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Spese detraibili e deducibili per i familiari a carico: cosa cambia nel 730/2026

Chi ha familiari a proprio carico fiscalmente può recuperare molte spese nel 730, non solo quelle mediche. Dal 2025 le regole sono cambiate perché le detrazioni per i figli a carico si fermano ai 29 anni (salvo disabilità) e quelle per gli altri familiari spettano ora solo agli ascendenti conviventi, ma le spese sostenute anche per gli altri familiari rimangono detraibili o deducibili. In questa guida trovi l'elenco aggiornato delle spese recuperabili, come suddividerle tra i genitori, le regole sulla tracciabilità dei pagamenti e come si calcolano le detrazioni che ti spettano davvero.

Con il contributo esperto di:
25 marzo 2026
donna e bambino guardano un foglio

Dichiarare a proprio carico il coniuge, un figlio o un genitore convivente non dà diritto solo alle relative detrazioni per carichi di famiglia: permette anche di recuperare diverse spese sostenute per loro, sotto forma di detrazioni o deduzioni dal reddito. Con il 730/2026, che riguarda i redditi del 2025, cambiano le regole su chi può essere dichiarato a carico ma i familiari per i quali puoi recuperare le spese rimangono le stesse. Vediamo cosa si può recuperare, come attribuire le spese tra i genitori e come calcolare quanto spetta davvero. Torna all'inizio

I familiari a carico nel 730/2026: le novità

A partire dal 2025, le regole per poter percepire le detrazioni per i familiari a carico sono cambiate. Infatti, si possono ottenere solo quelle per i figli, il coniuge e i genitori/nonni a carico. Tuttavia, gli altri familiari, come sorelle/fratelli, suoceri o nipoti, benché non facciano ottenere detrazioni dirette possono esser dichiarati comunque a carico per il recupero delle loro spese.  

Familiare a carico Detrazione carichi
di famiglia
Spese recuperabili
Coniuge (non separato)
Figlio dai 21 ai 29 anni
Figlio con disabilità
maggiore 21 anni
Sì sempre
Figlio under 21 No (Assegno Unico)
Figlio dai 30 anni in sù No
Genitore/ascendente convivente
Fratello/sorella, genero, nuora, suoceri o nipoti dei nonni No Sì (se conviventi o con assegno alimentare)
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Quali spese si possono recuperare per i familiari a carico

Dichiarando a proprio carico un familiare, a prescindere si ottengono le relative detrazioni ma si possono recuperare anche alcune spese che lo riguardano, sotto forma di detrazioni o deduzioni dal reddito:

Come si dichiarano le spese per adozione internazionale

Nel quadro E, tra le spese deducibili, si indica al rigo E26 la spesa sostenuta dai genitori per le procedure di adozione internazionale. A colonna 1 indicare il codice 21 e a colonna 2 la spesa sostenuta.

In particolare sono deducibili dal reddito il 50% delle spese sostenute dai genitori per l'adozione di minorenni stranieri. Queste spese devono essere certificate dall’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione. Sono deducibili le spese sostenute nell’anno, a prescindere dalla conclusione effettiva dell’adozione, tra cui quelle per l’assistenza che i genitori hanno ricevuto, per la legalizzazione o la traduzione dei documenti, per la richiesta di visti, per i viaggi e il soggiorno all’estero, per l’eventuale quota associativa se la procedura è stata curata da enti e le altre spese documentate per l'adozione del minore.

Come si deduce l'assegno di mantenimento al coniuge

Nel quadro E tra le spese deducibili, si indicano al rigo E22 i versamenti periodici effettuati al coniuge, anche se residente all’estero, a seguito di separazione legale ed effettiva (non di fatto), di scioglimento o annullamento del matrimonio, o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura indicata nel provvedimento dell’autorità giudiziaria. Indicare a colonna 1 il codice fiscale del coniuge e a colonna 2 l'importo. 

