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Mercurio nel pesce: come evitare il problema?

17 maggio 2017
Pesce spada

17 maggio 2017

Palombi, smerigli, spada, tonni e verdesche; nei pesci soprattutto di grossa taglia il problema della presenza di mercurio è un fatto comprovato e purtroppo noto. Alla lunga può rappresentare un rischio per la salute, soprattutto per i bambini e le donne in gravidanza. Ma un modo per evitarlo c’è: ti spieghiamo come.

La presenza di mercurio nei pesci grossi è un rischio noto. I problemi derivano principalmente dal metilmercurio, la forma di mercurio più comune nella catena alimentare e anche la più tossica. Il metilmercurio ha infatti maggiore capacità di penetrare nel nostro organismo, si accumula soprattutto nei globuli rossi ed è così trasportato in giro attraverso il sangue. Arriva alla ghiandola mammaria e passa nel latte materno. Contrariamente al mercurio inorganico, il metilmercurio è inoltre in grado di attraversare la placenta, la barriera cerebrale e quella cerebrospinale, raggiungendo così cervello e sistema nervoso centrale.Studi recenti hanno confermato il nesso tra l’esposizione fetale al metilmercurio e il ridotto sviluppo neurologico del bambino. Non sono stati evidenziati effetti negativi a livello neurologico nel caso della popolazione adulta.

Evitare il problema: ecco come

  • Impara a scegliere i pesci che sono meno soggetti all'inquinamento da mercurio. Si tratta dei pesci di taglia più piccola e di quelli non carnivori. Infatti il mercurio tende ad accumularsi nei pesci predatori, quelli che si nutrono di altri pesci, “ereditandone” via via la quota che le loro prede avevano a loro volta immagazzinato.
  • Per gli adulti, è bene non consumare più di una porzione alla settimana di pesci predatori, noti per la loro contaminazione da metilmercurio: parliamo di spada, tonno, squalo, verdesca, smeriglio, palombo, marlin, luccio.
  • Queste specie andrebbero alternate con altre meno contaminate: sardine, sgombri, branzini, orate, sogliole, trote, salmone e molti altri.
  • Il consumo di tonno in scatola è considerato più sicuro, perché i pesci utilizzati sono generalmente di più piccole dimensioni e quindi più giovani: il loro contenuto di mercurio è limitato.
  • Le donne che hanno programmato una gravidanza, gravide o in allattamento e i bambini dovrebbero evitare del tutto il consumo di pesci predatori per limitare i rischi del metilmercurio sul sistema nervoso in via di sviluppo.

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