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Class action Facebook: non siamo i suoi burattini

Facebook non può giocare con i nostri dati personali. Chiediamo, per tutti gli utenti del social network, un risarcimento di almeno 200 euro per l'uso improprio che ha fatto in tutti questi anni.

30272 partecipanti

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Lo sai che ogni volta che metti un "like" su un post o inizi a seguire una pagina Facebook, il buon vecchio Mark raccoglie dati sul tuo conto? E sei davvero certo di sapere che uso ne fa e dove finiscono questi dati?

Anche Facebook ammette che "le informazioni personali degli utenti sono state condivise in modo improprio". Ma al momento da Zuckerberg sono arrivate ai consumatori soltanto le sue scuse. Noi però non siamo i suoi burattini.

Per questa ragione Altroconsumo, assieme alle associazioni di consumatori di Belgio, Spagna e Portogallo, ha deciso di avviare una class action contro Facebook, per chiedere che i consumatori europei vengano risarciti, che vengano correttamente informati sull'uso che viene fatto dei loro dati e che possano scegliere consapevolmente in qualsiasi momento quali di questi condividere.

Tenendo conto dei benefici commerciali che Facebook ha ottenuto violando la protezione dei dati e le normative a tutela dei consumatori, chiederemo per te e per tutti gli utenti iscritti a Facebook un risarcimento minimo di 200 euro (tra valore ecnomico dei dati e danni morali), che può variare sulla base dell'utilizzo che fai di Facebook e da quanti anni sei iscritto al social.

Hai un account Facebook? Partecipa ora alla class action: ti chiederemo solo alcuni dati e ci vorrà poco tempo.

Le tappe dello scandalo Facebook

17 marzo 2018

Lo scandalo Cambridge Analytica

17 marzo 2018

Scoppia lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica.

I primi sviluppi

3

La class action Facebook

1

Come si sta comportando Facebook

4

La class action Facebook in Tribunale

10 ottobre 2018 Siamo qui

Abbiamo notificato l’atto presso il Tribunale di Milano con cui si avvia formalmente l’iter giudiziale della class action contro Facebook.

Domande frequenti e aggiornamenti

Tutto quello che devi sapere sulla class action Facebook

Perché una class action contro Facebook?

Il 22 marzo 2018 è esploso lo scandalo Facebook-Cambridge Analytica. Come Altroconsumo ci siamo subito attivati diffidando il social network e intervenendo nel procedimento avviato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratica commerciale scorretta per non aver informato in modo chiaro e adeguato gli utenti registrati circa la raccolta e l’utilizzo per finalità informative e/o commerciali dei dati (ad esempio le informazioni del profilo o quelle derivanti dall’uso delle app presenti nella piattaforma). Riteniamo che tutti i consumatori abbiano il diritto di beneficiare dell’innovazione tecnologica con la giusta tutela e sicurezza, potendone conoscere le potenzialità, partecipando alla costruzione del valore economico derivante dallo sfruttamento del dato e beneficiando dei profitti creati dalle aziende grazie all’utilizzo dei loro dati. Abbiamo più volte chiesto a Facebook, anche in occasioni di incontri formali, di rispondere alle nostre richieste di risarcimento per l'uso improprio dei dati. Senza ottenere risposta. Per queste ragioni, Altroconsumo ha deciso di avviare una class action per offrire uno strumento concreto di tutela alle centinaia di migliaia di utenti iscritti a Facebook.

Cosa chiediamo a Facebook?

La richiesta di risarcimento per tutti gli utenti iscritti a Facebook è di almeno 200 euro, calcolati considerando il valore generato per il social network dall’utilizzo dei dati e i danni morali subiti dagli utenti.

Chi può iscriversi?

Possono pre-aderire a questa azione tutti gli utenti iscritti a Facebook. Se sei minorenne dovranno partecipare per te i tuoi genitori o il tuo tutore legale.

L'iscrizione è gratuita?

Sì e in caso di ammissibilità dell’azione da parte del Tribunale di Milano tutti gli aventi diritto avranno la possibilità di aderire senza costi inviando direttamente la propria richiesta secondo le modalità che verranno stabilite dal Giudice. Ti ricordiamo che per aderire non occorre l’assistenza di un avvocato.

