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Polizze per anziani: ecco a cosa stare attenti

31 marzo 2015
polizze anziani

31 marzo 2015

Le polizze assicurative per cautelarsi dalla perdita di autosufficienza possono rivelarsi molto utili, soprattutto al giorno d'oggi perché lo Stato stanzia sempre meno fondi. Ma stai attento alle condizioni.

In Italia gli anziani non autosufficienti stanno aumentando e lo Stato stanzia sempre meno risorse in loro favore: questo fatto ha acceso, negli ultimi anni, un riflettore sulle polizze assicurative o Long term care. Questi prodotti servono a garantire il pagamento di un’indennità, nel caso in cui si perda la capacità di badare a se stessi. Si suddividono in polizze malattia e polizze vita.

Riscatto e riduzione: come funzionano?

Abbiamo messo a confronto otto polizze vita e quattro polizze malattia: due di queste ultime garantiscono, oltre al rimborso delle spese mediche, anche un’indennità sostitutiva, le altre, invece, solo il pagamento della rendita mensile, come se fossero polizze vita.. Questi prodotti prevedono pagamenti per lunghi periodi di tempo ed è bene valutare cosa potrebbe succedere se, per qualsiasi motivo, si è costretti a cessare i versamenti. Nessuna polizza prevede il riscatto di quanto versato, cioè la restituzione dei soldi, in cambio della rinuncia alla rendita. Tutte, tranne Axa, Axa Mps e Ergo, riconoscono la riduzione dell’indennità prevista: in pratica i versamenti minori comportano di conseguenza un’indennità più bassa. E’ bene tenere a mente che le polizze malattia, invece, non riconoscono nulla: in caso di mancato versamento del premio periodico si perde ogni diritto.

Autosufficienza: come viene riconosciuta?

L’elemento più delicato di questi contratti è rappresentato dalla procedura di riconoscimento dello stato di non autosufficienza. Le compagnie si basano sulla capacità dell’assicurato di compiere le normali attività quotidiane: mangiare, lavarsi, vestirsi, svestirsi e muoversi. Il riconoscimento avviene in base al raggiungimento di un certo punteggio e, in molti casi, solo se l’assicurato non riesce in tre delle quattro attività quotidiane. Da questo punto di vista la migliore è Vittoria perché si basa sul certificato del medico curante. In caso di disturbi neurologici Vittoria richiede, però, l’intervento di uno specialista che esegue un test e, eventualmente, entra in gioco anche il medico della compagnia.

Chi è escluso?

Tutti i contratti possono essere stipulati solo da persone perfettamente autosufficienti e solitamente fino a un massimo di 67/70 anni di età. Prima di firmare bisogna compilare un questionario sanitario. Tutte le polizze prevedono un periodo di attesa da sei mesi a un anno (la carenza) prima che la copertura si attivi. Per malattie come l’Aids la carenza è di 7 anni, per l’Alzheimer di 3 anni. Per quanto riguarda le esclusioni la non autosufficienza determinata da tentativi di suicidio, automutilazioni, uso non terapeutico di stupefacenti, abuso di alcol, malattie non curate correttamente per negligenza o non dichiarate al momento della firma, sono tutte cause che esonerano le compagnie a versare quanto dovuto.

Cosa non sottovalutare

Innanzitutto la compagnia può aumentare il premio con un preavviso di 90 giorni, dopo cinque anni dall’inizio del contratto. Se l’assicurato non è d’accordo può recedere dal contratto e ricevere la rendita ridotta calcolata sui versamenti effettivi. La detrazione fiscale del 19% sul premio è attiva, ma potrebbe anche essere cancellata da una legge finanziaria. Infine non è detto che siate destinati a perdere l’autosufficienza oppure ad averne una che faccia scattare la rendita, anche se sopra i 75 anni. Questa sorte tocca a un terzo della popolazione italiana. 


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