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Regole di trasparenza in banca cosa impone Banca d'Italia

05 gennaio 2010

05 gennaio 2010

Dal primo gennaio 2010 sono operative le regole di trasparenza bancaria. Ecco quello che impone la legge

Le banche di certo devono fare qualche sforzo in più rispetto al passato per dare ai clienti le informazioni utili a confrontare e scegliere. Ma anche un enorme passo indietro: per avere in mano il contratto del mutuo, prima di firmarlo, ora dovremo spendere anche più di 250 euro.

Documenti per il cliente: più comprensibili
I criteri di impaginazione e scrittura dei documenti da consegnare al cliente devono assicurare al massimo la leggibilità e la comprensione; è indicata una precisa struttura dei documenti per punti; è richiesta semplicità sintattica e chiarezza lessicale.

Foglietti informativi: potremo portarceli a casa

  • i foglietti informativi devono essere messi a disposizione del pubblico, il cliente deve poterne portare con sé una copia gratuita, dopo averla chiesta o prelevata (finiranno dunque le scuse delle banche, che dicevano che dovevano essere solo consultabili);
  • è previsto che i fogli informativi debbano anche riportare i tempi massimi per la chiusura del rapporto dal momento della richiesta (per esempio quanto tempo ci vuole a chiudere il conto);
  • è specificato che il foglietto include anche le informazioni sui servizi accessori al rapporto (pensiamo ad esempio al c/c e a tutti i servizi ad esso accessori);
  • se ci sono più voci di costo è previsto che debbano essere riportate in modo da rendere comprensibile il costo complessivo del prodotto (Isc per i c/c e Taeg per mutui, anticipazioni bancarie, aperture di credito ed altri finanziamenti);
  • è obbligatorio pubblicare i foglietti informativi sui siti internet delle banche.

Passi indietro: per avere il contratto del mutuo si deve pagare
Per i contratti di finanziamento, come il mutuo, fino al 2009 era previsto il diritto (che restava comunque assai teorico, come le nostre inchieste hanno dimostrato) di avere in mano il contratto vero e proprio, prima di firmarlo, spendendo al massimo 10 euro (le banche potevano chiedere infatti un rimborso spese). Dal 2010 invece il cliente deve scegliere tra avere il contratto completo, ma pagando una somma non superiore alle spese di istruttoria indicate nel contratto (si può dunque arrivare a ben 250 euro e oltre) oppure la consegna delle regole di funzionamento del mutuo (parte normativa), ma senza i costi, che saranno invece indicati in un preventivo a parte. È anche previsto che la consegna avvenga non contestualmente alla richiesta, ma entro "tempi congrui".

Fine della cresta sulle comunicazioni periodiche
Il costo addebitato al cliente per le comunicazioni periodiche non può essere superiore alle spese effettivamente sostenute per l'invio.

Novità per i correntisti.
E' stato introdotto l'estratto conto semplice: con l'estratto conto relativo al periodo che si conclude il 31 dicembre si riceve un riepilogo delle spese sostenute nell'anno solare per la tenuta del conto corrente e per i servizi di liquidità e di pagamento. Separatamente sono indicati i costi sostenuti in relazione a eventuali affidamenti o sconfinamenti (andare in rosso). Il cliente sarà invitato a verificare se il conto è ancora conveniente per lui confrontando i suoi costi reali con l'Isc.


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