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Elettrodomestici: non durano più come una volta

10 aprile 2013

10 aprile 2013

L'aspirapolvere ti si è rotto proprio appena dopo la fine della garanzia o la batteria del cellulare ti ha abbandonano proprio quando sul mercato sta per uscire il nuovo modello? Sembrano casualità ma potrebbe esserci anche lo zampino dei produttori.

Spesso si ha la sensazione che gli elettrodomestici e gli apparecchi elettronici durino sempre meno e si rompano sempre prima. Scegliere il prodotto giusto, quello con la migliore qualità, potrebbe servire ad allungare questi tempi. Confrontando i prodotti dei nostri test puoi sapere quali sono i modelli che hanno superato meglio tutte le prove.

Tuttavia a molti sarà capitato che il ferro da stiro abbia smesso di funzionare proprio qualche settimana della fine del periodo di garanzia e di sentirsi dire dal tecnico che forse sarebbe stato più economico cambiarlo invece di ripararlo. Una situazione che, con ogni probabilità non è solo sfortuna.  Esiste un trucco, una strategia di produzione che prende il nome di “obsolescenza programmata” e consiste nel costruire prodotti sempre meno resistenti in modo da spingere il consumatore a cambiarli con più frequenza. Certo non fa il gioco delle aziende un prodotto indistruttibile, ma è innegabile la percezione che da qualche tempo a questa parte la vita di elettrodomestici e dispositivi elettronici si è ridotta drasticamente.

Lo studio tedesco

Alcuni studiosi e docenti dell’università tedesca di Aalen hanno condotto uno studio (commissionato dal gruppo parlamentare degli ecologisti) che prende in esame la vita di una ventina di elettrodomestici e di beni di largo consumo e i risultati non sono per niente incoraggianti per i consumatori. Un esempio? Dal '98 la vita media di molti elettrodomestici si è praticamente dimezzata, passando da 12 a 6 anni (e solo 3 anni per i prodotti più economici). I moderni televisori ultrapiatti, poi, contengono componenti elettriche ed elettroniche spesso non in grado di sopravvivere oltre il periodo di garanzia di due anni, così come le ruote dentate di spazzolini elettrici, mixer e frullatori, davvero troppo fragili.

Cosa fare

  • Innanzitutto varrebbe la pena far valere la garanzia, quando ovviamente abbiamo la “fortuna” che il prodotto si rompa nei due anni concessi dalla legge. Una cosa che, dalla nostra esperienza, è più facile a dirsi che a farsi: sono ancora tantissimi i negozianti (ben l’80%) che si rifiutano di ritirare il prodotto difettoso e di sostituirlo o che scaricano la responsabilità sul produttore, spesso giocando su consumatori confusi o poco informati.
  • Ma se il prodotto fa le bizze fuori periodo di garanzia, meglio non dare per scontato di doverlo per forza cambiare: in alcuni casi sostituire una batteria a un telefonino o affidarsi a un tecnico onesto e di fiducia per riparare la lavastoviglie potrebbe far risparmiare tanti soldi.
  • Allo stesso modo, buttar via un dispositivo perfettamente funzionante solo perché esce sul mercato la sua nuova versione è quasi sempre uno spreco; soprattutto di soldi, ma è anche un danno per l’ambiente. In particolar modo è bene ricordare che elettrodomestici e altri dispositivi elettrici ed elettronici non sono normali rifiuti e non possono essere buttati semplicemente nel cestino: ecco perché è importante sfruttare la possibilità che la legge offre ai consumatori di riportare gli apparecchi rotti al negozio quando se ne acquista uno nuovo dello stesso tipo (ritiro 1 a 1).

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