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Indagine supermercati: dove risparmiare in 70 città

20 settembre 2021
Inchiesta supermercati 2021

Oltre mille punti vendita visitati, più di un milione e mezzo di prezzi analizzati: la nostra annuale inchiesta sui supermercati prova che cambiare insegna o punto vendita permette di risparmiare fino a 1.700 euro all'anno. Eurospin il discount più conveniente per la spesa mista, Aldi per quella economica. Nella spesa di articoli di marca primeggiano Carrefour, Spazio Conad e Famila. Ecco tutti i risultati dell'indagine.

Settanta città, 1.148 punti vendita tra supermercati, ipermercati e discount, oltre 1,6 milioni di prezzi rilevati per 125 categorie di prodotti, tra alimentari, per la cura della persona, della casa e pet food: sono questi i numeri dell'edizione 2021 della nostra inchiesta sulla grande distribuzione; un'indagine che ci permette di indicare il supermercato più economico visitato per ognuna delle città e di stilare anche quattro classifiche nazionali per catena e tipo di spesa (con prodotti di marca, a marchio commerciale, prodotti più economici e mista).

L'indagine completa è pubblicata su Altroconsumo Inchieste di ottobre ed è racchiusa nello speciale supermercati di 24 pagine.

Risparmio massimo fino a 1.700 euro l'anno

La conferma arriva, come ogni anno: scegliendo la catena o il punto vendita più conveniente individuati con le nostre classifiche si possono risparmiare anche grandi cifre, anche se solo laddove la concorrenza funziona.

Il risparmio massimo individuato nell'inchiesta arriva fino a 1.700 euro all’anno in media per le famiglie italiane, sia passando alla catena di discount più conveniente per una spesa con i prodotti più economici (Aldi), sia scegliendo, invece del più caro, il supermercato più conveniente in città (il Super Rossetto, in provincia di Rovigo).

Purtroppo, non in tutti i 70 centri visitati si può risparmiare allo stesso modo e il divario tra Nord e Sud è evidente. Considerando la spesa media delle famiglie al supermercato - 6.843 euro nel 2020 (Istat) - il risparmio massimo, nelle città più convenienti, può arrivare fino al 20% circa se si sceglie il punto vendita più economico invece di quello più caro: siamo, appunto, a 1.700 euro l’anno in provincia di Rovigo (1.720 per la precisione), 1.523 euro a Reggio Emilia e Modena, 1.400 euro a Brescia e Ravenna. 

Sono cifre che stridono con i 100 euro circa di risparmio possibile (solo il 2%) nelle città dove non c’è concorrenza tra i supermercati visitati, tutte al Centro-Sud: Potenza, Pesaro, Pistoia, Sassari, Reggio Calabria, Foggia. In questi centri, anche cambiando supermercato, i prezzi restano sempre allo stesso livello e comunque piuttosto cari.

Quanto ai punti vendita più convenienti dell'indagine, continua ad andare Rossetto: due suoi negozi (in provincia di Rovigo e Brescia), insieme a un punto vendita Emisfero (Vicenza), sono i più convenienti dell’inchiesta. Come registriamo da anni, nelle prime 30 posizioni troviamo 20 super del Triveneto; bisogna arrivare al 40esimo posto per il primo negozio non al Nord, l’Ipercoop di Prato.

Nell'indagine completa, di cui si può fare richiesta al link in alto, trovi anche i risparmi massimi calcolati per differenti tipi di nuclei familiari e differenti tipi di spesa. Inoltre, riportiamo alcuni esempi di prodotti (uno shampoo, un detersivo lavatrice, un formaggio e un'acqua) per cui abbiamo rilevato le differenze di prezzo maggiori a seconda del punto vendita: il prezzo per lo stesso prodotto è cambiato anche del 200% (!). Inoltre, abbiamo anche fatto un approfondimento sulla qualità dei prodotti di marca, a marchio commerciale e del discount nei nostri test e, infine, abbiamo realizzato un focus su come sono cambiati i prezzi rispetto a prima della pandemia. 

Pandemia: come sono cambiati i prezzi

In passato - con la corsa all’accaparramento delle prime fasi emergenziali - di anomalie sui prezzi ne avevamo rilevate, in particolare rispetto alla riduzione delle promozioni. Cosa succederà sul lungo termine? Il timore di un progressivo aumento circola, tra incertezze e ripresa economica, rincari delle materie prime e possibili speculazioni. Abbiamo voluto vedere cosa è accaduto ad alcuni prezziconfrontando quelli rilevati nell’indagine sui supermercati del 2019 con quelli di quest’anno (farina, passata di pomodoro, Emmenthal, pasta, spinaci surgelati, crema mani, detersivi per pavimenti, saponetta). Spicca l’aumento rilevato nelle nostre indagini per il costo medio di due prodotti molto comuni ed entrambi poco reperibili nei primi mesi di pandemia: la farina, il cui prezzo è a + 27% rispetto a due anni fa, e la passata di pomodoro a +22.

La metodologia dell'indagine 

Senza preavvisare i punti vendita, i nostri rilevatori hanno registrato 1,6 milioni di prezzi in 70 città, presso 1.148 negozi: 230 iper, 599 super e 319 discount, selezionati su criteri che ne garantiscono la rappresentatività. Per ognuna delle 125 categorie di prodotto considerate (le più acquistate secondo Istat) abbiamo registrato i prezzi, promozioni incluse, di tutti i prodotti presenti sugli scaffali. I prezzi vengono elaborati sulla base di calcoli e ponderazioni che ci permettono di ottenere i nostri indici di competitività su base 100 e realizzare le nostre classifiche; consulta la metodologia in dettaglio.