Bacheca dei reclami

Reclama Facile è un servizio a disposizione di tutti gli utenti registrati al nostro sito che ha l’obiettivo di mettere in contatto il consumatore con l’azienda di suo interesse per risolvere i problemi che possono verificarsi nei quotidiani rapporti di fornitura di prodotti o servizi.
Reclama Facile si propone di instaurare un utile dialogo tra imprese e consumatori per risolvere questi problemi in via amichevole, favorendo il raggiungimento di un accordo condiviso.
Tramite Reclama Facile potrai inviare un reclamo direttamente all’azienda di tuo interesse seguendo la nostra procedura guidata e avrai la possibilità di pubblicare il tuo reclamo sulla nostra Bacheca.
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R. B.
17/09/2026

Contestazione formale – Invalidità del contratto, nullità della penale e richiesta di annullamento –

Contestazione formale – Invalidità del contratto, nullità della penale e richiesta di annullamento – Caso n. Spett.le Parkdepot Srl, In replica alla vs.a del 27/06/2026 a seguito della vostra comunicazione, formulo la presente replica tecnica, integrata con le risultanze fotografiche dell’ingresso del parcheggio, che confermano l’assenza di conoscibilità effettiva delle condizioni contrattuali. 1. Difetto di conoscibilità effettiva delle condizioni – Violazione artt. 33–35 Codice del Consumo Le fotografie dell’ingresso del parcheggio mostrano che: • il portale di accesso riporta esclusivamente la dicitura ENTRATA, limiti di velocità e altezza, e informazioni generiche del centro commerciale; • non è presente alcuna indicazione frontale relativa al tempo massimo di sosta, alla penale contrattuale, alle condizioni d’uso del parcheggio o alla gestione Parkdepot; • il cartello contenente le condizioni è posizionato sul lato sinistro, con testo non leggibile da un automobilista in transito perché guarda a destra e dove effettivamente si parcheggia oppre davanti dove percorre la strada e pertanto non è affatto percepibile in fase di ingresso senza una manovra di arresto e lettura attiva dalla parte opposta a tutte le direzioni di attenzione visiva alla guida, come di norma avviene invece in tutti gli altri parcheggi con la sbarra chiusa: ti fermi e leggi. • La Sbarra è sempre Aperta e non da ticket permettendo il transito La giurisprudenza è costante nel ritenere che: La mera presenza fisica del cartello non è sufficiente: è necessaria la conoscibilità effettiva, immediata e frontale delle condizioni contrattuali. Un cartello laterale, non frontale, non leggibile e non percepibile non soddisfa i requisiti di trasparenza richiesti dagli artt. 33–35 del Codice del Consumo. Pertanto, il contratto non si è perfezionato e la penale è inefficace e nulla. 2. Inefficacia delle condizioni generali – art. 1341 c.c. Le condizioni generali predisposte da un contraente sono efficaci solo se: • portate a conoscenza dell’utente, • comprensibili, • visibili prima della conclusione del contratto. Nel caso di specie: • il cartello laterale non è percepibile in fase di ingresso; • il consumatore non è posto nelle condizioni di leggere le clausole; • la penale non è conoscibile prima dell’accesso. Ai sensi dell’art. 1341 c.c., le clausole non conosciute o non conoscibili sono inefficaci. 3. Nullità della penale per clausola vessatoria – art. 33 Codice del Consumo La penale contrattuale: • non è stata accettata espressamente; • non è stata resa conoscibile prima dell’ingresso; • è manifestamente sproporzionata rispetto al valore del servizio (gratuito) o al potenziale caffè che un cliente acquista; • non è giustificata da un danno reale (se il parcheggio era per un terzo vuoto che danno ho fatto ?). La clausola è pertanto vessatoria e quindi nulla ai sensi dell’art. 33, comma 2, lett. f) del Codice del Consumo. 4. Violazione dei principi di buona fede e trasparenza – artt. 1175 e 1375 c.c. Il sistema di parcheggio non fornisce: • ticket, • timer, • display, • sbarre in entrata attive, e nemmeno in uscita • strumenti di verifica del tempo di sosta. L’utente non ha alcun modo di monitorare la permanenza, in violazione dei principi di correttezza e buona fede contrattuale. 5. Inidoneità probatoria del sistema ANPR – art. 2712 c.c. Il sistema ANPR: • non è omologato dal Ministero dei Trasporti; • non è assimilabile ai dispositivi di rilevazione temporale previsti dal Codice della Strada; • la certificazione DEKRA non sostituisce l’omologazione statale; • non è accompagnato da informativa privacy visibile, come richiesto dal GDPR. Pertanto, i log ANPR non costituiscono prova piena ai sensi dell’art. 2712 c.c. 6. Violazione del GDPR – assenza di informativa privacy Le fotografie dimostrano che: • non è presente alcuna informativa privacy visibile; • non è indicato il titolare del trattamento; • non è indicata la finalità della rilevazione; • non sono indicati tempi di conservazione e base giuridica. La rilevazione ANPR è pertanto illegittima e non può essere utilizzata per fondare una pretesa economica. Richieste formali Alla luce di quanto sopra, diffido la vostra società dal proseguire nella richiesta di pagamento e richiedo: 1. annullamento immediato della penale; 2. copia della documentazione completa del presunto contratto; 3. prove fotografiche della cartellonistica il giorno dell’evento in quanto ci sono stati lavori di manutenzione nel corso dei mesi; 4. certificazioni, tarature e omologazioni del sistema ANPR; 5. autorizzazioni amministrative all’installazione dei dispositivi; 6. informativa privacy conforme al GDPR. In mancanza di riscontro entro 30 giorni, provvederò a: • segnalare la vicenda ad AGCM; • segnalare la violazione privacy al Garante per la Protezione dei Dati Personali; • coinvolgere associazioni consumatori; • valutare azioni legali a tutela dei miei diritti. Distinti saluti Dott. Roberto Begnis

