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Carne e infezione da Covid-19: quali rischi per la salute?

Macelli, mattatoi e impianti di lavorazione delle carni sono luoghi in cui si sono sviluppati focolai anche importanti di Covid-19. Tra le cause della diffusione dell'infezione in diverse parti del Mondo troviamo le condizioni degli operatori del settore, il mancato rispetto delle distanze interpersonali e l'ambiente di lavoro. Ma consumare carne rappresenta un rischio reale?

14 luglio 2020
Carne e Covid: quali rischi per la salute

Migliaia di casi positivi nei mattatoi degli Stati Uniti. 1.500 infetti nei macelli in Germania, 560 in Irlanda e 300 in Spagna. L'incremento dei focolai di Covid-19 negli impianti di lavorazione di carne e pollame riaccende i riflettori sulle condizioni di lavoro di migliaia di operatori del settore. Anche l'Italia ha fatto i conti con 70 recenti casi di positivi nel mantovano, ma alcuni casi erano già stati denunciati in un'azienda in Puglia già lo scorso aprile. Ma a cosa è dovuto l'incremento dei casi? Ed esistono rischi reali per i consumatori?

A cosa è dovuto il picco dei contagi

Tra le possibili cause dell'incremento dei casi di Coronavirus in mattatoi e salumifici sembrerebbe esserci in primis le condizioni in cui lavorano gli addetti di questo settore. Gli operatori, spesso sottopagati, lavorano senza rispettare il distanziamento sociale, anche in condizioni imposte dal bisogno. L'ambiente di lavoro stesso, inoltre, sarebbe responsabile di favorire la trasmissione del virus attraverso superfici metalliche, basse temperature, cicli di umidità differente e scarsa ventilazione. 

Consumare carne può rappresentare un rischio?

Dalle informazioni disponibili risulta evidente che gli animali destinati alla produzione di carne non sono soggetti a infezione da Covid-19. Durante gli scorsi mesi autorità come l'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), l'Agenzia francese Anses e l'Istituto tedesco BfR sono intervenute più volte per precisare che l'ipotesi di una contaminazione virale attraverso il consumo di carne sia piuttosto remota. Anche considerando questa possibilità, per potersi replicare il virus avrebbe comunque bisogno di animali vivi. Questo non esclude del tutto la possibilità che le carni possano essere contaminate in fase di lavorazione attraverso le goccioline di saliva degli operatori infetti. Il rischio di contagio per i consumatori, in questo caso, sarebbe solo teorico e sarebbe limitato alla possibilità di portare il virus agli occhi, naso e bocca, attraverso una mano che ha manipolato carne infetta e che non è stata lavata. Parliamo di rischio teorico perché allo stato attuale non sappiamo ancora se e per quanto tempo il virus è in grado di sopravvivere sulla carne o se le goccioline infette presenti sulla carne contengono quantità di virus sufficiente per infettare una persona. Nel dubbio, ricordiamo che lavarsi le mani correttamente e di frequente è un gesto semplice ma di estrema importanza nella lotta a questo virus. 

Le regole per salvaguardare la nostra salute

Quando parliamo di Coronavirus parliamo di un virus respiratorio ed è improbabile che possa essere trasmesso tramite gli alimenti. Si tratta in ogni caso di un virus nuovo di cui si conosce ancora poco: per questo motivo è bene seguire alcune semplici regole di igiene che sono valide per scongiurare qualsiasi tossinfezione alimentare.

  • Cuoci bene la carne
    Diversi studi hanno confermato che il virus viene reso inattivo dalle alte temperature: meglio quindi cuocere la carne per almeno due minuti al cuore fino a 70° C. Il calore è in grado di annientare anche altri batteri patogeni come Lysteria monocytogenes, molto pericoloso e responsabile di sintomi come diarrea, nausea e vomito.  
  • Non trascurare l'igiene
    Lava bene le mani sia prima che dopo aver maneggiato la carne cruda. Lava accuratamente anche gli alimenti e gli utensili da cucina, specie se sono stati a contatto con la carne, come coltelli, piatti o taglieri. 
  • Conserva correttamente i cibi
    Separa sempre la carne cruda dagli alimenti che possono essere consumati crudi (come le verdure), oppure che sono già stati cotti. Attenzione anche agli alimenti pronti: conservali sempre a basse temperature e non consumarli oltre la scadenza indicata sulla confezione. 
  • Evita prodotti provenienti da materie prime non certe
    Meglio non consumare i cibi non confezionati e non sterilizzati se non hai la certezza che provengano da materie prime sicure. Parliamo di latte non pastorizzato e relativi derivati come formaggi freschi o molli, patè freschi di carne e pesce affumicato non confezionato: possono costituire un rischio, specie per i soggetti più sensibili come le donne incinte.  
  • Attenzione alla temperatura del frigorifero
    Controlla la temperatura del frigorifero e verifica che non salga mai sopra i 4° C.