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Poste private non autorizzate: che fare se hai pagato una bolletta

25 marzo 2013

25 marzo 2013

Le 72 agenzie di Posta Più e Servizi postali, due società di servizi postali private sequestrate dalla Guardia di Finanza, non avevano l’autorizzazione di Banca d’Italia per erogare servizi finanziari. E infatti i soldi delle bollette degli utenti non arrivavano a destinazione. Ecco cosa fare se hai fatto qualche pagamento.

Hai pagato la bolletta dell’acqua, della luce o del gas in una agenzia Posta Più o Servizi postali, due società di poste private alternative a Poste Italiane, ma il tuo pagamento non è mai arrivato a destinazione e ti hanno sospeso il servizio? Sei stato vittima di una truffa. Per prima cosa chiedi subito alla società che ti fornisce il servizio (gas, luce, acqua…) la riattivazione dei servizi sospesi o distaccati, la rateizzazione delle bollette e la non applicazione degli interessi di mora. Puoi farlo usando questo esempio di lettera.

Ma come è potuto accadere?
La Guardia di Finanza ha sequestrato in giro per l’Italia 72 agenzie private che erano autorizzate dal Ministero dello Sviluppo economico a erogare solo servizi postali (per intenderci spedizione di pacchi, lettere e raccomandate) ma non servizi finanziari come il pagamento dei bollettini postali. Per questo, infatti, occorre un’autorizzazione di Banca d’Italia, visto che solo le banche, gli intermediari finanziari egli Istituti di pagamento possono offrire questo servizio.
Nelle 72 agenzie di Poste Più e Servizi postali sequestrate, invece, i consumatori pagavano tranquillamente le bollette, ma i loro soldi non arrivavano mai alle società di acqua, luce e gas. In alcuni casi i clienti hanno subito addirittura il pagamento aggiuntivo di interessi di mora e persino il distacco delle utenze (oltre che la perdita del denaro versato). Si tratta di una vera e propria truffa in piena regola, tanto che i proprietari delle agenzie sono indagati proprio per truffa e appropriazione indebita.

Cosa fare
Una possibilità per i consumatori truffati è quella di costituirsi parte civile nei confronti dei responsabili della truffa nel processo penale che certamente partirà, per chiedere così anche un risarcimento dei danni subiti. Una strada che richiederà comunque del tempo. Nel frattempo ti suggeriamo di mandare subito una lettera alla società di servizi che non ha ricevuto i tuoi pagamenti e chiedere, nel caso, la riattivazione del servizio, la rateizzazione delle bollette e la non applicazione degli interessi di mora.

Qualche cautela per il futuro.
Prima di pagare un bollettino presso un “nuovo” operatore ti consigliamo di  verificate che sia autorizzato a effettuare l’operazione. Poste Italiane ha stipulato apposite convenzioni per svolgere questo servizio e sul suo sito trovi l'elenco dei soggetti autorizzati. Esiste anche l’albo degli istituti di pagamento a cura della Banca d’Italia. Per facilitarti la consultazione, abbiamo esaminato noi l’elenco e di seguito ti riportiamo la lista degli istituti di pagamento autorizzati (a dicembre 2012):

Lottomatica LIS (tabaccherie abilitate)
Sisal (tabaccherie abilitate)
PI4pay (di SIA sempre in tabaccherie abilitate)
Cityposte Payment (che è una posta privata)
Factorcoop (per il pagamento delle bollette in alcuni supermercati Coop)
Integra (per il pagamento delle bollette nelle Coop fiorentine).
PayTipper (che opera a supporto di operatori di servizi postali privati)

Domiciliazione: una valida alternativa
Oltre al pagamento in posta o in banca del singolo bollettino, il cui costo può variare da un minimo di 1 a un massimo di 1,55 euro, esiste la possibilità di domiciliare le bollette sul proprio conto corrente. Poste Italiane e la stragrande maggioranza delle banche non fa pagare questo servizio, quindi un risparmio di costi ma anche di tempo perché, una volta attivata la domiciliazione tutto viene automatizzato e non devi più perdere tempo per effettuare l’operazione.

Ma non si poteva evitare?
Molti consumatori incappati nella frode si stanno facendo questa domanda. Giriamo la questione alla Banca d’Italia, facendo notare che il 22 aprile 2012 (quasi un anno fa) aveva emesso un comunicato stampa in cui, a seguito di numerose richieste pervenute, ribadiva la necessità di una autorizzazione da parte della stessa Banca d’Italia per offrire il servizio “pagamento bollettini di conto corrente”. Considerato l’interesse registrato, la novità della normativa e la possibilità di aprire alla concorrenza un servizio molto diffuso, era fuori luogo chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico la lista delle società a cui era stata concessa la licenza di erogare servizi postali ed effettuare doverosi controlli preventivi a tutela del consumatore e del mercato?


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