In lavorazione
P. C.
16/09/2026
web-aiuto.com

Abbonamento non richiesto

Spettabile web. Aiuto . Com In data 24 marzo 2026 ho richiesto tramite pagamento il vostro servizio per vedere l' origine di un fermo. Solo tre mesi dopo mi sono accorta dell' attivazione di un abbonamento non richiesto. Vi chiedo cortesemente il rimborso delle tre mensilità di 49.90 prelevate senza il mio consenso nei mesi di aprile- maggio- giugno 2026. Se la procedura richiesta non andrà a buon fine vi invierò ulteriori solleciti tramite il mio legale. Distinti saluti Prof. ssa Cannavo' Patrizia

In lavorazione
C. S.
16/09/2026
Pellegrini

Furto informatico su piattaforma Welfare Pellegrini

Buongiorno, il giorno 4 agosto 2026 ho comunicato l'avvenuto furto dal portale Welfare Pellegrini di un importo pari a 1.300 Euro, caricato nella mia disponibilità sulla piattaforma welfare, allegando alla comunicazione copia della denuncia fatta ai Carabinieri. La segnalazione è stata registrata con riferimento CRM 0411701. Il vostro servizio clienti mi ha risposto imputando totalmente alla sottoscritta la colpa del furto per non aver custodito con attenzione le credenziali di accesso al portale, in particolare l'indirizzo email associato al mio profilo che rappresenta l'identificativo utente di accesso al portale. Poiché il vostro sistema prevede un sistema di autenticazione con un codice di verifica che viene inviato alla medesima mail utente e non a un riferimento disgiunto (esempio sms su numero di cellulare) la semplice violazione della mail consente di poter accedere in maniera abusiva ed effettuare i furti. Per quanto sopra ribadisco la richiesta di riaccredito di quanto sottrattomi illecitamente, non essendo imputabile a mia negligenza ma alla dimostrata debolezza del vostro sistema di gestione del portale Welfare.

In lavorazione
G. C.
16/09/2026
Interdate S.A. (C-Date)

Pratica commerciale scorretta e violazione del diritto di recesso".

In data 8 settembre 2026 ho attivato un'offerta di prova a 9,90€ sul sito C-Date, non facendo attenzione che si trattava di un offerta a 9,90 euro a settimana. Lo stesso giorno mi è stata addebitata la somma di 239,76€ per un abbonamento a lungo termine non voluto. Ho esercitato il mio legittimo Diritto di Recesso europeo via e-mail la sera stessa dell'8 settembre (entro le prime 24 ore). Il merchant rifiuta il rimborso integrale, proponendo illegittimamente una trattenuta di 29,90€ per servizi mai usufruiti. Chiedo il rimborso totale dei 239,76€."

