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Test maschere viso, costose e poco amiche dell'ambiente

Oltre 400 giovani under 30 hanno valutato 12 maschere viso idratanti. La maggior parte di loro le usa almeno una volta a settimana: un’abitudine dispendiosa e poco amica dell’ambiente, alimentata anche dai social che spingono i giovanissimi verso routine di skincare che prevedono l'uso di molti prodotti per avere una pelle perfetta. Si parla di “cosmeticoressia”, cioè ossessione per la cura della pelle associata all’uso esagerato di cosmetici. Se ne sta occupando anche l'Antitrust.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
07 aprile 2026

La skincare è diventata una vera tendenza sui social network. Tutorial su scrub, peeling, maschere e routine sempre più elaborate insieme agli influencer che promuovono l’uso di molti cosmetici, alimentano l’idea che per avere una pelle perfetta servano numerosi prodotti. Un messaggio che spesso genera ansia per le imperfezioni e rafforza il bisogno di “curare” la pelle. Queste routine coinvolgono ormai anche i più giovani: bambini e preadolescenti sono sempre più esposti a prodotti di skincare pensati appositamente per loro.

In questo contesto si parla di "cosmeticoressia" ossia l’ossessione per la cura della pelle. L’uso eccessivo di cosmetici rischia di essere controproducente per la pelle che ha un’innata capacità di rigenerarsi e di ristabilire l’equilibrio da sola. C’è il rischio di irritazioni e sensibilizzazioni, molto più alto tra i giovani che hanno una barriera cutanea ancora in fase di sviluppo.

La preoccupazione per i possibili effetti dannosi sulla salute dei giovanissimi dovuti “all’uso inconsapevole, frequente e combinato di una vasta gamma di cosmetici” è alla base delle istruttorie aperte dall’Antitrust il 27 marzo scorso nei confronti di Sephora e Benefit Cosmetics. L'istruttoria riguarda “possibili pratiche commerciali scorrette relative all'uso precoce di cosmetici per adulti da parte di bambini e adolescenti (anche di età inferiore a 10/12 anni), favorendo acquisti compulsivi di maschere viso, sieri e creme anti-age”. L'indagine verte sull’omissione o l’ingannevolezza, anche sul web e presso i negozi Sephora, di informazioni rilevanti quali avvertenze e precauzioni su cosmetici non destinati o testati su minori. 

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No alla routine settimanale incoraggiata dai produttori

Tra i cosmetici più di tendenza nella skincare ci sono le maschere viso che troppo spesso invece di restare un momento di coccola e di relax, diventano un’abitudine settimanale o addirittura quotidiana come consigliano molti produttori in etichetta. Abbiamo chiesto a 464 giovani under 30 di valutare 12 maschere viso idratanti e ci siamo fatti raccontare anche come e quanto le usano.

La maschera viso compare nella skincare della maggior parte dei nostri giovani tester che dichiarano di usarla almeno una volta alla settimana. Non si tratta quindi di un uso occasionale come dovrebbe essere in una skincare equilibrata. Del resto, le indicazioni in etichetta incoraggiano un uso frequente: l’utilizzo minimo consigliato è di una volta a settimana, ma ci sono produttori che suggeriscono di usarla 2 o 3 volte a settimana e, alcuni, persino quotidianamente.

Una routine costosa e poco amica dell’ambiente. Infatti, usando le maschere testate una volta alla settimana come consigliato dai produttori si spendono in media 180 euro all’anno, ma si arriva anche a 302 euro per le più costose.  Se poi la frequenza aumenta a 2 o 3 volte a settimana, i costi raddoppiano o triplicano, fino a superare i 900 euro all’anno con le maschere più costose.

Dal punto di vista ambientale, poi, la mole di rifiuti da smaltire non è trascurabile: ogni persona ne produce all’anno quasi due chili per la maggior parte non riciclabili trattandosi di maschere monouso che si buttano per lo più nell’indifferenziato.

