Abbiamo ricevuto il tuo curriculum: come funziona questa truffa e perché stanno chiamando tutti
Telefonate e messaggi che promettono un lavoro stanno raggiungendo migliaia di persone: ecco come funziona la truffa del curriculum e perché colpisce anche chi non ha inviato alcun CV.
Cos’è e come funziona la truffa “abbiamo ricevuto il tuo curriculum”
La cosiddetta truffa abbiamo ricevuto il tuo curriculum si presenta solitamente tramite una chiamata automatica da un numero sconosciuto o tramite un messaggio su WhatsApp. La voce o il testo affermano che un’azienda, un’agenzia o un “ufficio risorse umane” ha ricevuto il tuo curriculum e vuole proporti un’opportunità di lavoro. La richiesta è quella di richiamare un numero, cliccare un link o continuare la conversazione su WhatsApp ed è proprio qui che scatta la truffa. Una volta risposto o ricontattato il numero, i truffatori possono:
- tentare di ottenere dati personali (documenti, IBAN, copia della carta d’identità);
- proporti finti lavori chiedendo pagamenti anticipati;
- invitarti a investire soldi su piattaforme false.
Perché stanno chiamando tutti?
La truffa è molto diffusa, non importa se stai cercando lavoro o meno: il messaggio è studiato per sembrare credibile a prescindere. In particolare, la truffa del curriculum telefonica è così diffusa perché i numeri di telefono circolano facilmente online e i sistemi automatici permettono di fare migliaia di chiamate al giorno. Naturalmente, l’inganno sarà scoperto più facilmente da chi non è alla ricerca di un lavoro, e quindi non sta inviando CV ad aziende o su portali di lavoro. Mentre invece sarà più efficace per coloro che stanno davvero inviando CV ad aziende o su portali di lavoro. È bene, in ogni caso, tenere presente che il messaggio è molto generico ed è studiato per trarre in inganno chiunque.
Torna all'inizioQuali reati può integrare
Dal punto di vista giuridico, queste condotte possono integrare il reato di truffa previsto dall’art. 640 del codice penale, che punisce chi, con artifici o raggiri, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno. La pena prevista è la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa, con aumenti in presenza di aggravanti. In particolare, l’art. 640 c.p. oggi menziona espressamente la truffa in ambito informatico. Il comma 2 è stato modificato dall'art. 16, comma 1, lettera t), n.1) della legge n. 90 del 2024, recante disposizioni in materia di rafforzamento della cybersicurezza nazionale e di reati informatici. Inoltre, l’utilizzo illecito di dati personali o l’appropriazione di identità altrui possono comportare ulteriori responsabilità penali, come la sostituzione di persona (art. 494 c.p.) e violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679 – GDPR e Codice Privacy). Ma come funziona davvero la truffa telefonica del curriculum e perché sembra colpire chiunque, anche chi non ha inviato alcun CV? Torna all'inizioCome riconoscere e difendersi dalla truffa
Per evitare di cadere nella truffa telefonica del curriculum è bene seguire queste regole:
- diffida sempre di chi dice di aver ricevuto il tuo CV senza specificare i dettagli;
- se ti dicono di essere una determinata azienda, contattala attraverso i canali ufficiali (ad es. sito web, numero di telefono etc.) e fai le verifiche del caso;
- non fornire mai dati personali o bancari a sconosciuti al telefono;
- non inviare denaro a sconosciuti o a piattaforme di investimento online;
- non richiamare numeri sospetti o esteri;
- non cliccare link ricevuti via SMS o WhatsApp.
Se il contatto fosse reale, un’azienda seria ti scriverebbe con una e-mail ufficiale, indicando chiaramente chi sono e come hanno ottenuto il tuo curriculum. Blocca quindi il numero dal quale sei stato contattato e non dare seguito alla truffa.
La frase “abbiamo ricevuto il tuo curriculum” è diventata uno degli strumenti più usati nelle truffe telefoniche del curriculum. Essere informati è il primo passo per difendersi: se ricevi una chiamata simile, fermati, verifica e non agire d’impulso.
Torna all'inizioDove e come segnalare il tentativo di frode
Nell’ambito del progetto Digitalizzati finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy abbiamo sviluppato uno spazio dedicato alle truffe dove i cittadini possono segnalare tentativi di frode, phishing o truffe digitali ricevute tramite email, messaggi, social network o sms e trovare indicazioni utili su come comportarsi. Il servizio consente di condividere in modo sicuro informazioni su sospette truffe, ricevere assistenza e consigli pratici degli esperti legali di Altroconsumo e contribuire alla mappatura dei fenomeni di truffa più diffusi in Italia, per aiutare altri utenti a riconoscerli e difendersi.
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