In particolare:

  • se nel provvedimento di separazione non viene specificata la quota relativa al mantenimento dei figli, nella dichiarazione si inserisce il 50% della somma, indipendentemente dal numero dei figli. Pertanto sarà deducibile esclusivamente la metà dell’importo erogato;
  • se la sentenza del giudice prevede l'adeguamento Istat dell'assegno, rientrano nella deduzione anche questi aggiornamenti di importo;
  • non si possono dedurre assegni corrisposti volontariamente dal coniuge al fine di sopperire alla mancata indicazione da parte del Tribunale di meccanismi di adeguamento dell’assegno di mantenimento;
  • è deducibile anche il cosiddetto “contributo casa”, cioè le somme erogate per il pagamento del canone di locazione e delle spese condominiali dell’alloggio del coniuge separato. Se la quantificazione del “contributo casa”non è stata stabilita nel provvedimento di separazione, si può determinare in modo indiretto se, ad esempio, il giudice ha stabilito l’obbligo di pagamento dell’importo relativo al canone di affitto o delle spese ordinarie condominiali relative all’immobile a disposizione dell’ex coniuge. Nel caso in cui queste somme riguardino l’immobile a disposizione della moglie e dei figli, la deducibilità è limitata alla metà delle spese sostenute.

Il coniuge che percepisce queste somme le deve inserire nel 730 tra i redditi e deve versare le relative imposte. Per entrambi gli ex coniugi, occorre conservare la sentenza di separazione o divorzio e i bonifici o le ricevute rilasciate dal soggetto che ha percepito la somma per verificare gli importi effettivamente versati ed eventualmente il contratto d’affitto o altra documentazione da cui risulti l’importo delle spese condominiali, insieme alla documentazione che prova l’avvenuto versamento.

Gli importi dell'assegno al coniuge che non si deducono

Come abbiamo visto non tutto quello che viene corrisposto all'ex coniuge può esser dedotto dal reddito e, parimenti dichiarato da chi lo percepisce. Sono esclusi dalla deduzione:

  • gli assegni versati per i figli;
  • l’assegno versato al coniuge per il quale è stato stabilito da giudice il pagamento mensile per un periodo di tempo definito perché si considera come il versamento in un'unica soluzione rateizzato;
  • le somme corrisposte in unica soluzione al coniuge separato o divorziato;
  • le somme corrisposte dal coniuge a titolo di quota di mutuo versata al posto dell’assegno di mantenimento, nel caso in cui l’altro coniuge abbia comunque rinunciato all’assegno di mantenimento.
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Come attribuire le spese dei figli tra genitori

Spese detraibili e deducibili variano in base a chi dichiara di aver il figlio a carico:

  • se i due genitori dichiarano il proprio figlio a carico al 50% non sono obbligati a dividersi a metà le detrazioni per le spese sostenute per lui, (quali quelle mediche, scolastiche, universitarie ecc…);
  • se un solo genitore dichiara a proprio carico il figlio, dovrà necessariamente attribuirsi tutte le sue spese.

Quando si opta per una suddivisione diversa dal 50% è necessario annotarla sulla documentazione di spesa (fattura o scontrino) in questo modo, se si consegna la documentazione a terzi per la compilazione del 730 questi saranno in grado di indicare la scelta correttamente, viceversa, in caso di 730 precompilato, in caso di controllo si è in grado di documentare quanto inserito.

Quando conviene attribuire le spese a un solo genitore

Per cercare di recuperare il più possibile dalla dichairazione dei redditi bisogna seguire due regole nella divisione delle spese sostenute per i figli:

  1. le spese deducibili vanno sempre attribuite al genitore che ha il reddito più alto, perché recupera la propria aliquota marginale. Ad esempio, dedurre una spesa di 1.000 euro da un reddito di 35.000 euro significa recuperare 350 euro (nel 730 del prossimo anno saranno 330), dedurla da un reddito di 25.000 euro permette di recuperare solo 230 euro.
  2. se c'è una franchigia meglio concentrarle su chi ha già spese personali che la superano. Ad esempio, per detrarre le spese mediche (franchigia indetraibile di 129,11 euro), se la mamma ha sostenuto 500 euro di spese mediche per sé e il papà invece ha solo una fattura a lui intestata di 50 euro, sarà più convenienteattribuire atribuire le spese del figlio alla mamma. Infatti il papà essendo sotto la franchigia non recupera le proprie spese e, attribuendogli quelle del figlio, perderebbe la parte di queste fino a concorrenza della franchigia. In pratica, nel complesso la famiglia ci perde.

