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Sospensione cashback dal 1 luglio, ma tornerà nel 2022

Stop al cashback di Stato: la conferma è arrivata con il provvedimento inserito nel decreto lavoro approvato il 30 giugno. L'iniziativa a cui hanno aderito 8,9 milioni di italiani è stata sospesa per il secondo semestre del 2021, ma tornerà nei primi sei mesi del 2022. Chi ha maturato i requisiti, effettuando pagamenti tra gennaio e giugno 2021, riceverà i rimborsi entro il 29 agosto 2021. Per il Supercashback bisognerà aspettare ancora: i rimborsi arriveranno entro il 30 novembre 2021.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
01 luglio 2021
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  • Anna Vizzari
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  • Roberto Usai
Sospensione cashback

Con una nuova norma inserita nel decreto legge lavoro e fisco e approvata il 30 giugno, il cashback di Stato è stato sospeso per il secondo semestre 2021 e riprenderà nei primi sei mesi del 2022. Quindi è già stato sospeso il cashback del secondo semestre, quello che avrebbe dovuto premiare i pagamenti digitali effettuati nei periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2021. La sospensione del cashback permette allo Stato di recuperare circa 1,5 miliardi di euro che saranno destinati agli ammortizzatori sociali. 

8,9 milioni di italiani hanno aderito all'iniziativa

Durante questo primo semestre sono stati 8,9 milioni gli italiani che si sono iscritti al cashback. Di questi più si 6 milioni milioni hanno effettuato almeno 50 operazioni digitali, requisito indispensabile per ottenere il rimborso del 10% dei pagamenti, per un massimo di 150 euro a semestre. Guardando le statistiche dei pagamenti risulta che il cashback ha abituato gli italiani iscritti a usare le carte per pagare ovunque, anche gli importi più bassi. In effetti lo scontrino medio registrato è stato di circa 35 euro e i pagamenti più diffusi tra gli iscritti sono stati quelli compresi tra i 25 e i 50 euro, seguiti, subito dopo, da quelli entro i 5 euro. Insomma, le carte e gli altri strumenti digitali sono stati utilizzati anche per pagare le consumazioni al bar o gli acquisti in panetteria o in luoghi in cui tradizionalmente è più difficile pagare in modi diversi dal contante. 

I rimborsi del primo semestre entro il 29 agosto

Cosa succede per chi ha maturato il diritto al rimborso per il primo semestre 2021? Non cambia niente per i rimborsi relativi al primo semestre 2021, quindi quelli relativi ai pagamenti effettuati tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2021. Chi ha maturato il diritto ad ottenere il rimborso (quindi ha effettuato nel primo semestre 2021 almeno 50 pagamenti digitali) avrà un accredito del cashback direttamente sull’Iban indicato al momento dell’iscrizione, entro 60 giorni (quindi entro il 29 agosto 2021). Ricordiamo anche che, per i primi 100.000 utilizzatori che abbiano fatto il maggior numero di operazioni nel semestre, è previsto anche un supercashback di 1.500 euro che si aggiunge al cashback ordinario. La classifica del supercashback sarà elaborata in maniera definitiva solo  a fine settembre dopo che Consap avrà deciso su tutti i reclami arrivati.  In questo caso i pagamenti avverranno entro il 30 novembre 2021. Il decreto legge individua anche le nuove date per i rimborsi del primo semestre dell 2022 che per il cashback ordinario arriveranno entro fine agosto 2022 e entro il 30 novembre 2022 per il Supercashback. 

Cosa fare in caso di problemi

In caso di problemi nel nostro speciale potete trovare la procedura per inviare un reclamo alla Consap, la società che gestisce i rimborsi, o come protestare direttamente con la App IO. Si riducono però i termini per protestare: non sono più 4 mesi dal rimborso. Adesso è possibile fare un reclamo nel periodo compreso tra i 15 giorni successivi alla chiusura del semestre e il 29 agosto 2021 per le transazioni relative al primo semestre 2021. Entro 30 giorni dalla scadenza del termine per fare ricorso Consap darà risposta. Oltre ai possibili problemi riscontrati dai consumatori, rimangono ancora i nodi da sciogliere relativi alle commissioni di incasso ancora troppo alte: è per questo che abbiamo inviato una richiesta al Governo per chiedere misure che favoriscano anche gli esercenti. Il credito di imposta loro riconosciuto per le commissioni di incasso e la gestione del pos, nel caso in cui l'esercente abbia un fatturato non superiore a 400.000 euro, passa dal 30 al 100% nel caso in cui l'esercente adotti strumenti di pagamento digitale, anche evoluto, nel periodo tra il 1° luglio 2021 e il 31 dicembre 2022.