Dichiarare familiari a carico nel 730: chi puoi dichiarare e cosa cambia
Il prospetto dei familiari a carico è la sezione del 730 in cui si indicano coniuge, figli e ascendenti che non siperano determinate soglie di reddito. Dal 2025 le regole sono cambiate: le detrazioni per i figli oltre i 30 anni non spettano più, gli unici "altri familiari" ammessi sono gli ascendenti conviventi e i cittadini non italiani né europei non possono dichiarare a carico i familiari residenti all'estero. In questa guida trovi chi puoi dichiarare, i limiti di reddito aggiornati e come compilare il modello correttamente.
In questo articolo
- Chi può esser dichiarato a carico nel 730/2026
- I figli a carico nel 730: età, limiti e casi particolari
- Il coniuge a carico: condizione e limiti di reddito
- I genitori a carico: solo se conviventi
- Limiti di reddito per esser a carico dal 2025
- Come compilare il prospetto dei familiari a carico nel 730
Chi può esser dichiarato a carico nel 730/2026
Nella dichiarazione dei redditi è possibile dichiarare a proprio carico fiscalmente, per ottenere le detrazioni relative:
- i figli dai 21 ai 29 anni;
- il coniuge o la parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso;
- gli ascendenti che convivono con il contribuente.
Rispetto al passato, dal 2025 non si possono più dichiarare a carico il coniuge legalmente separato, i discendenti dei figli, i suoceri, i generi, le nuore, fratelli e sorelle se conviventi o se ricevono un assegno alimentare dal contribuente. Questi familiari possono comunque comparire nel prospetto se si sostiene spese per loro perché rimangono detraibili e deducibili, ma non danno più diritto alla detrazione per carichi di famiglia.
Chi è escluso per nazionalità
Dal 2025 i contribuenti che non sono cittadini italiani, di un Paese UE o di uno Stato aderente allo Spazio economico europeo non possono usufruire delle detrazioni per i familiari a carico residenti all'estero. Se il familiare vive in Italia, la detrazione spetta normalmente.
Torna all'inizioI figli a carico nel 730: età, limiti e casi particolari
I figli per essere a carico devono produrre un reddito annuo inferiore a 4.000 euro che superati i 24 anni scendono a 2.840,51 euro.
A partire dal 2025 i figli che compiono 30 anni non sono più a carico, ma non esistono limiti di età per quelli riconosciuti disabili ai sensi della Legge 104/92.
Fino ai 21 anni non si prendono le detrazioni in busta paga perché sono state sostituite dall'assegno unico universale che viene riconosciuto mensilmente dall'Inps. Superati i 21 anni si torna alle detrazioni, pertanto è bene avvisare il sostituto d'imposta, come l'azienda per cui si lavora o l'Inps in caso di pensione, della propria situazione familiare per ottenere quanto ci spetta in modo corretto.
Quale genitore dichiara il figlio?
Le detrazioni per i figli (naturali, riconosciuti, adottivi o affidati) spettano anche se questi non convivono con chi li dichiara a proprio carico e anche se non sono residenti in Italia. La detrazione viene riconosciuta a prescindere dal fatto che sia o meno ancora studente. L'unico limite che il Fisco impone ai genitori è che facciano metà per uno:
- se non sono separati, devono ripartirsi al 50% la detrazione per ogni figlio a carico. I genitori possono, di comune accordo, attribuire tutta la detrazione al genitore con reddito complessivo più alto, per evitare che sia persa in tutto o in parte se l'altro genitore possiede un reddito particolarmente basso. Per capire come godere al massimo della detrazione, fai qualche conto: la detrazione diminuisce all'aumentare del reddito, quindi attribuendola completamente al reddito più alto, lo sconto complessivamente percepito dalla famiglia risulta più basso;
- in caso di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione del matrimonio, la detrazione spetta al 100 % al genitore affidatario. Se il giudice ha deciso per l'affidamento congiunto si divide al 50 %. Anche in questo caso, però, è possibile - per i motivi appena ricordati - decidere di comune accordo di attribuire l'intera detrazione al genitore con reddito più elevato, a patto che, nell'affidamento congiunto, restituisca il 50 % della detrazione all'altro genitore.