Novità 2026: il riordino delle detrazioni per chi guadagna oltre 75 mila euro

Dal 2025 chi ha un reddito complessivo superiore a 75 mila euro non può portare in detrazione tutte le spese senza limiti: la legge di Bilancio 2025 ha introdotto un massimale complessivo sulle spese detraibili, che dipende dal reddito e dal numero di figli a carico.

Questo comporta che in caso di spese detraibili sostenute per i figli, la scelta migliore è quella di attribuirle al coniuge che non raggiunge questo imponibile annuo, così da non perderne una parte. Si salvano da questa ulteriore sforbiciata solo le spese sanitarie sostenute per familiari a carico.

L'ulteriore vincolo alle detrazioni è rappresentato da chi guadagna più di 50 mila euro, che tramite la dichiarazione dei redditi restituisce i 260 euro che ha ottenuto in busta paga durante l'anno riducendo le detrazioni che gli spettano di pari importo.

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Come modificare le spese dei familiari nel 730 semplificato

Nel 730 semplificato, le spese detraibili e deducibili sono indicate nel dettaglio, basta cliccare sulla “matitina in campo blu” a fianco di ogni spesa per accedere a tutte le informazioni e, nel caso, modificarle.

In particolare, per ogni singola spesa è possibile optare o meno per il suo utilizzo nel 730. Ad esempio, accedendo al riepilogo delle spese sostenute per i figli, che vengono imputate di default al 50% tra i genitori, è possibile scegliere una percentuale differente di spartizione per ognuna di esse. Nello stesso modo è possibile modificare quanto risulta come rimborso dell’assicurazione medica, correggendo l’importo se ci risulta differente oppure scegliendo di non utilizzare la spesa e indicare, nella scheda di dettaglio di ogni singola spesa il rimborso ottenuto.

Purtroppo, in caso di difficoltà nell’incrociare i dati riportati nel 730 semplificato con quanto in nostro possesso, la scelta di utilizzare il 730 precompilato potrebbe risultare più semplice.

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Pagamento e tracciabilità: cosa serve davvero

Le spese detraibili devono essere pagate con strumenti tracciabili. La spesa si considera sostenuta dall'intestatario della fattura o dello scontrino, non da chi materialmente ha pagato: questo significa che il figlio può pagare con la propria carta una spesa del genitore, purché la fattura sia intestata al genitore e sia dimostrabile che questi ha poi rimborsato il figlio.

Se il pagamento viene eseguito con uno strumento intestato a un altro soggetto (anche non fiscalmente a carico), l'intestatario della spesa deve poter dimostrare di aver effettivamente sostenuto la spesa. Sono accettati:

  • una dichiarazione del contribuente di aver rimborsato chi ha pagato;
  • l'indicazione in fattura che il pagamento è stato fatto con mezzi tracciabili;
  • la cointestazione del conto d'appoggio dello strumento di pagamento utilizzato.
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Come si calcolano le detrazioni per i familiari a carico

Le detrazioni per i familiari a carico vengono calcolate con formule matematiche che considerano:

  • il livello di parentela che lega dichiarante e familiare
  • il reddito del dichiarante
  • il periodo di tempo durante l'anno per il quale è durata la condizione di familiare a carico

In particolare, il reddito considerato per il calcolo è al netto dell’eventuale deduzione per l’abitazione principale e le sue pertinenze, cui però si sommano anche i redditi da locazione su cui si paga la cedolare secca.

mesi di spettanza della detrazione vengono considerati per intero anche se la condizione è verificata per un giorno solo nel mese, ad esempio in caso di matrimoni o decessi. Invece, al superamento del limite di reddito di 2.850,41 euro (o 4.000 per i figli dai 21 fino a 24 anni) la detrazione non spetta in alcun modo, nemmeno in parte.

Attenzione! Nell'utilizzo delle formule indicate nei paragrafi seguenti, ogni volta che viene calcolato un quoziente si considerano le prime 4 cifre decimali tronche: così se il risultato fosse 0,56789, nella formula successiva si considererebbe 0,5678.

