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Sanzione di 11,5 milioni per Eni Gas e Luce

Telemarketing indesiderato e attivazione di contratti non richiesti. Sono le principali violazioni che hanno portato il Garante per la privacy a sanzionare il fornitore di energia.

17 gennaio 2020
Eni luce e gas

Dalle telefonate pubblicitarie moleste, che Eni Gas e Luce faceva anche ai consumatori che avevano espressamente negato il consenso a riceverle (e senza aver tenuto conto del Registro delle opposizioni), agli abusi nei modi di acquisizione e di conservazione dei dati delle persone, fino alla conclusione di contratti luce e gas (nel mercato libero) mai richiesti dagli utenti. Sono queste le principali violazioni riscontrate dal Garante per la privacy nel corso di accertamenti e ispezioni avvenuti a seguito di segnalazioni e reclami.  Si tratta – fa sapere l’Autorità – di «un circoscritto numero di casi rivelatori tuttavia di condotte “di sistema”». Le persone che si sono rivolte al Garante hanno lamentato di aver appreso della stipula di un nuovo contratto solo con la ricezione della lettera di disdetta del vecchio fornitore o all’arrivo delle prime fatture di Eni Gas e Luce. In alcuni casi poi hanno denunciato la presenza nel contratto di dati inesatti e della propria firma contraffatta. 

Doppia violazione, doppia multa

Per non avere quindi rispettato pienamente quanto prescritto dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati (più noto con la sigla GDPR), Eni Gas e Luce si è vista recapitare dal Garante per la privacy una doppia sanzione: la prima, di 8,5 milioni di euro, riguarda le condotte illecite nell’attività di telemarketing; la seconda, di 3 milioni di euro, è invece relativa alle violazioni nella conclusione di contratti non richiesti. In totale Eni Gas e Luce dovrà pagare entro trenta giorni 11,5 milioni di euro. 

Il Garante impone correttivi

Oltre alle sanzioni per le irregolarità, l’Autorità ha da una parte imposto a Eni Gas e Luce di introdurre procedure per verificare «lo stato dei consensi delle persone inserite nelle liste dei contatti, prima dell’inizio delle campagne promozionali», dall’altra «ha vietato alla società l'uso dei dati forniti dai list provider senza che questi ultimi avessero acquisito uno specifico consenso alla loro comunicazione». Quanto invece alla pratica scorretta dell’attivazione di contratti non richiesti, il Garante per la privacy ha ingiunto all’azienda di adottare una serie di misure correttive e di introdurre specifici “alert” in grado di individuare anomalie nelle procedure, comprese quelle dovute ad agenzie esterne operanti per conto di Eni Gas e Luce nell'acquisizione di nuovi clienti. 

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