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Supermercati, scegliere bene per risparmiare

25 ottobre 2018
spesa supermercato

25 ottobre 2018
Se scegli il posto giusto dove andare a fare la spesa in alcune grandi città puoi risparmiare più di 1.300 euro l’anno. In altre località un po’ meno, ma sempre abbastanza per cui valga la pena cambiare. I risultati della nostra inchiesta annuale sui più di 1.000 supermercati in 70 città parlano chiaro: nelle città del nord-est si fanno ottimi affari. Scopri dove conviene fare la spesa nella tua città.

La pasta e la passata, il latte e i cereali, il detersivo per il bucato e l'ammorbidente: qualunque sia l'abitudine personale, nella lista della spesa esistono acquisti irrinunciabili, di cui più o meno regolarmente tutti abbiamo bisogno. E se la lista della spesa ci accomuna, il conto da pagare non è assolutamente scontato. Anche quest'anno l'inchiesta prezzi di Altroconsumo (festeggiamo la trentesima edizione) svela che fare la spesa in un certo modo e in uno specifico supermercato fa davvero la differenza. Un esempio. Ipotizziamo di essere una famiglia media che spende, come sostiene l'Istat, in media 6.500 euro ogni anno di spesa. Se potessimo idealmente recarci sempre nel supermercato risultato meno caro d’Italia nella nostra inchiesta, sborseremmo 5.300 euro, ben 1.200 euro in meno ogni anno. 

Più di un milione di prezzi analizzati

Per la nostra inchiesta abbiamo ipotizzato quattro modi diversi di fare la spesa simulando i criteri tipici con cui si sceglie un prodotto sugli scaffali, e per ognuno abbiamo stilato una classifica che mette in evidenza il supermercato più conveniente. Scopri quali sono, scaricandol'inchiesta completa oppure utilizza il servizio per sapere dove fare la spesa e risparmiare. Non sei nostro socio? Non preoccuparti: da quest'anno per vedere i risultati è sufficiente registrarsi al sito.

Trova i supermercati più convenienti

Al nord più possibilità di risparmio

Il Nord-est vince su tutti: se si prendono in considerazione i primi 30 punti vendita più economici d'Italia, ben 25 si trovano in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Qui la tensione concorrenziale è molto alta e di conseguenza i prezzi sono particolarmente convenienti per i consumatori. A Rovigo, per esempio,  abbiamo trovato il punto vendita più economico in assoluto tra tutti quelli visitati: il risparmio annuo è di 1.000 euro. Chi abita a Bologna o a Torino scegliendo di fare la spesa nel supermercato più economico può risparmiare più di 1.300 euro l'anno. Circa 1.000 euro, invece, è quello che rimane in tasca a chi è di Salerno; 700 euro a chi vive a Milano. Più punti vendita, quindi, maggiore è la forbice dei prezzi. Situazione opposta a Cosenza, dove non solo il risparmio massimo è di soli 40 euro, ma nel punto vendita più economico si spendono  6.400 euro in un anno. Non solo al Sud: ad Aosta, città tra le più care dell’inchiesta, la spesa minima in città è di 6.500 euro e le possibilità di risparmio sono ridotte a 200 euro. Qui qualunque supermercato si scelga, la spesa resta carissima. Scarsa concorrenza significa sempre poca scelta e prezzi allineati.

Come abbiamo fatto a confrontare le spese d’Italia? 

Per poter paragonare, per esempio, una spesa basata solo su prodotti di marca abbiamo messo nel carrello sempre le stesse cose, quelle che appartengono secondo l'Istat alle categorie merceologiche con i consumi maggiori (latte, olio, pasta, passata, caffè, vino...): si tratta di un paniere di 101 prodotti confezionati e di 14 freschi sciolti. Rilevati i prezzi, abbiamo scoperto che - da un punto vendita all'altro - il costo di un prodotto di marca può oscillare notevolmente, raggiungendo anche il doppio o il triplo. Non è difficile, dunque, immaginare quanto si possa risparmiare se si sceglie il supermercato più conveniente dove i prodotti di marca costano meno. E non è l'unica via per gravare di meno sul portafogli. Se si cambia carrello, si risparmia anche di più. Chi infatti, in qualunque città si trovi, decide di cambiare abitudini e di non mettere più piede nei supermercati tradizionali, ma solo nei discount, mette da parte un bel gruzzoletto: anche più di 4.000 euro l'anno.