente (puoi farti aiutare dal nostro servizio online) e rivolgiti direttamente al nuovo operatore. Se invece hai ancora tanto credito residuo una buona ipotesi potrebbe essere quella di scegliere Tre: a differenza degli altri operatori che, come detto, riconoscono il credito residuo solo a coloro che hanno chiesto la portabilità prima del 13 gennaio, questo operatore si è reso invece disponibile a riconoscere un bonus (non superiore a 100) anche a coloro che non hanno ancora richiesto la portabilità (o a coloro che l’hanno chiesta dopo il 13 gennaio). Si tratta di un bonus spendibile tra il 1 febbraio e il 30 marzo, ma è l’unico modo per recuperare qualcosa di un eventuale credito residuo. In caso di problemi in questo senso, è bene rivolgersi direttamente all'Agcom scrivendo a info@agcom.it oppure contattando il numero verde 800.18.50.60 (da rete fissa) o lo 081.750.750 (da rete mobile).

Il risarcimento per sospensione del servizio

Gli utenti hanno diritto anche a un risarcimento per la sospensione del servizio senza preavviso. Una delibera dell'Agcom prevede, infatti, un rimborso di 10 euro per giorno di sospensione e, comunque, un indennizzo non inferiore a 100 euro. Per provare ad ottenerlo in maniera gratuita, bisogna rivolgersi al Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) della propria Regione: certo nei confronti di una azienda in stato di insolvenza che ha chiesto il concordato preventivo, al momento ci sono forti dubbi su quanto davvero si potrà recuperare.

Per il futuro Agcom chiederà al Governo di istituire un fondo per casi simili finanziato in parte attraverso gli introiti delle eventuali sanzioni comminate dall’Autorità agli operatori, dall’altra messa direttamente dagli operatori stessi in proporzione al loro fatturato.


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