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Per la skincare serve solo una buona crema idratante

Chi usa la crema idratante abitualmente, non ha bisogno delle maschere, se non come coccola occasionale. Se, invece, non utilizza costantemente la crema idratante, la maschera può essere utile per fornire un’idratazione intensa e immediata, ma è necessaria comunque costanza di applicazione per mantenerla, per cui, costanza per costanza, meglio la crema idratante, costa meno e produce meno rifiuti.

Del resto, gli studi scientificamente validi sull’efficacia delle maschere sono limitati ed evidenziano un vantaggio nell’immediato dal punto di vista idratante con un effetto intenso e rapido mentre l’efficacia dell’utilizzo costante della crema è ben documentata, anche dai nostri test sulle creme idratanti corpo e sulle creme idratanti viso.

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Le maschere viso testate

  • Sephora Moisturizing & Glowing Face Mask (giudizio globale: 62 su 100)
  • Tonymoly I'm Coconut Mask Sheet (giudizio globale: 60 su 100)
  • HQ K-Beauty Puregel Maschera Hydrogel (giudizio globale: 60 su 100)
  • Fria K-Beauty Inspired Finlandia (giudizio globale: 59 su 100)
  • Garnier Vitamina C Maschera Siero Illuminante (giudizio globale: 58 su 100)
  • Biodance Facial Sheet Mask Biocollagen Real Deep Mask (giudizio globale: 57 su 100)
  • Kiko Hydrating Face Mask (giudizio globale: 57 su 100)
  • Acty Mask Hydrogel Face Mask Idratazione Intensa (giudizio globale: 56 su 100)
  • Geomar Maschera In Tessuto Idratante Illuminante (giudizio globale: 53 su 100)
  • Mediheal Nmf Ampoule Original (giudizio globale: 51 su 100)
  • Dizao Maschera Viso Idratante All'acido Ialuronico (giudizio globale: 49 su 100)
  • Missha Green Tea Airy Fit Sheet Mask (giudizio globale: 45 su 100)
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I risultati del test

Nessuna delle 12 maschere viso eccelle, ma tutte hanno ottenuto un giudizio medio-buono nella prova pratica. Le principali differenze riguardano l’impatto ambientale, l‘etichettatura e il prezzo. Dall'analisi della lista degli ingredienti non sono emerse sostanze problematiche che possano sconsigliare l’utilizzo, anche se alcuni prodotti contengono allergeni del profumo che sono sconsigliati per le pelli sensibili, in particolare per questo tipo di cosmetici che non si risciacquano, ma restano a lungo a contatto con la pelle. Metà delle etichette hanno giudizi negativi perché non riportano le informazioni obbligatorie o volontarie. I prezzi variano da 1,59 € per la maschera più economica (Fria K-Beauty Inspired Finlandia) fino a 6,90€ per la più costosa (Biodance Facial Sheet Mask Biocollagen Real Deep Mask).

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Le maschere più apprezzate

Secondo il nostro test le maschere migliori sono:

  • Sephora Moisturizing & Glowing Face Mask - Migliore del Test e Scelto dai Consumatori;
  • TonyMoly I'm Coconut Mask Sheet - Scelto dai Consumatori;
  • HQ K-beauty Puregel Maschera Hydrogel - Miglior Acquisto.
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Sephora Moisturizing & Glowing Face Mask

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Migliore del Test con un giudizio globale 62 su 100. Nella prova pratica è piaciuta molto, in particolare per il senso di idratazione. È in tessuto naturale e non contiene ingredienti sconsigliati per l’ambiente né allergeni. Il prezzo, però, è superiore alla media (4,99 euro) e l’etichetta è da migliorare.

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Tonymoly I'm Coconut Mask Sheet

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Apprezzata nella prova pratica per la sensazione di idratazione e di comfort dopo l’uso, questa maschera ottiene il titolo di Scelto dai Consumatori (giudizio globale: 60 su 100). È in tessuto di cellulosa senza plastica e senza ingredienti problematici e allergeni. Il costo, poco meno di 6 euro, è alto rispetto alla media (e l’etichetta è da migliorare.

