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Conti correnti, rincari ingiustificati: è ora di rimborsare

04 agosto 2017
Aumentano i costi dei conti correnti: è il momento di cambiare

04 agosto 2017

Banca d'Italia ha richiamato le banche al rispetto delle regole del Testo Unico Bancario: giustificare gli aumenti con la contribuzione al Fondo di solidarietà o con generici scenari di mercato non è lecito. L'Autoritá ha chiesto alle banche di restituire le nuove spese ai clienti. Segui i nostri consigli per difendere i tuoi diritti.

Dall'autunno del 2016 molte banche (come Banco Popolare, Ubi Banca, Deutsche Bank e Intesa San Paolo) hanno aumentato i costi dei conti correnti giustificandoli con motivazioni generiche come la contribuzione al Fondo di solidarietà o la diminuzione dei tassi di mercato. Motivi non giustificati come invece richiesto dal Testo unico Bancario. Per questo abbiamo segnalato il comportamento illecito delle banche a Banca d'Italia che già aveva richiamato gli operatori al rispetto delle regole con una comunicazione ad aprile del 2017. Ed ora l'Autorità ci ha comunicato di aver chiesto alle banche di restituire quanto fatto pagare illecitamente ai clienti.

Ma le banche possono cambiare le condizioni dei conti? 

Sì, la facoltà delle banche di cambiare le condizioni economiche dei conti correnti è prevista dalla legge, purché venga specificato un giustificato motivo e che questo venga indicato sulla comunicazione. Le motivazioni date dalle banche, per gli aumenti avvenuti nel corso del 2016, sono i maggiori costi derivanti dall'adeguamento alle norme europee in tema di Fondi di garanzia e i contributi versati al Fondo di risoluzione per la normativa "bail-in". Proprio su questo Banca d’Italia ha inviato una lettera agli operatori in cui specifica quando le modifiche unilaterali non sono efficaci perché le banche non hanno rispettato le regole dell’articolo 118 del Testo unico bancario (dlgs 385/93) in termini di preavvisocomunicazione personale e giustificato motivo. Tra le altre cose L’Autorità puntualizza che è necessario sempre un legame diretto tra la causa dell’aumento e l’importo della modifica; inoltre si sconsiglia di fare modifiche una tantum delle condizioni perché impediscono al cliente di fare confronti con altri conti correnti e soprattutto di evitarle.

Anche la tua banca ha aumentato i costi?

Ritieni che nel corso del 2016 la tua banca ti abbia aumentato i costi del conto corrente in maniera non adeguata e non rispettando le norme? Se sei nostro socio chiama la consulenza economica 026961580 per verificare se il tuo caso è uno di quelli indicati come “anomali” da Banca d’ItaliaPotrai fare un reclamo e poi se non arriva risposta entro 30 gg o ne arriva una non soddisfacente si può fare ricorso all'Arbitro bancario e finanziario che ha già dato ragione a un correntista Banco Popolare ora Banco Bpm.

Cosa fare se la tua banca ha aumentato i costi

Anche la tua banca ti ha applicato costi non giusitificabili? Può essere il momento di cambiare conto: utilizza il nostro servizio online per trovare quello più conveniente e adatto alle tue esigenze.

conto corrente: confronta e scegli

Il vecchio conto deve essere chiuso in 12 giorni

Non lasciarti spaventare dalle tempistiche, perché è prevista una procedura di chiusura rapida del conto corrente, attivabile direttamente dalla nuova banca. Tutto deve concludersi entro 12 giorni lavorativi dal giorno della firma del modulo: il trasferimento dei soldi deve avvenire, perciò, nel rispetto di questa scadenza. Dal 14 giugno 2017 è previsto anche un indennizzo per il cliente in caso di ritardi pari a 40 euro, più una somma per ogni giorno di ritardo calcolata applicando alla giacenza di conto il tasso massimo ai fini dell’usura come comunicato da Banca d’Italia (oggi è pari a 24,86%). 

