News

Cashback al via: si parte il 1° dicembre. Come funziona e cosa sappiamo finora

Di cashback si continua a parlare a più riprese ormai da diversi mesi. L'iniziativa che prevede il rimborso del 10% di quanto speso con sistemi di pagamento elettronico partirà ufficialmente il 1° dicembre. Incassato l'ok del Garante della Privacy sul regolamento attuativo, il provvedimento è alle battute finali. Ecco come funziona, chi può aderire e cosa sappiamo finora.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
15 ottobre 2020
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
Bancomat Pay

Nelle ultime settimane il cashback è uno degli argomenti che sta catalizzando l'attenzione a più riprese. Ma di cosa si tratta? È un'iniziativa messa in campo dal Governo per incentivare i pagamenti non in contante attraverso un sistema di restituzione in denaro di una percentuale di quanto si è speso nell'arco dell'anno. Una misura che si inserisce in un contesto più ampio di lotta al contante prevista, tra gli altri, anche dal decreto Agosto convertito in legge il 14 ottobre 2020. Di incentivi ai pagamenti elettronici si parlava già nell'ultima manovra finanziaria che aveva introdotto le disposizioni di un cashback di Stato, segnale che questa è una delle priorità su cui l'attuale Governo sta concentrando le proprie attenzioni.

Quando inizia il programma di cashback

Inizialmente la partenza del cashback era fissata per lo scorso 1° luglio, ha quindi avuto una prima proroga al 1° gennaio 2021 e ora è ufficiale l'avvio del 1° dicembre 2020. Dopo il parere positivo del Garante della Privacy allo schema di regolamento, la misura deve ora essere definita da un decreto attuativo del Ministero dell'Economia, che dovrà anche definire casi e criteri per il rimborso, come le eventuali forme di adesione volontaria degli esercenti, i criteri per l'attribuzione del rimborso, anche in relazione ai volumi e alla frequenza degli acquisti, e anche quali strumenti di pagamento saranno validi per il rimborso e per quali tipologie di spesa.  Il decreto dovrà arrivare entro il 28 novembre (entro 45 giorni dopo l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Agosto). Per i rimborsi sono stati stanziati 3 miliardi di euro per il 2021 e altri 3 miliardi di euro per il 2022. Entrambi gli importi potranno essere aumentati con le maggiori entrate fiscale che il Governo pensa di ottenere grazie all'emersione del nero come conseguenza del cashback sui pagamenti. 

A chi spetta il cashback

Potranno beneficiare del cashback tutti i maggiorenni residenti in Italia e saranno ammessi indistintamente tutti gli acquisti fatti come consumatori, quindi non sono contemplati quelli effettuati nell'ambito dell'attività professionale o imprenditoriale. Per poter usufruire del rimborso, gli acquisti di beni o servizi dovranno essere pagati in modalità elettronica, sono quindi ammesse sia le carte di pagamento che le app. Per partecipare all'iniziativa bisognerà iscriversi con la propria Spid o con la carta d'identità elettronica a IO.it, l'app di PagoPA che è già stata usata per erogare il bonus vacanze, oppure a dei sistemi che saranno messi a disposizione da banche e istituti di pagamento convenzionati con PagoPA: vedremo quali saranno i dettagli e, soprattutto, quando arriveranno questi sistemi alternativi a IO.it. In fase di registrazione, oltre al proprio codice fiscale, l'utente dovrà indicare gli strumenti di pagamento elettronici che utilizza e anche l'Iban su cui verrà poi accreditato il cashback. Dal 1° dicembre al 31 dicembre 2020 inizierà una fase sperimentale e avranno diritto al rimborso tutti coloro che si iscriveranno al sistema e faranno almeno 10 operazioni cashless. PagoPA mette a disposizione anche un servizio di assistenza che aiuterà gli utenti nella registrazione all'app IO.it e gestirà i reclami legati alle operazioni registrate. 