Ci sono alcuni casi in cui la detrazione riconosciuta dopo i 21 anni spetta per intero a un solo genitore, e cioè:
- quando l'altro genitore è fiscalmente a suo carico;
- se uno dei genitori rimane vedovo/a con figli, anche se si risposa;
- per figli adottivi o affidati del solo contribuente, anche se è sposato;
Infine, se l'altro genitore è deceduto oppure non ha riconosciuto il figlio l'intera detrazione per il primo figlio potrebbe essere sostituita da quella per il coniuge, se più conveniente. La valutazione di convenienza dovrebbe esser fatta in automatico sia in caso di compilazione della dichiarazione precompilata online, sia se ci si rivolge a un Caf o a un professionista.
Se un figlio lavora, non è più a carico?
Il limite di reddito di 2.840,51 euro (4.000 per i figli fino a 24 anni) per essere a carico fiscalmente vale per l'anno considerato complessivamente: se un figlio di 23 anni ha fatto una collaborazione occasionale di soli due mesi, percependo complessivamente 4.200 euro lordi, il genitore perde le detrazioni per tutto l'anno perché queste non spettano neppure in parte. Se il genitore ha ottenuto indebitamente le detrazioni in busta paga o nella pensione, tramite il 730 le restituisce al Fisco, senza pagare sanzioni o interessi.
Tuttavia, è bene, appena si ha notizia di non aver più diritto alla detrazione, comunicarlo al proprio sostituto d’imposta, in modo che smetta di applicarle e non diventi poi oneroso doverle restituire con il 730.
Inoltre, se pur rimanendo sotto la soglia di reddito per esser a carico, il figlio produce del reddito che deve dichiarare (ad esempio con qualche collaborazione), dovrà presentare una propria dichiarazione dei redditi, barrando la casella "soggetto fiscalmente a carico di altri" (presente nel frontespizio di fianco al campo dedicato al codice fiscale del dichiarante). In questo modo i genitori che lo dichiarano a proprio carico possono continuare a percepire le detrazioni e recuperare le spese sostenute per lui.
Torna all'inizioIl coniuge a carico: condizione e limiti di reddito
Il coniuge, o la parte dell'unione civile, può essere dichiarato a carico se non raggiunge il limite di reddito di 2.850,41 euro lordi annui complessivi, a prescindere che sia convivente o che addirittura viva all'estero, L'unico vincolo per usufruire delle detrazioni è che non ci sia un provvedimento di separazione legal perché a partire dal 2025 non è più dichiarabile a carico come in passato.
Ogni volta che si fa riferimento al coniuge si intende anche ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. Pertanto ogni agevolazione prevista per i coniugi, compresa la possibilità di presentare la dichiarazione congiunta, si applica automaticamente anche agli uniti civilmente. Sono invece esclusi i conviventi di fatto.
Torna all'inizioI genitori a carico: solo se conviventi
A partire dal 2025 si possono dichiarare a carico solo gli ascendenti cioè, genitori, nonni e bisnonni che possiedono un reddito inferiore ai 2.840,51 euro e che risultano conviventi con il contribuente.
Non è più possibile dichiarare a carico e ottenere le relative detrazioni per:
- il coniuge legalmente separato (questa condizione deve risultare da una sentenza di separazione);
- i discendenti dei figli (i nipoti);
- i suoceri,
- i generi e le nuore;
- i fratelli, le sorelle, i fratellastri e le sorellastre.
Tuttavia, se questi familiari convivono o ricevono dal contribuente assegni alimentari non derivanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria, danno diritto ad
ottenere le detrazioni e le deduzioni per spese sostenute per loro. In pratica si deve provvedere economicamente al loro sostentamento senza ottenere detrazioni dirette per i familiari ma solo per spese.
