Buonasera,
ieri, 20 marzo 2026, intorno alle 20.30, mi recavo presso il vostro locale Profumo spazio sensoriale, in via di villa Lauchli 1, 00199 Roma, per una cena tra amici, essendo presente in una prenotazione di 12 persone.
Davanti ad un primo gruppo di amici, che aspettavano il resto della comitiva, all'esterno del locale, venivo letteralmente invitato ad allontanarmi, perché secondo il vostro maestro di sala, non rispettavo un dress code, peraltro non presente sul vostro sito web e di cui non era stata segnalata la necessità all'atto della prenotazione. Il diritto di accesso veniva così rimesso al solo al giudizio monocratico del vostro responsabile.
Il non dress-code consisteva in una tuta con una striscia laterale bianca invece di pantaloni “adeguati” alla dignità del luogo, il resto, dalle scarpe alla giacca con chiusura lampo centrale veniva accettato.
A nulla valeva la spiegazione, al vostro responsabile, che la presenza della tuta era dovuta al fatto che dal 1999 uso spostarmi in bicicletta con la quale avevo raggiunto il locale e che avevo parcheggiato. davanti all’ingresso
Dopo una prenotazione accettata, senza riserve o condizioni e il tempo per arrivare, mi chiedo se un pubblico esercizio possa rifiutare l’ingresso ad un cliente ignaro di regole non evidenziate?
Ogni locale, che operi in regime privatistico, ha il diritto di imporre le sue regole, ci mancherebbe altro, ma queste regole devono essere ben evidenziate e non lasciare il potenziale cliente agli umori ed al gusto ed alla possibile discriminazione del responsabile in servizio.
Aspetto le vostre scuse formali e sostanziali, altrimenti deciderà, in merito alla discriminazione, il giudice di pace che adirò alla fine dei 15 giorni previsti per una vostra replica valutata soddisfacente.
Cordiali saluti
Luigi Piga (luigi.piga.rm@gmail.com)
Allego fotografie conformi al mio abbigliamento contestato dal responsabile del locale