Quali tipologie di spesa sono ammesse

Stando alle indiscrezioni, il cashback riguarderà indistintamente qualsiasi tipologia di spesa pagata in modalità elettronica, quindi gli acquisti di generi alimentari, di capi di abbigliamento, spese mediche, i pagamenti nei ristoranti o tutte le altre tipologie di spesa, escluse quelle fatte online. Questa scelta è dettata dal fatto che si cerca di dare una spinta agli acquisti nei negozi tradizionali e, non meno importante, bisogna considerare che online è possibile fare acquisti solo con pagamenti elettronici, non avrebbe senso perciò una misura che incentivi questi sistemi che sono di fatto gli unici ammessi. 

Quanto è possibile recuperare grazie al cashback

Il regolamento che stabilirà i dettagli del cashback non è ancora definitivo, ma l'ipotesi ritenuta più attendibile prevede un rimborso pari al 10% di quanto speso dal consumatore, a patto che i pagamenti elettronici nell'arco dell'anno saranno pari ad almeno 3.000 euro (questo potrebbe anche essere il tetto massimo) e che si facciano almeno 50 operazioni cashless a semestre: di fatto si potrebbe trattare quindi di un rimborso minimo o massimo di 300 euro. Si parla inoltre di un supercashback: in pratica un rimborso di 3.000 euro che verrà riconosciuto in aggiunta al cashback standard ai primi 100.000 registrati che abbiano effettuato il maggior numero di operazioni cashless, a patto che eseguano almeno 50 operazioni di pagamento nel corso dell'anno. Ma come verrà erogato il cashback? Il rimborso sarà erogato in due tranche: una a giugno 2021 e l'altra a dicembre 2021. Deve invece ancora essere chiarito come funzionerà il rimborso nella fase sperimentale dal 1° al 31 dicembre 2020. In questo caso dovrebbe trattarsi di un rimborso che arriva subito e non con la tranche di giugno 2021 se sono state fatte almeno 10 operazioni cashless nel corso del mese. Vedremo meglio i dettagli con il Regolamento. 

Buone le intenzioni, ma si può migliorare

Nonostante l'intento sia quello di incentivare i pagamenti diversi dal contante, premiando chi utilizza sistemi di pagamento elettronici, ci sono alcuni punti che riteniamo possano meritare maggiore attenzione: a iniziare dal fatto che al tavolo che sta gestendo l'iniziativa non è stata prevista la presenza di stakeholder in rappresentanza dei consumatori. Da una nostra analisi, inoltre, i 3 miliardi di euro all'anno stanziati potrebbero non bastare. A titolo di esempio, partiamo dalla spesa alimentare: secondo i dati Istat, ogni famiglia spende in media 425 euro al mese, per un totale di 5.100 euro all'anno. Se teniamo conto che le famiglie italiane sono 16 milioni e se mettessimo in conto di riconoscere a tutte il rimborso del 10% dei pagamenti elettronici, sarebbero necessari 8,16 miliardi. Non tutte utilizzeranno le carte e non tutte aderiranno all'iniziativa, certo, ma è anche per questo motivo che si parla già di un tetto massimo oppure un limite minimo di spesa per accedere al rimborso. Anche l'inserimento di un numero di transazioni elettroniche da realizzare (almeno 50 in un semestre) va in questa direzione.

Nel mentre, il Garante della Privacy ha dato l'ok allo schema di Regolamento, chiedendo solo di avere maggiori dettagli sul funzionamento dell'app IO.it, in particolare sull'utilizzo di notifiche push, sull'attivazione automatica di servizi non espressamente richiesti dall'utente e, infine, anche sul trasferimento dei dati personali verso paesi terzi. 

  • Di pagamenti elettronici abbiamo parlato lo scorso 6 ottobre nel corso del webinar Basta un click. Pagamenti digitali: rischi e opportunità. Qui il video completo: