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Docciaschiuma: come sceglierlo

21 giugno 2015
Docciaschiuma guida all'acquisto

21 giugno 2015

Extraidratante, nutriente, morbidezza sulla pelle: i docciaschiuma promettono tanto, ma il contatto con la pelle è troppo breve per fare ciò che dicono. Qualche consiglio per scegliere quello giusto.

Come è fatto

Idratanti, nutrienti, morbidezza sulla pelle,...: i docciaschiuma fanno davvero quanto promettono? Il contatto con la pelle, in realtà, è troppo breve per mantenere le promesse. Quale scegliere allora? Ecco qualche consiglio sul cosa stare attenti quando se ne acquista uno.

Ma come sono fatti? La formulazione dei docciaschiuma è abbastanza simile:

  • 70-80% acqua e altri solventi (glycerol, propylene glycol): servono per creare la parte liquida dei prodotti. Per fare in modo che la parte liquida si misceli bene con le altre e raggiunga la giusta consistenza, si aggiungono ingredienti emulsionanti e viscosizzanti (sodium chloride, styrene/acrylates copolymer). Alcune di queste sostanze sono poco biodegradabili, per cui hanno un impatto ambientale negativo;
  • 10-20% tensioattivi: rimuovono lo sporco e sono quelli che formano schiuma. I tensioattivi possono essere, più o meno, tossici per l’ambiente acquatico e, più o meno, aggressivi sulla pelle. La miscela utilizzata comunemente è fatta di sodium laureth sulphate (un po' aggressivo se usato da solo) e betaine (servono per ridurre l'effetto del precedente e sono ben tollerate). Esistono alcuni tensioattivi di origine naturale più biodegradabili (composti di glucoside). Per facilitare il lavoro ai tensioattivi si aggiungono chelanti (EDTA), sostanze molto problematiche a livello ambientale;
  • meno 1% emollienti e idratanti: servono a proteggere lo strato superficiale della nostra pelle durante la doccia. Quelli più comuni sono glicerina (glycerin) e acido lattico (lactic acid). Spesso si utilizzano anche sostanze di origine naturale, come aloe, latte o olii. Il loro impatto sull’ambiente in generale è trascurabile rispetto agli altri ingredienti e la tollerabilità è buona. Sono, però, peggiori quelli di derivazione petrolifera (ppg, peg);
  • meno 1% regolatori di pH: modificano il grado di acidità del docciaschiuma e lo rendono il più possibile vicino a quello della nostra pelle (pH 5.5) in modo da essere meno aggressivo. Il più comune è citric acid, non hanno problemi né di tollerabilità né ambientali;
  • meno 1% conservanti e antiossidanti: sono necessari per evitare che i batteri proliferino e che il prodotto irrancidisca. Proprio per la loro natura di uccidere i batteri, queste sostanze sono tra le più problematiche per l'ambiente e per la pelle. Nei docciaschiuma il problema principale è ambientale perché il contatto con la pelle è molto breve. I peggiori sono BHT, methylisotiazolinone e methylchloroisotiazolinone. Esistono alternative più tollerabili, sia per la pelle sia per l’ambiente (benzoate, salycilate);
  • meno 1% profumazione: il profumo è importante per il gradimento e anche perchè se non si sente, c’è il rischio di utilizzarne troppo. Di contro i profumi contengono moltissime sostanze allergenizzanti (le più comuni limonene, linalool, citronellol). Essendo prodotti da risciacquo con basso tempo di contatto, il rischio di reazioni è basso, a meno che non si parli di persone particolarmente sensibili. Queste sostanze hanno, però, un impatto negativo sull’ambiente, sono poco biodegradabili e si accumulano;
  • meno 1% coloranti: non sono necessari, possono essere causa di reazioni e non sono compatibili con l’ambiente. Spesso inoltre sono aggiunti per creare un’illusione legata ad un claim: tanti validi motivi per scegliere prodotti senza coloranti. Nella lista degli ingredienti si riconoscono perché sono indicati come CI più un numero a 5 cifre.