Quali sono i passi della class action?

Se anche tu vuoi essere risarcito da Facebook del corrispettivo economico del valore dei tuoi dati, ti invitiamo a pre-aderire alla nostra class action per essere tempestivamente informato sugli sviluppi della stessa. La class action si articola in due distinte fasi, in questa prima fase il Giudice dovrà esprimersi sull'ammissibilità dell'azione di classe. Una volta ottenuta una pronuncia favorevole in tal senso si aprirà la seconda fase e sarà possibile aderire formalmente all’azione senza sostenere nessun costo. Gli aggiornamenti sull’azione verranno inviati ai pre-aderenti via email all’indirizzo fornito al momento della compilazione del modulo online oppure possono essere visualizzati nella propria area personale del sito di Altroconsumo.

Che cos'è una class action

Perché iscriversi a una class action?

L'azione collettiva risarcitoria di cui all'art.140 bis del Codice del Consumo rappresenta uno degli strumenti di tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori più efficaci tra quelli, sin qui, adottati nelle discipline consumeristiche. Le oltre 200.000 preadesioni alle class action promosse sinora da Altroconsumo in vari settori di consumo stanno a dimostrare la potenzialità dello strumento che permette con una sola azione di tutelare un numero elevato di consumatori colpiti da un comportamento lesivo di una impresa. In tal senso la class action permette a intere classi di consumatori, anche di centinaia di migliaia di soggetti, i cui diritti o interessi siano stati violati di poter fare massa critica, ove invece azioni giudiziarie individuali risulterebbero poco economiche e inefficienti.

L'azione di classe, peraltro, costituisce indirettamente anche un prezioso strumento competitivo perché stimola imprese e mercato a operare attraverso pratiche commerciali corrette e legittime al fine di evitare le importanti ripercussioni economiche connesse a eventuali condanne al risarcimento dei danni prodotti a intere classi di consumatori.

Chi può agire?

Ciascun consumatore componente di una classe, anche mediante associazioni cui dà mandato o comitati cui partecipa, può agire per l'accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni. Le azioni di classe avviate sinora nel nostro Paese sono state promosse da associazioni di consumatori e buona parte di esse da Altroconsumo.

Per quali violazioni si può agire?

La class action tutela: 

  • i diritti contrattuali di una pluralità di consumatori e utenti che versano nei confronti di una stessa impresa in situazione omogenea, inclusi i diritti relativi a contratti stipulati ai sensi degli articoli 1341 e 1342 del codice civile; 
  • i diritti omogenei spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto o servizio nei confronti del relativo produttore, anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale;
  • i diritti omogenei al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.

 

b) i diritti omogenei spettanti ai consumatori finali di un determinato prodotto o servizio nei confronti del relativo produttore, anche a prescindere da un diretto rapporto contrattuale; c) i diritti omogenei al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.

Come funziona?

I consumatori e utenti che intendono avvalersi della tutela consentita dall'azione di classe promossa da una associazione di consumatori o altri soggetti, possono aderire, senza ministero di difensore anche tramite posta elettronica certificata e fax. L'adesione comporta rinuncia a ogni azione restitutoria o risarcitoria individuale fondata sul medesimo titolo. L'atto di adesione, contenente, oltre all'elezione di domicilio, l'indicazione degli elementi costitutivi del diritto fatto valere con la relativa documentazione probatoria, può essere depositata in cancelleria, anche tramite l'attore.

Come avviene la pronuncia sull'ammissibilità della domanda?

Al termine della prima udienza il Tribunale decide con ordinanza se ammettere o meno la domanda. Il giudice può sospendere il giudizio quando sui fatti che riguardano l'azione è in corso un'istruttoria davanti a un'autorità indipendente oppure un giudizio davanti al TAR. L'ordinanza che decide sulla ammissibilità è reclamabile davanti alla Corte d'Appello entro 30 giorni dalla comunicazione. Sul reclamo la Corte d'Appello decide con ordinanza non oltre 40 giorni dal deposito del ricorso.