Come si chiude il conto corrente?

In attesa che sia possibile utilizzare veramente il trasferimento veloce occorre seguire la procedura tradizionale: aprire un conto corrente nella nuova banca, trasferire accredito stipendio e addebiti diretti di bollette e rate, chiedere bancomat e carta di credito, e quindi procedere alla chiusura del vecchio conto senza spese. Devi seguire questa procedura anche se hai un deposito titoli (mancano ancore le regole per il trasferimento rapido). È tuo diritto ricevere la restituzione della quota di canone annuo delle carte per il periodo successivo al recesso (ad esempio se il canone è annuo e il recesso è di giugno ti dovranno restituire metà del canone già pagato). 

L’aumento di Banco Popolare è ingiustificato: chiedi il rimborso

Come avevamo già detto con la nostra segnalazione a Banca d’Italia di ottobre, l’aumento di 25 euro addebitato il 31 dicembre 2016 dall'ex Banco Popolare (ora Banco BPM), non è lecito. Infatti aumentare la spesa di liquidazione non è giustificabile con la necessità di coprire i contributi già versati al Fondo nazionale di risoluzione non è di certo un giustificato motivo. Per questo motivo puoi chiedere alla banca il rimborso. La banca ti deve rispondere entro 30 giorni dal suo ricevimento se non lo fa o ti invia una risposta negativa il passo successivo sarà il ricorso all’Arbitro bancario e finanziario. Tieni presente, infine, che l'Arbitro sta dando ragione ai correntisti, quindi in ogni caso hai buone possibilità di ottenere il rimborso.

Hai il conto Deutsche Bank?

Anche i correntisti Deutsche Bank in questi giorni stanno ricevendo una comunicazione dalla banca che li avverte che il 30 giugno avranno un addebito una tantum di 24,32 euro per coprire i contributi della banca al Fondo nazionale di risoluzione. In questo caso puoi recedere prima del 30 giugno alle vecchie condizioni senza pagare i nuovi costi e utilizzare il nostro servizio online per trovare il conto più conveniente. Noi nel frattempo abbiamo comunicato la variazione anomala a Banca d’Italia chiedendo un suo intervento.

Gli aumenti di Intesa San Paolo

Dall'1 agosto 2017 Intesa San Paolo ha aumentato i costi del conto corrente a quasi il 30% dei suoi clienti, quelli più fedeli. Ovvero a tutti quelli che hanno aperto il conto corrente prima del 2016 e che hanno una giacenza media annua oltre i 2000 euro. Il motivo? I bassi tassi d’interesse del mercato interbancario che rendono la liquidità lasciata in deposito sul conto corrente dal cliente un “costo” per la banca. Una giustificazione ben poco valida, che non rispetta i principi dettati dall'Autorità ad aprile e per questo l'abbiamo segnalata a Banca d'Italia.

Perché Intesa San Paolo aumenta i costi 

L’aumento è legato alla riduzione dei tassi di mercato, in particolar modo al fatto che il tasso d’interesse riconosciuto dalla Banca Centrale Europea alle banche per i depositi fatti presso di lei è ora pari a -0,4%. E questo giustificherebbe l’aumento del costo del conto fino a un massimo di 10 euro al mese. Ancora una volta si tratta di un aumento fatto senza un motivo giustificato, requisito fondamentale richiesto dal Testo unico bancario per le modifiche unilaterali. Inoltre le giacenze sul conto non sono remunerate da Intesa San Paolo e dunque ci sembra difficile poter trovare una qualche correlazione diretta tra costo del conto corrente e riduzione del tasso di riferimento della Banca Centrale Europea. Piuttosto sembra una misura per ridurre la liquidità lasciata dai clienti sul conto che a questo punto la banca lascia pigramente in deposito presso la Banca Centrale Europea senza essere in grado di farla fruttare di più con impieghi e investimenti alternativi.