La detrazione per i figli a carico

Per i figli, dalla nascita al compimento dei 21 anni (o oltre se disabili) spetta l'assegno unico universale, al superamento del limite di età si possono percepire le detrazioni che, per lavoratori e pensionati vengono indicate direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione.

Il Fisco sconta 950 euro per ogni figlio di età compresa tra i 21 e i 30 anni.

La detrazione, deve essere rapportata al numero di mesi in cui il figlio è stato a carico e alla percentuale di spettanza. Per determinare l’ammontare della detrazione che spetta si calcola:

Incremento = (numero di figli a carico - 1) x 15.000

Quoziente = [(95.000 + Incremento) - Reddito complessivo] / (95.000 + Incremento)

Se il Quoziente è compreso tra zero e uno, si sommano le detrazioni teoriche determinate con riferimento a ciascun figlio e si calcola la detrazione spettante:

Detrazione spettante = Totale Detrazioni Teoriche x Quoziente

Un esempio di calcolo della detrazione per i figli

Mario Rossi ha un solo figlio a carico di 23 anni al 50% per tutto l’anno. Di conseguenza la detrazione teorica sarà:

Detrazione teorica = 950 x 50% = 450

Ipotizzando che Mario abbia un reddito complessivo di 30.000 euro e 1.000 euro di deduzione per l'abitazione principale perché non ha versato l'Imu:

Reddito Netto = 30.000 - 1.000 = 29.000

Incremento = (1 - 1) x 15.000 = 0

Quoziente = (95.000 - 29.000) / 95.000 = 0,6947

Detrazione spettante = 450 x 0,6947 = 312,62

La detrazione per il coniuge a carico

Le detrazioni spettanti per la dichiarazione del coniuge a carico variano in base al reddito complessivo del coniuge dichiarante.

Se il reddito complessivo non supera i 15.000 euro, la detrazione per il coniuge si calcola con la seguente formula:

Detrazione spettante = [800 - (110 x reddito complessivo)] / 15.000

La detrazione deve esser rapportata ai mesi per cui il coniuge viene dichiarato a carico.

Se il reddito è compreso tra 15.000 e 40.000 euro, la detrazione, invece, si calcola così:

Detrazione spettante = 690 x mesi a carico/12

Calcolata la detrazione, se il reddito è compreso tra 29.000 e 35.200 euro, alla detrazione si sommano

importi fissi che non dipendono dai mesi per cui hai dichiarato il coniuge a carico.

Ulteriore detrazione per coniuge a carico
Reddito in euro Maggiorazione
spettante in euro
Da   29.000 a 29.200 10
Da   29.200 a 34.700 20
Da   34.700 a 35.000 30
Da   35.000 a 35.100 20
Da   35.100 a 35.200 10

Se il reddito è compreso tra 40.000 e 80.000 euro, la formula per il calcolo è:

Detrazione spettante = [690 x (80.000 - reddito complessivo)] / 40.000

Se il reddito supera gli 80.000 euro, il Fisco non riconosce alcuna detrazione per il coniuge che hai dichiarato a tuo carico.

Un esempio di calcolo della detrazione per il coniuge

Mario si è sposato con Maria a settembre, poiché lei non possiede redditi lui la può dichiarare a suo carico per 4 mesi. Ipotizziamo che Mario possegga un reddito di 30.000 euro: detrazione spettante: 690 x 4 / 12 = 230 euro cui si somma l’ulteriore detrazione di 20 euro per un totale di 250 euro annui.

La detrazione per gli altri familiari 

La detrazione teorica prevista per gli ascendenti è di 750 euro. Questa detrazione, nei casi in cui l’obbligo del mantenimento fa capo a più persone, va suddivisa in misura uguale tra gli aventi diritto.

Le detrazioni per familiari a carico devono essere rapportate ai mesi per cui si dichiara a carico il familiare.

Quindi, per individuare la detrazione spettante, si calcola:

Quoziente = (80.000 - Reddito complessivo) / 80.000

La detrazione spettante è:

Detrazione spettante = Totale Detrazione Teorica x Quoziente

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