In lavorazione
C. C.
16/09/2026

DotWorld SA – Makemycv,

Con la presente comunico di aver provveduto in data odierna alla rimozione della mia iscrizione dal vostro servizio ( chiarable98@gmail.com ). Desidero esporre un formale reclamo riguardo a quanto accaduto: il mio intento iniziale era esclusivamente quello di acquistare un singolo curriculum al costo di 2,45 € circa.. Non ho mai fornito un consenso esplicito e consapevole all'attivazione di un abbonamento mensile ricorrente. Nonostante questo, senza la mia autorizzazione, avete prolungato il servizio addebitandomi la somma di 34,95 € (prelevata tramite un aggiornamento automatico dei circuiti bancari sulla mia nuova carta, dopo che la precedente era stata bloccata). A seguito della mia disattivazione, il vostro sistema mi informa che il profilo rimarrà attivo per il mese già pagato. Vi diffido formalmente dal considerare questo messaggio come un'accettazione del servizio: io non intendo usufruire di questo mese e pretendo la restituzione immediata dei miei soldi (34,95 €), in quanto l'addebito è frutto di una pratica commerciale ingannevole. Vi richiedo inoltre l'immediata rimozione definitiva dei dati della mia carta di pagamento dai vostri sistemi e dai vostri siti web, vietandovi qualsiasi ulteriore tentativo di prelievo futuro. In caso di mancato rimborso entro 48 ore, procederò in altri modi. In attesa di una vostra conferma di rimborso e di rimozione dei dati. Cordiali saluti, CHIARA BLENGINO

In lavorazione
S. A.
16/09/2026
Rental house milano

Contestazione del servizio e richiesta di rimborso di €280

Buongiorno, ho sottoscritto con Rental House un contratto per un servizio di ricerca di un immobile in affitto, pagando anticipatamente la somma di €280. Al momento della sottoscrizione avevo specificato chiaramente che la mia ricerca riguardava la città di Vigevano, circostanza indicata anche nel contratto. Durante circa tre mesi di utilizzo del servizio, mi sono state inviate ripetutamente proposte che non risultavano adeguate alle caratteristiche e alla zona da me richieste. Successivamente mi è stato inoltre comunicato che la ricerca veniva effettuata solamente nella zona di Milano, nonostante nel mio contratto fosse indicata Vigevano. Nella mia esperienza, una parte significativa delle informazioni ricevute consisteva in contatti relativi ad annunci immobiliari reperibili su portali online, senza che il servizio mi abbia consentito di trovare un immobile conforme alla ricerca concordata. Dopo circa tre mesi e nonostante il pagamento anticipato di €280, non ho trovato alcun appartamento tramite il servizio di Rental House. Ritengo pertanto che il servizio concretamente ricevuto non sia stato conforme alle caratteristiche della ricerca indicate nel contratto e contesto formalmente le modalità con cui il servizio è stato erogato. Chiedo la risoluzione del contratto e la restituzione integrale della somma di €280 versata. Chiedo un riscontro scritto entro 15 giorni dal ricevimento della presente. In mancanza di una soluzione, mi riservo di rivolgermi agli organismi competenti per la tutela dei consumatori. Cordiali saluti, Atefeh Salimian

In lavorazione
A. B.
16/09/2026
DoveVivo S.p.A.

DoveVivo trattiene € 500 dopo aver annullato il contratto e promesso il rimborso per iscritto

