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Contestazione formale intervento - richiesta fattura dettagliata e rimborso per pratica scorretta

In lavorazione Pubblico

Tipologia di problema:

Altro

Reclamo

S. B.

A: Apache SrL

16/05/2026

Spett.le Apache Srl, con la presente intendo contestare formalmente l’intervento effettuato presso la mia abitazione in data 13/05/2026, a seguito della richiesta effettuata tramite il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature / Pronto Intervento 24”. In data 13/05/2026, a seguito della rottura della chiave all’interno della serratura della porta di ingresso della mia abitazione, ho effettuato una ricerca online trovando il servizio “Pronto Intervento Fabbro Monza - 24h Serrature”, ritenendo in buona fede di contattare un fabbro locale della zona di Monza e Brianza. Il sito e la denominazione utilizzata risultavano infatti idonei a far credere al consumatore di rivolgersi a un operatore locale. Solo successivamente ho scoperto che il servizio fungeva da intermediario e che il tecnico intervenuto apparteneva in realtà alla società Apache Srl, diversa da quella che appariva al momento della ricerca. Durante il contatto iniziale mi è stato comunicato esclusivamente un costo di uscita pari a €70 + IVA, senza alcuna indicazione chiara circa possibili costi ulteriori, tariffe massime o ordine di grandezza economico dell’intervento. A seguito della rapidità sospetta con cui stava venendo organizzato l'intervento ho iniziato a nutrire dubbi sulla trasparenza del servizio. Per tale motivo, alle ore 20:56, entro circa venti minuti dalla richiesta iniziale, ho comunicato via messaggio la volontà di annullare l’intervento (“Ok annulli la richiesta ho trovato una alternativa grazie”). Tale richiesta di annullamento è stata sostanzialmente ignorata e il tecnico si è comunque presentato presso la mia abitazione. L’operatore intervenuto: era privo di badge identificativo o divisa aziendale; è arrivato con auto personale; non ha mostrato alcun tesserino o documentazione identificativa; solo successivamente è risultato collegato alla società Apache Srl. In una situazione di emergenza e pressione psicologica, mi sono sentita di fatto obbligata a consentire l’intervento, pur essendo già insospettita dalle modalità operative adottate. Solo sul posto, in situazione di emergenza e senza reale possibilità di valutare alternative, mi è stato comunicato verbalmente un costo di €320 + IVA esclusivamente per l’apertura della porta, senza preventivo scritto e senza dettaglio delle voci di costo. L’apertura è avvenuta in pochi minuti mediante semplici strumenti manuali. Tuttavia: il cilindro non è stato smontato; la chiave è rimasta bloccata all’interno della serratura; il problema non è stato quindi completamente risolto. Temendo ulteriori danni e ulteriori aumenti di costo, ho interrotto personalmente l’intervento e ho successivamente incaricato un secondo fabbro locale che, due giorni successivi, ha completato il lavoro di estrazione della chiave e sistemazione della serratura per €80 + IVA. Ho corrisposto ad Apache Srl l’importo di €390,40 tramite POS, come da ricevuta SumUp, nella quale compare unicamente la dicitura generica “importo personalizzato”, senza descrizione dettagliata della prestazione effettuata. Alla richiesta di fattura dettagliata: mi è stato inizialmente risposto che sarebbe stata inviata; ad oggi non ho ancora ricevuto documentazione fiscale dettagliata; non mi sono stati forniti dati aziendali completi né generalità del tecnico intervenuto. Ritengo che quanto accaduto configuri una pratica commerciale gravemente scorretta ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), in particolare per: mancata trasparenza preventiva sui costi; assenza di preventivo scritto; sproporzione evidente tra prestazione resa e importo richiesto; utilizzo della situazione di urgenza del consumatore; documentazione fiscale incompleta e generica; mancata gestione della richiesta di annullamento dell’intervento. Dalle verifiche effettuate presso operatori locali, il costo medio per: apertura porta semplice: €90 – €180; diritto di chiamata emergenza: €50 – €80; risulta ampiamente inferiore all’importo richiesto. Pertanto: Diffido formalmente Apache Srl a emettere entro 5 giorni fattura fiscale dettagliata ai sensi dell’art. 21 DPR 633/1972, con indicazione precisa di: diritto di chiamata; manodopera; descrizione tecnica dell’intervento; eventuali materiali utilizzati. Chiedo il rimborso parziale dell’importo corrisposto, quantificato in €240,40, ritenendo congruo un importo massimo di €150 per l’intervento effettivamente eseguito. Chiedo inoltre: denominazione completa della società; sede legale; PEC; nominativo del tecnico intervenuto. In assenza di riscontro entro 10 giorni dal ricevimento della presente, procederò a: segnalazione presso AGCM per pratica commerciale scorretta; segnalazione alla Guardia di Finanza per verifica fiscale; attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; eventuale segnalazione alle associazioni consumatori competenti. Preciso che la presente contestazione riguarda esclusivamente le modalità commerciali e tariffarie applicate dalla società e non costituisce alcuna valutazione personale nei confronti del singolo operatore intervenuto. Distinti saluti,

