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Imposta di bollo, pagano i piccoli risparmiatori

10 dicembre 2013

10 dicembre 2013

L'imposta di bollo sui prodotti finanziari (conti deposito e titoli) dovrebbe essere progressiva. Vale a dire che maggiori somme vengono investite, maggiori tasse si devono pagare. Ma la legge di stabilità introduce, di fatto, un importo minimo annuo che penalizza chi di risparmi ne ha pochi. La nostra lettera al Governo.

Il sistema tributario italiano dovrebbe essere impostato sulla progressività. Vale a dire: più decido di investire, più tasse dovrei pagare. Lo dice anche la Costituzione all'articolo 53 ma, invece, almeno per i piccoli risparmiatori che investono in conti deposito o titoli, non è così. Nella legge di sabilità, infatti, è stato deciso un aumento dell’aliquota, dallo 0,15% allo 0,2%, che conferma l’importo minimo di 34,2 euro all'anno per investimenti fino ai 17.100 euro.

Pesa di più su chi ha meno risparmi

L’imposta, così rivista, diventa non progressiva e ha l'effetto di gravare maggiormente su chi ha pochi risparmi. Se ho investito 10.000 euro, quindi, l’importo reale della tassa non è pari allo 0,2%, ma allo 0,342%. Su 5.000 euro, invece, l’importo reale è pari addirittura allo 0,684%, come dimostrano i nostri calcoli.

Risparmio investito (in euro)  Importo reale dell'imposta
5.000 34,2 euro (pari allo 0,68%)
10.000 34,2 euro (pari allo 0,34%)
15.000 34,2 euro (pari allo 0,23%)
20.000 40 euro (pari allo 0,2%)
50.000 100 euro (pari allo 0,2%)
100.000 200 euro (pari allo 0,2%)

La nostra richiesta al Presidente del Consiglio

Nella legge di stabilità sono quindi previste penalizzazioni per chi può investire cifre inferiori a 17.100 Euro. Per questo motivo abbiamo scritto una lettera al Presidente del Consiglio Letta, al ministro dell’Economia Saccomanni e ai capigruppo della Camera, perché venga abolito l’importo minimo della tassa previsto sino ai 17.100 euro e sia riportato allo 0,2%, rendendolo così progressivo rispetto alla somma investita.


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