Nel febbraio 2025 ho preso in sublocazione da DoveVivo S.p.A. (marchio Joivy) una camera in Viale Nazario Sauro 4, Milano – contratto CNT-DET-000071601, durata febbraio–maggio 2025, codice cliente C000202169. Sin dalle prime settimane ho segnalato per iscritto infiltrazioni d'acqua dal soffitto della camera, che in occasione delle piogge bagnavano il letto. Ho segnalato formalmente il 10 febbraio 2025 e ripetutamente nei mesi successivi, inviando anche documentazione video. Il guasto non è mai stato riparato per l'intera durata del contratto. Ho segnalato inoltre l'ascensore fuori servizio per oltre un mese, la connessione internet praticamente assente, il riscaldamento della camera non funzionante e la serratura di un bagno rotta. La società ha riconosciuto per iscritto i disservizi e ha applicato due riduzioni del canone (€ 131,00 e € 65,50), imputandole entrambe alla sola mensilità di marzo, pur proseguendo i vizi fino al termine del rapporto. Il 30 aprile 2025 mi ha offerto una riduzione di € 200,00 subordinata al previo pagamento integrale dell'insoluto: ho rifiutato tale condizione, dichiarando per iscritto la mia disponibilità a pagare il canone pieno a fronte della riparazione. Il 5 maggio 2025 la società mi ha trasferito in un'altra camera della stessa unità "in attesa della riparazione". Il 19 maggio 2025 sono rimasto chiuso all'interno di quella camera per circa due ore, non essendomi mai state consegnate le relative chiavi, con gli uffici della società chiusi. A fronte del mancato intervento ho sospeso il pagamento del canone, contestando formalmente la posizione per iscritto il 14 luglio 2025. La società ha trattenuto l'intero deposito cauzionale di € 1.500,00 e mi ha addebitato ulteriori € 350,00 per "sgombero stanza" (€ 250,00) e "pulizie straordinarie" (€ 100,00), pur avendo io riconsegnato la camera libera da ogni bene e pur non avendo la società redatto alcun verbale di riconsegna né documentazione fotografica dello stato dei luoghi. L'admin fee di check-out di € 225,00, già addebitatami, comprende del resto – secondo le stesse FAQ della società – la pulizia finale della camera. Il problema attuale. Nel giugno 2026 ho prenotato una nuova camera presso la stessa società (contratto CNT-DET-000096823, Via Privata Reggio 3, Milano) versando € 500,00 a conferma della prenotazione. La società ha annullato il contratto di propria iniziativa il 24 giugno 2026 e mi ha confermato per iscritto, in quella data e nuovamente il 27 luglio 2026, che la somma mi sarebbe stata restituita e che non veniva trattenuta. L'art. 4 del contratto prevede la restituzione entro 15 giorni lavorativi. Dopo quasi tre mesi di rinvii motivati con "errori di sistema", il 14 settembre 2026 la società mi ha comunicato di aver deciso di trattenere i € 500,00, imputandoli al debito del 2025 – che contesto formalmente da oltre un anno – e mi richiede ora il pagamento di ulteriori € 343,50, prospettando il ricorso al decreto ingiuntivo. Ho inviato una diffida a mezzo PEC il 5 agosto 2026, con ricevuta di avvenuta consegna, rimasta priva di ogni risposta. Ritengo che l'imputazione dei € 500,00 sia inammissibile, non essendo il credito contestato né certo, né liquido, né esigibile, e avendo la società espressamente e ripetutamente rinunciato per iscritto a tale imputazione. Chiedo la restituzione di € 500,00 e l'annullamento integrale della posizione debitoria contestata di € 843,50. Dispongo di documentazione completa: contratti, fatture, note di credito, quietanze di pagamento, l'intera corrispondenza dal febbraio 2025 a oggi, la documentazione video delle infiltrazioni e le ricevute PEC.

In lavorazione
P. P.
16/09/2026

GIFTCARD (IKEA)

Buongiorno, desidero segnalare una grave violazione dei miei diritti di consumatore legata all'impossibilità di attivare e utilizzare delle Gift Card IKEA, acquistate a giugno 2025, per un valore totale di € 630,00. A partire da luglio 2026, ho riscontrato che le tessere risultano inutilizzabili. Tale blocco è avvenuto senza alcun preavviso, comunicazione o segnalazione preventiva. Ho immediatamente contattato i rispettivi customer service delle società coinvolte (DAY e Mygiftcard), richiedendo una soluzione equa, quale una proroga della validità o la restituzione del credito monetario equivalente. Purtroppo, l'assistenza clienti si è limitata a un continuo e sterile rimbalzo di responsabilità da un'azienda all'altra, lasciando l'utente finale privo di tutele. L'unica giustificazione formale ricevuta fa riferimento a un presunto codice PIN scaduto, senza che siano mai stati forniti ulteriori chiarimenti, specifiche o trasparenza sulle condizioni contrattuali applicate. Nonostante l'invio di formali lettere di diffida ad adempiere, nessuna delle controparti ha fornito riscontri concreti né ha provveduto allo sblocco del credito spettante. Trovo inaccettabile che una cifra così importante rimanga congelata a causa di disservizi tecnici e clausole non trasparenti tra intermediari e brand. Chiedo pubblicamente il supporto legale di Altroconsumo affinché venga intimata l'immediata restituzione della somma o il ripristino delle Gift Card.