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HQ K-beauty Puregel Maschera Hydrogel

 

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Conquista il titolo di Miglior Acquisto grazie al prezzo (in media 3,69 euro) e a una qualità buona (giudizio globale 60 su 100). La maschera è in hydrogel ed è stata apprezzata dai nostri giovani tester soprattutto per la morbidezza, un po’ meno per l’aderenza. Contiene tre allergeni, quindi è sconsigliata per le pelli sensibili considerando che non si risciacqua.

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Biodance Facial Sheet Mask Biocollagen Real Deep Mask

Tra i prodotti testati c'è anche la tanto pubblicizzata Biodance, la maschera viso di punta della skincare coreana. Com'è andata? E' stata tra le più apprezzate dai tester insieme a Sephora e TonyMoly, pur senza eccellere, ma è la maschera che produce la maggior quantità di rifiuti. Il materiale della maschera è in tessuto, ma contiene anche plastica e non si ricicla. Non contiene ingredienti sconsigliati né allergeni. Il tempo di applicazione indicato in etichetta è di 3-4 ore molto superiore a quello delle altre maschere che va da 10 a 30 minuti al massimo. Tra le più costose del test con un costo che varia da 3,70 a 6,90 euro. 

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Impatto ambientale

Dal punto di vista ambientale, le maschere per il viso non sono green, principalmente perchè sono prodotti usa e getta che contribuiscono ad aumentare la quantità di rifiuti da smaltire, ma anche per il materiale della maschera stessa che non si ricicla (dopo l’uso va buttata nell’indifferenziato) e potrebbe contenere plastica. 

Con l’utilizzo di una maschera a settimana, sulla base dei dati emersi dal nostro test, ogni persona produce ogni anno quasi 2 kg di rifiuti per la maggior parte non riciclabili.

Per quanto riguarda la formulazione, non abbiamo invece riscontrato ingredienti particolarmente problematici per l’ambiente, tranne il Bht, un antiossidante molto tossico per gli organismi acquatici con effetti a lungo termine, contenuto solo in una delle maschere (Dizao Maschera Viso Idratante all'Acido Ialuronico).

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Etichette: troppe carenze

La metà delle maschere viso analizzate ha ricevuto giudizi negativi per l’etichettatura carente o incompleta, infatti non riportano le informazoni per il corretto smaltimento degli imballaggi o usano claim fuorvianti. Le informazioni più importanti da verificare prima dell’acquisto sono:

  • Contatti del produttore e/o distributore;
  • Tempo di posa;
  • Elenco degli ingredienti in linguaggio Inci.

Non è invece obbligatorio per le maschere viso riportare nè la scadenza nè il Pao (Period After Opening - il simbolo del barattolo aperto che indica i mesi in cui si conserva dopo l’apertura) perché sono prodotti monouso che vanno utilizzati immediatamente dopo l’apertura della confezione.

Le avvertenze d'uso non sono sempre presenti o leggibili. Per ridurre i rischi è importante non usarle sulla cute lesa o irritata, evitare il contatto con gli occhi e la bocca e rispettare i tempi di applicazione. In caso di reazione, bisogna sospendere immediatamente l’uso e sciacquare abbondantemente con acqua.

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Il metodo del test

L’acquisto e l’analisi sono stati effettuati a dicembre 2025. I prodotti sono stati valutati da 464 consumatori abituali che le hanno utilizzate a febbraio 2026. I prezzi sono stati rilevati a gennaio 2026. 

La scelta dei prodotti

Abbiamo selezionato maschere per il viso monouso confezionate singolarmente, sia in tessuto sia in gel. Per la selezione dei prodotti ci siamo basati sui principali shop online e sulle profumerie fisiche, nonché sulle valutazioni e recensioni dei principali siti di informazione di settore. 

Il peso delle prove

La prova pratica pesa il 70% del totale: ogni prodotto è stato testato da almeno 60 persone, utilizzatori abituali di maschere per il viso. I prodotti sono stati resi anonimi per evitare che le marche potessero influenzare le valutazioni. Abbiamo chiesto ai tester di valutare le maschere con una scala di giudizio da 1 (pessimo) a 9 (ottimo) su diversi aspetti tra cui la sensazione di idratazione e di morbidezza che lasciano dopo l’uso. I nostri esperti hanno valutato l’impatto ambientale che pesa per il 20% considerando quantità e tipologia di rifiuti prodotti e gli ingredienti indicati in etichetta indipendentemente dalla concentrazione. La valutazione dell’etichetta (informazioni obbligatorie e volontarie) ha inciso per il restante 10%.