Torna all'inizioLimiti di reddito per esser a carico dal 2025
Per essere considerati a carico conta il reddito complessivo annuo, che non deve essere superiore a 2.840,51 euro al lordo delle spese deducibili.
Solo per i figli di età compresa tra 21 e 24 anni il limite di reddito per esser considerati a carico sale a 4.000 euro lordi annui: fino al compimento dei 21 anni valgono le regole fissate per la percezione dell'assegno unico universale.
Per il calcolo di questo limite, il reddito dell'abitazione principale e delle relative pertinenze non si considera solo se il familiare ne ha pagato l'Imu (ad esempio perché la casa è di lusso). Lo stesso accade se ha pagato l'Imu sui fabbricati non affittati.
| Familiare | Condizione | Limite di reddito |
|---|---|---|
| figli | fino a 30 anni dal 2025 |
Reddito < 4.000 euro (fino ai 24 anni) Reddito < 2.840,51 (dai 25 anni) |
| figli disabili | nessun vincolo di età | |
| coniuge | sempre se non separato | Reddito < 2.840,51 |
| genitori e nonni | sempre se conviventi | |
| nipoti dei nonni | dal 2025 mai | |
| sorelle/fratelli | ||
| suoceri | ||
| generi/nuore | ||
Quali redditi contano per esser considerati a carico?
Per calcolare il limite di reddito, il Fisco non considera le eventuali deduzioni cui ha diritto il familiare dichiarato a proprio carico e conteggia anche i redditi su cui non si pagano le tasse o su cui si paga un'imposta sostitutiva:
- le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, da rappresentanze diplomatiche e consolari, da missioni e dalla Santa Sede;
- la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera e in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato (è il caso dei frontalieri);
- il reddito d'impresa o di lavoro autonomo assoggettato all'imposta sostitutiva agevolata per l'imprenditoria giovanile e per la mobilità, o al regime forfetario per gli esercenti attività d'impresa arti o professioni;
- le mance elargite dai clienti ai lavoratori impegnati nelle strutture ricettive e sulle quali pagano l'imposta sostitutiva.
- il reddito dei fabbricati su cui si paga la cedolare secca sugli affitti.
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Come compilare il prospetto dei familiari a carico nel 730
La compilazione del quadro dei familiari a carico è molto simile sia nel precompilato online che nella versione cartacea. Vediamo nel dettaglio come compilare le righe del quadro.
Come si compila il rigo 1 relativo al coniuge
Chi è sposato deve obbligatoriamente barrare la casella C nel quadro Coniuge e familiari a carico e riportare a colonna 5 il codice fiscale del coniuge, anche se non lo dichiara fiscalmente a suo carico. Non deve esser compilato solo in caso di decesso, annullamento, divorzio e separazione legale.
La casella mesi a carico è da utilizzare solo se, nel 2025, il coniuge è stato a carico. Se lo è stato per tutto l'anno, indicare 12. Se durante l'anno c'è stata una separazione legale o il matrimonio è stato sciolto o annullato oppure il coniuge è morto, bisogna riportare solo il numero di mesi in cui è stato a carico. Il mese si considera sempre intero. Per esempio, se le nozze sono state celebrate nel maggio del 2025, la detrazione spetterà per otto mesi (da maggio a dicembre).
Come si compilano i righi per figli e ascendenti
I figli vanno indicati nella prima pagina del 730, nel quadro dei familiari a carico, nei righi da 2 a 5:- nel primo rigo, barra la casella F1 per il primo figlio a carico, cioè quello di età anagrafica maggiore tra quelli a carico;
- nei righi successivi barra alternativamente le caselle F per indicare un figlio successivo al primo, G se si tratta di un ascendente, D se il figlio è disabile ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 104 del 1992 (non occorre la gravità data col comma 3 dell'articolo 3). In questo caso, non è necessario barrare anche la casella F o P se è un altro familiare a carico per cui non si prendono le detrazioni ma si recuperano le spese.