Messaggi (3)

Apache SrL

A: S. B.

16/05/2026

riferimento: abbiamo preso visione della Sua comunicazione e respingiamo le contestazioni formulate, precisando quanto segue. Come da Lei stessa riportato nella Sua comunicazione, la richiesta di intervento era stata successivamente annullata tramite messaggio prima dell’arrivo del tecnico. Nonostante ciò, essendo il nostro operatore già nelle immediate vicinanze dell’indirizzo indicato al momento della cancellazione, il tecnico si è comunque recato sul posto esclusivamente per verificare la situazione e gestire la chiamata già aperta. In tale circostanza, avrebbe potuto esserLe addebitato il solo diritto di uscita già comunicato telefonicamente. Una volta sul posto, Le è stato invece prospettato un preventivo per l’eventuale apertura della porta, specificando che l’intervento sarebbe stato eseguito esclusivamente previo Suo consenso. Da quanto risulta ai nostri atti, il preventivo è stato da Lei liberamente valutato, anche previa consultazione con Sua madre e con la proprietaria dell’immobile, e successivamente accettato senza alcuna pressione o imposizione. Solo dopo la Sua approvazione il tecnico ha proceduto con l’intervento richiesto, al cui termine il pagamento è stato regolarmente effettuato tramite POS. Respingiamo pertanto qualsiasi ricostruzione volta a rappresentare l’intervento come imposto o eseguito contro la Sua volontà. Per quanto riguarda la documentazione fiscale, confermiamo che la fattura verrà emessa nei termini previsti dalla normativa vigente. Nessuna richiesta è stata ignorata e la cliente risulta già in contatto con i nostri uffici amministrativi. Rimaniamo in ogni caso disponibili a fornire la documentazione richiesta e a mantenere un confronto civile e collaborativo. Distinti saluti, Apache Srl Il giorno sab 16 mag 2026 alle 07:30 reclami@altroconsumo.it ha scritto:

S. B.

A: Apache SrL

28/05/2026

Spett.le Apache Srl, in riferimento alla Vostra risposta del 16/05/2026, prendo atto del rigetto delle mie contestazioni e rilevo quanto segue. L'intervento è stato eseguito in data 13/05/2026. Ai sensi dell'art. 21 comma 4 DPR 633/1972, la fattura doveva essere emessa entro 12 giorni dalla data dell'operazione, ovvero entro il 25/05/2026. Ad oggi la fattura non è stata emessa né trasmessa, configurando una violazione fiscale già perfezionata e non più sanabile con una semplice promessa di adempimento futuro. Sottolineo che nella Vostra stessa risposta del 16/05/2026 avete confermato che la fattura sarebbe stata emessa "nei termini previsti dalla normativa vigente": tali termini sono scaduti, e l'omissione è ora un fatto accertato. Quanto sopra si aggiunge alle pratiche commerciali scorrette già contestate nella mia diffida del 16/05/2026, in particolare: — mancata trasparenza preventiva sui costi; — assenza di preventivo scritto; — sproporzione tra prestazione resa e importo richiesto; — utilizzo della situazione di urgenza a danno del consumatore; — documentazione fiscale omessa e generica (ricevuta SumUp con dicitura "importo personalizzato"). L'insieme di questi elementi configura una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20 e ss. del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), nonché una violazione fiscale segnalabile all'Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza. Fermo restando quanto sopra, confermo la mia richiesta di rimborso parziale di €240,40. In assenza di riscontro entro 5 giorni, procederò senza ulteriore preavviso a: — segnalazione all'Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza per omessa fatturazione; — segnalazione all'AGCM per pratica commerciale scorretta; — attivazione procedura di chargeback presso il mio istituto bancario; — azioni di tutela tramite Altroconsumo. Distinti saluti

Richiesta di assistenza 28 maggio 2026

Apache SrL

A: S. B.