In lavorazione
M. A.
15/09/2026
Insta360

DUE INSTA360 X4, DUE PROBLEMI DI IMPERMEABILITÀ.

NON LA CONSIGLIO ASSOLUTAMENTE. DUE INSTA360 X4, DUE PROBLEMI DI IMPERMEABILITÀ. PUBBLICITÀ INGANNEVOLE E QUALITÀ ESTREMAMENTE DELUDENTE. Ho acquistato una nuova Insta360 X4 appena 3 giorni fa e, al primo utilizzo, è bastato immergerla per pochi secondi e a soli pochi centimetri di profondità perché smettesse completamente di funzionare (mi sono assicurato che tutti gli sportelli e le aperture fossero correttamente chiusi e sigillati). È la seconda Insta360 X4 che possiedo e ho avuto problemi con entrambe. La prima, dopo circa un anno, ha perso l’impermeabilità. Lavoro con la creazione di contenuti digitali e, a causa di questi problemi, ho perso opportunità e risultati irripetibili durante il mio viaggio, che non possono essere recuperati. La X4 viene pubblicizzata come IPX8 fino a 10 metri. Per questo considero inaccettabile e fortemente fuorviante che una videocamera nuova si guasti dopo pochi secondi e pochi centimetri d’acqua, nonostante avessi verificato attentamente la chiusura di tutti gli sportelli. NON VOGLIO UNA RIPARAZIONE. CHIEDO LA SOSTITUZIONE IMMEDIATA CON UNA VIDEOCAMERA NUOVA. Mi aspetto da Insta360 una soluzione rapida e definitiva.

In lavorazione
F. V.
15/09/2026

Sanzione Parcheggio piazzale Eugenio Morelli

Oggetto: Contestazione richiesta di pagamento – pratica n. 003-568-002-090 Spett.le ParkDepot, con la presente contesto la richiesta di pagamento relativa alla sosta del veicolo targato FR834WG, avvenuta in data 30/05/2026 presso il parcheggio di Piazzale Eugenio Morelli 5, Roma. Secondo quanto riportato nella Vostra comunicazione, il veicolo sarebbe rimasto nell’area dalle ore 17:30 alle ore 19:16, per complessive 1 ora e 46 minuti, a fronte di un limite di sosta gratuita di 1 ora e 30 minuti. La violazione contestata consiste pertanto in un’eccedenza di soli 16 minuti, per la quale è stata applicata una penale contrattuale di €40,00. Pur prendendo atto delle rilevazioni degli orari di ingresso e uscita, contesto la congruità e la proporzionalità della penale applicata rispetto all’entità dell’asserito inadempimento, considerata la durata estremamente contenuta del superamento del limite previsto. Contesto inoltre gli ulteriori €11,00 addebitati a titolo di costi di sollecito. Pur risultando all’epoca anagraficamente residente all’indirizzo utilizzato per le precedenti comunicazioni, non ero domiciliata né dimoravo abitualmente presso tale indirizzo e non ho mai avuto conoscenza dei precedenti solleciti, inviati mediante posta ordinaria. Ho pertanto avuto effettiva conoscenza della richiesta soltanto con l’ultima comunicazione pervenutami. Alla luce di quanto sopra, contesto integralmente l’importo di €51,00 e ne chiedo l’annullamento, anche in considerazione della sproporzione tra la penale applicata e l’eccedenza contestata di soli 16 minuti. Chiedo inoltre che, nelle more della definizione del presente reclamo, non vengano applicati ulteriori costi né intraprese ulteriori attività di recupero relative alla pratica. Resto in attesa di un Vostro riscontro. Cordiali saluti Federica V. Pratica n. 003-568-002-090

In lavorazione

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