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Cosa contengono le maschere?

Le maschere per il viso sono costituite da diversi materiali, in tessuto solo naturale o misto con anche parti in plastica oppure in gel, infusi con una soluzione cosmetica. Contengono principalmente acqua, sostanze emollienti (glycerin) e umettanti (propanediol, butylene glycol) e, a seconda della consistenza, possono contenere gelificanti (carbomer, xantham gum). Oltre a questi ingredienti principali, le diverse marche possono contenere alcuni ingredienti specifici in minor quantità, come ad esempio l’acido ialuronico (sodium hyaluronate), il collagene (hydrolized collagen) o alcune sostanze naturali (cocos nucifera, aloe barbadensis). Quelle purificanti, il carbone (coal tar), quelle illuminanti gli idrossiacidi (AHA) esfolianti.

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Come scegliere la maschera viso più adatta

Per scegliere la maschera più adatta alla propria pelle meglio non affidarsi alle denominazioni dei prodotti che sono autodichiarazioni del produttore e non categorie stabilite in modo univoco, ma verificare la presenza o l’assenza di alcuni ingredienti. Eccoli.

  • Pelle grassa: maschere con acido salicilico (salicylic acid) leggermente esfoliante e zinco (zinc gluconate) per la regolazione sebacea.
  • Pelle secca: maschere con sostanze emollienti (glycerin) e umettanti (propanediol, butylene glycol) e acido ialuronico (sodium hyaluronate)
  • Pelle sensibile: maschera che non contiene allergeni, né alcol
  • Vegani: l’ingrediente che potrebbe essere di origine animale nelle maschere viso è il collagene, che generalmente è di origine bovina.

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Maschere davvero illuminanti?

Le maschere viso che si dichiarano illuminanti non sono una categoria tecnica regolamentata, ma un claim cosmetico: con questa dicitura si intendono in genere prodotti con l’aggiunta di piccole quantità di ingredienti esfolianti (alfa idrossiacidi, acido salicilico) che rimuovono le cellule superficiali, aumentando la riflessione della luce oppure con ingredienti che vantano un’efficacia schiarente (niacinamide, vitamina C).

Alcune maschere possono contenere anche minerali (mica, biossido di titanio) che danno l’effetto luminosità immediato perchè riflettono otticamente la luce finchè restano sulla pelle. Anche gli ingredienti idratanti (glycerin) presenti comunemente nella formulazione delle maschere viso, illuminano, perchè rendono la superficie della pelle più liscia ed omogenea migliorando la riflessione della luce. 

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Opacizzanti? Se c’è l’argilla, meglio non usarle

Come per le maschere illuminanti, non si tratta di una categoria tecnica regolamentata, ma un claim cosmetico indicato a discrezione del produttore. Le maschere opacizzanti contengono generalmente argilla per assorbire il sebo in eccesso e ridurre così la lucidità della pelle temporaneamente. Qualche volta contengono altre polveri assorbenti come silica, amidi, carbone. Alcune maschere contengono niacinamide, zinco, te verde che contribuiscono a regolare la produzione sebacea o acido salicilico e alfa idrossi acidi che hanno effetto esfoliante e liberano temporaneamente i pori ostruiti. 

Non abbiamo incluso nel nostro test maschere opacizzanti a base di argilla perchè le sconsigliamo in via precauzionale: quasi tutte le maschere all’argilla analizzate da Deco ProtesteOcu e Test-Achats, le organizzazione dei consumatori portoghese, spagnola e belga che fanno parte con noi del network di Euroconsumers, contengono tracce di metalli pesanti, potenzialmente pericolosi per la salute e l’ambiente, seppur ammessi dall’attuale normativa.

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