- nella casella codice fiscale, riportare il codice fiscale di ciascuno dei figli o degli altri familiari che si dichiarano a carico, anche se le detrazioni vengono percepite da un altro soggetto. Ricordarsi di inserire il codice fiscale anche dei figli eventualmente residenti all'estero. Il codice fiscale dei figli in affido preadottivo non deve essere indicato.
- nella casella n. mesi a carico indica il numero dei mesi dell'anno durante i quali il figlio o il familiare è stato a carico. Per esempio, per un figlio nato il 14 settembre 2025, la detrazione spetta per quattro mesi (da settembre a dicembre), pertanto nella casella si indica 4.
- nella casella percentuale scrivi la percentuale di detrazione spettante: 100 per l'intera detrazione, 50 per la metà e 0 se la detrazione spetta interamente all'altro genitore in caso di figlio;
- il genitore che fruisce dell'intera detrazione in caso di affidamento congiunto, esclusivo o condiviso dei figli deve barrare la casella detrazione 100% affidamento figli. Se il genitore affidatario, o in caso di affidamento congiunto, non può usufruire in tutto o in parte della detrazione, ad esempio per limiti di reddito, la detrazione viene assegnata interamente all'altro genitore. Ovviamente, questa situazione può essere oggetto di valutazione in sede di accordo economico di separazione;
- nella casella n. mesi detrazione figli età da 21 e inferiore a 30 bisogna indicare la situazione del figlio a carico che aveva da 21 a 30 anni nel 2025. Per chi compie 21 anni nel 2025 si considerano i mesi a partire da quello del compleanno compreso, per chi ne compie 30 si contano i mesi fino a quello precedente il compleanno. PEr i figli disabili con almeno 21 si indica 12;
- nella casella “numero di figli in affido preadottivo a carico del contribuente”, si indica quanti siano i figli in affido preadottivo. In questo caso, per ognuno di loro deve esser stata barrata la casella "F", "F1" o "D" con i dati relativi ai mesi per i quali sono stati a carico, utilizzando un rigo per ciascuno. Il campo relativo al loro codice fiscale deve esser lasciato in bianco in modo tale da garantire una maggior tutela della loro privacy.
Se uno dei genitori è deceduto oppure non ha riconosciuto il figlio l'altro genitore ha diritto per il primo figlio maggiore di 21 anni alla detrazione prevista per il coniuge a carico, mentre per gli altri figli all'intera detrazione. In questo caso, nella casella percentuale del rigo 2, in cui viene indicato il primo figlio, si deve scrivere la lettera C. Se la detrazione non spetta per l'intero anno, bisogna compilare il rigo 2 per i mesi in cui la detrazione è riconosciuta come figlio e il rigo 3 per i mesi in cui spetta come coniuge.
Come dichiarare figli e coniuge nel 730 precompilato
Nella compilazione del 730 precompilato i principi da seguire sono gli stessi di quello ordinario, in questo modello, ciò che cambia è la possibilità di utilizzare menu a tendina per una compilazione guidata e soprattutto, qualora nulla fosse cambiato rispetto allo scorso anno i dati sono già inseriti.
Questo non vieta di modificarli, ad esempio perché si decide di divider diversamente la percentuale di detrazione spettante per i figli che hanno più di 21 anni o perché il figlio indicato non risulta più a carico. Anche con il precompilato è possibile utilizzare due righi diversi per lo stesso figlio se sono cambiate le condizioni in corso d'anno.
Inoltre, vista la modifica normativa a partire dal 2025 per la possibilità di dichiarare a carico altri familiari, è possibile che alcuni dei familiari che fino al 2024 erano inseriti come a carico, ora non siano più indicati.
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