Cosa succede se la domanda è dichiarata ammissibile?

Con l'ordinanza che ammette l'azione il Tribunale fissa termini e modalità della pubblicità per l'adesione degli appartenenti alla classe; specifica i criteri in base ai quali i soggetti che chiedono di aderire sono inclusi o esclusi dalla classe e fissa un termine, non superiore a 120 giorni dalla scadenza di quello per l'esecuzione della pubblicità, entro il quale gli atti di adesione sono depositati in cancelleria.

E se invece la domanda è dichiarata inammissibile?

La domanda è dichiarata inammissibile quando è manifestamente infondata, quando sussiste un conflitto di interessi oppure quando per il giudice non c'è omogeneità dei diritti individuali tutelabili, infine quando il proponente non appare in grado di curare adeguatamente l'interesse della classe. Con l'ordinanza di inammissibilità, il giudice regola le spese e ordina la pubblicità a cura e spese del soccombente.

Cosa avviene se, nella fase di merito, la domanda viene accolta?

Il Tribunale pronuncia una sentenza di condanna con cui liquida le somme dovute a tutti quelli che hanno aderito all'azione oppure fissa il criterio di calcolo per la liquidazione di queste somme.

Aggiornamenti

11 Marzo 2018 - Diffida a Facebook: i miei dati contano

Gli utenti devono beneficiare di un’economia dei dati personali sostenibile e responsabile, senza mai vedere i propri diritti e libertà fondamentali messi in discussione. 

Leggi l'articolo completo: Diffida a Facebook: i miei dati contano

11 Aprile 2018 - Incontro a Bruxelles Facebook Altroconsumo. Dagli utenti tre richieste concrete

Incontro costruttivo. Facebook risponderà entro due settimane. Sullo sfondo la diffida inviata lo scorso 21 marzo alla società di Mark Zuckerberg. 

Leggi l'articolo completo: Incontro a Bruxelles Facebook Altroconsumo. Dagli utenti tre richieste concrete

10 Maggio 2018 - Utilizzo scorretto dati Facebook. Antitrust apre ad Altroconsumo

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha ammesso Altroconsumo nell’istruttoria aperta contro Facebook Inc., il procedimento PS/11112 aperto per informazioni ingannevoli su raccolta e uso dati. 

Leggi l'articolo completo: Utilizzo scorretto dati Facebook. Antitrust apre ad Altroconsumo

4 Giugno 2018 - Scandalo dati, Facebook: nuova audizione al Parlamento Europeo

Altroconsumo ha avviato una class action chiedendo un risarcimento di almeno 200 euro per ogni utente coinvolto. 

Leggi l'articolo completo: Scandalo dati, Facebook: nuova audizione al Parlamento Europeo

27 Giugno 2018 - Facebook non rispetta il nuovo regolamento GDPR, i dati dei consumatori non sono tutelati

Altroconsumo prosegue nella raccolta di adesioni alla class action contro Facebook, chiedendo un rimborso di minimo 200 euro per tutti gli utenti. 

Leggi l'articolo completo: Facebook non rispetta il nuovo regolamento GDPR, i dati dei consumatori non sono tutelati

11 Luglio 2018 - Facebook e privacy, dal Regno Unito arriva una prima maxi sanzione da mezzo milione di sterline

Facebook e i dati personali dei consumator non sembrano proprio andare d'accordo. L'ultima notizia è che lo scandalo Cabridge Analytica è costato al social una maxi multa da mezzo milione di sterline, oltre 565 mila euro.

Leggi l'articolo completo: Facebook e privacy, dal Regno Unito arriva una prima maxi sanzione da mezzo milione di sterline

11 Luglio 2018 - ICO multa FB, ora più forti le ragioni dei 50mila aderenti nelle 4 class action in Europa

Multa di mezzo milione di sterline all’azienda di Mark Zuckerberg. Pierani: ora i consumatori.

Leggi l'articolo completo: ICO multa FB, ora più forti le ragioni dei 50mila aderenti nelle 4 class action in Europa