Guida all'acquisto

Come scegliere il cibo per cani

15 settembre 2017
cibo cani

15 settembre 2017
Scegliere cosa mettere nella ciotola dei nostri cani non è facile. Soprattutto perché supermercati e negozi specializzati (anche online) hanno un'offerta ampissima. Grazie al nostro test e ai nostri consigli, però, non rischi di sbagliare.

L'offerta di cibi per cani è ampissima e sceglierli può essere difficile. Per questo abbiamo portato in laboratorio alcune delle marche più famose: con il nostro test e i nostri consigli, puoi risparmiare e fare la scelta giusta, sia dal punto di vista nutrizionale sia della qualità.

il cibo per cani migliore

Cosa bisogna sapere

Sicuramente il primo passo è fare attenzione alla denominazione di vendita che si trova in etichetta: infatti, la principale distinzione da farsi è quella tra gli alimenti (o mangimi), cosiddetti, completi e quelli complementari. Ma che differenze hanno? La normativa definisce:

  • mangimi completi: "mangimi composti che, per la loro composizione, sono sufficienti per una razione giornaliera";
  • mangimi complementari: "mangimi composti con contenuto elevato di talune sostanze, ma che, per la loro composizione, sono sufficienti per una razione giornaliera soltanto se utilizzati in associazione con altri mangimi".

I cibi completi e bilanciati dovrebbero contenere tutti gli elementi nutritivi necessari al cane e non dovrebbero richiedere alcuna aggiunta, tranne acqua (sempre fresca e disponibile che non deve mai mancare). Ne consegue che i cibi complementari non devono essere mai utilizzati come unica fonte della dieta del cane (vale lo stesso per il gatto). Infatti possono essere ricchi in alcuni elementi e poveri in altri e possono quindi indurre gravi carenze. Devono quindi essere somministrati in associazione con altri cibi per non incorrere in squilibri nutrizionali.

Cibo secco o umido? Entrambi hanno dei vantaggi

Entrambe le tipologie di alimenti sono in grado di soddisfare i fabbisogni del cani e hanno pro e contro:

  • i cibi umidi in media costano di più, sono meno versatili e, a causa del trattamento termico subito, la composizione in amminoacidi ne risente, in compenso contengono minori quantità di amidi, apportano buone quantità di grassi. Inoltre sono più appetibili e forniscono acqua;
  • le crocchette sono più igieniche, facili da dosare, buone per l’igiene dentale;

Ma forse la principale differenza è quella sul portafoglio. A titolo di esempio, nel test sul cibo per gatti è emerso che, considerando i due migliori acquisti (umido e secco), alimentare il gatto unicamente con il cibo umido costa sei volte di più. L’ideale è variare la composizione della sua razione giornaliera suddividendola tra mangime secco e umido, per i benefici di entrambi i tipi.

A cosa stare attenti?

A poco, fortunatamente. Complessivamente la maggior parte dei mangimi secchi inclusi del test è da ritenersi di buona qualità, ciò non esclude il fatto che alcuni parametri (ad esempio i grassi che spesso sono scarsi sia in quantità che in qualità) dovrebbero essere migliorati. Ci sono comunque due aspetti da tenere in considerazione per la scelta quando si è davanti agli scaffali di cibo per animali:

  • il prezzo: i risultati del test dimostrano che si può risparmiare scegliendo dei prodotti relativamente poco cari ma comunque di qualità. Ad ogni modo, osservando la classifica, si nota che tutti i prodotti del canale di vendita “specializzati” (e quindi i più costosi) sono nella parte alta della classifica, migliore del test incluso: è vero che si tratta dei prodotti più cari, ma la buona notizia è che il costo per alimentare un cane di 10 kg con un cibo secco di questa qualità è poco superiore di 1 euro al giorno. E può essere addirittura inferiore, pur non rinunciando in maniera rilevante alla qualità;
  • l’etichetta che riporta denominazioni di vendita e immagini suggestive che fanno pensare che all’interno di crocchette, scatolette e bustine ci siano tagli pregiati di carne o pesce, ma la realtà è diversa. Del tipo di carne/pesce vantato in etichetta spesso ce n’è solo il 4%. Abbiamo appurato che ciò non ne compromette la qualità nutrizionale complessiva, ma se la tua sceglie si basa su questo aspetto è bene controllare i pochi ingredienti indicati genericamente nella composizione dell’alimento in etichetta.  

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