28/05/2026

Oggetto: Riscontro a Vostra nota del 28/05/2026 e trasmissione documentazione fiscale - Serena BelluschiApache Srl Gentile Signora Belluschi, riscontriamo la Sua comunicazione odierna per contestare fermamente i presupposti in fatto e in diritto da Lei invocati e per fornirLe i dovuti chiarimenti. 1. Profilo Fiscale ed emissione della Fattura In primo luogo, si rileva un evidente errore nel calcolo dei termini da Lei effettuato. L’intervento è stato eseguito in data 13/05/2026 con pagamento contestuale tramite POS SumUp. Ai sensi dell’art. 21, comma 4, lett. a) del DPR 633/1972, la fattura deve essere emessa entro 12 giorni dall'effettuazione dell'operazione. Tuttavia, ai sensi dell'art. 155 c.p.c. e delle proroghe di legge sui termini festivi, il computo esclude il giorno iniziale (dies a quo il 14/05) e, cadendo il dodicesimo giorno di domenica (24/05), la scadenza ordinaria è stata automaticamente prorogata a lunedì 25/05/2026. Fermo restando quanto sopra, Le comunichiamo che la fattura elettronica in data odierna è stata regolarmente trasmessa al Sistema di Interscambio (SDI) e anticipata in copia di cortesia al Suo indirizzo PEC. L'eventuale tardività di pochissimi giorni nell'invio telematico (pari a sole 72 ore lavorative dalla scadenza) non configura in alcun modo un'omissione d'imposta o un'evasione fiscale — essendo il corrispettivo già interamente tracciato e incassato tramite POS — bensì una mera irregolarità formale che la scrivente società sana autonomamente tramite l'istituto del ravvedimento operoso (Art. 13 D.Lgs. 472/1997). Pertanto, la Sua minaccia di segnalazione per omessa fatturazione risulta priva di oggetto e giuridicamente infondata. 2. Pratiche commerciali e Codice del Consumo Respingiamo integralmente l'addebito di pratiche commerciali scorrette. Come già ampiamente ribadito, l'intervento si è svolto in regime di totale trasparenza: Il costo di €70,00 Le è stato preventivato per la sola uscita urgente. Il costo della lavorazione straordinaria (apertura forzata in orario serale) Le è stato comunicato sul posto e accettato espressamente da Lei e dai familiari presenti prima dell'inizio delle operazioni fisiche sulla porta. Il Codice del Consumo (Art. 59) esclude il diritto di ripensamento per i servizi di riparazione urgente eseguiti su esplicita richiesta del consumatore e da questi autorizzati. L’avvenuta esecuzione del lavoro estingue ogni Sua facoltà di contestazione postuma sul prezzo. 3. Risoluzione del guasto e comportamento contraddittorio Nelle Sue prime comunicazioni via chat del 14/05 e 15/05, Ella ha lamentato esclusivamente l'entità del prezzo e la reputazione online della nostra azienda. Solo a seguito del nostro fermo rifiuto di accordare sconti postumi, Ella ha strumentalmente asserito che il guasto non fosse risolto. Ribadiamo che, avendo impedito alla nostra azienda di esercitare il diritto di verifica e di eventuale intervento in garanzia, e avendo autonomamente deciso di rivolgersi a terzi senza alcuna perizia o notifica tempestiva, decade ogni Vostra pretesa risarcitoria. Conclusioni Avendo adempiuto agli obblighi fiscali con l'invio della fattura allo SDI e avendo regolarmente prestato il servizio d'emergenza richiesto, vi comunichiamo che non verrà disposto alcun rimborso parziale. Qualora decida di attivare una procedura di chargeback bancario, tale azione configurerà un'appropriazione indebita e un inadempimento contrattuale, che costringerà questa società a decretare l'immediato recupero crediti per via giudiziale, con aggravio di spese legali e precetto a Suo esclusivo carico. Consideriamo la questione definitivamente chiusa. Distinti saluti, La Direzione Apache Srl Il giorno gio 28 mag 2026 alle ore 13:28 reclami@altroconsumo.it ha scritto:


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