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Come scegliere il miglior burro: guida ai tipi, calorie e alternative

Il burro è uno dei grassi alimentari più utilizzati in cucina, sia nelle preparazioni casalinghe che nell’alta pasticceria, è però spesso oggetto di dubbi. Quale scegliere al supermercato? Quante calorie ha? È meglio evitarlo del tutto o può far parte di una dieta equilibrata? In questa guida analizzeremo cos’è il burro, come viene prodotto, quali tipologie si trovano in commercio, gli aspetti nutrizionali e le possibili alternative. 

Con il contributo esperto di:
articolo di:
02 febbraio 2026
Come scgeliere il burro

Burro, ingrediente antico, condimento controverso: c’è chi lo ama e lo usa sul pane a colazione o per cucinare uova e bistecche e chi lo teme e cerca di starne alla larga per via dei grassi, soprattutto saturi, e del colesterolo. In ogni caso, sulla piacevolezza del burro non ci sono dubbi. È vero però che con questo condimento non è il caso di abbondare. Un motivo in più per sceglierlo con attenzione. Ecco la nostra guida. 

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Come scegliere il burro migliore

Al supermercato non è immediato scegliere tra le diverse tipologie di burro presenti ed è automatico chiedersi quale sia il prodotto migliore. Per fare una scelta di qualità è utile basarsi su alcuni aspetti. Vediamo quali.

Metodo di produzione della crema 

Il burro da centrifuga è generalmente considerato di qualità superiore rispetto a quello ottenuto da panna di affioramento. La differenza principale è nel metodo di produzione: il burro di centrifuga si ottiene separando rapidamente la panna dal latte fresco tramite centrifugazione, risultando più dolce e di miglior qualità. Il burro da affioramento deriva, invece, dalla panna che affiora lentamente durante il processo di caseificazione, e può risultare più acidulo. In etichetta l’informazione sul metodo di produzione non è obbligatoria ma volontaria. Sono solo alcuni i produttori che lo dichiarano, e generalmente sono quelli che fanno burro da centrifuga.    

Provenienza del latte 

Per il burro, così come per i diversi prodotti derivati dal latte, è obbligatorio indicare in etichetta l’origine della materia prima. Deve essere riportato il nome del Paese nel quale è stato munto il latte e il nome del Paese nel quale il latte è stato trasformato o confezionato. Se tutte le fasi, dalla mungitura al confezionamento, avvengono in uno stesso Paese, allora si può riportare la dicitura “origine” seguita dal nome del Paese. 

La pezzatura 

Il burro è venduto in panetti di vario peso, dalle singole monoporzioni da 10 g fino a confezioni da 250 g. La scelta dipende dal tipo di consumo che si fa: se il consumo di burro è limitato, meglio orientarsi su confezioni più piccole. Una volta aperto il burro accelera il suo processo di invecchiamento, e non sempre le confezioni che si trovano in commercio si richiudono bene. 

Percentuale di grassi 

Anche se la legge stabilisce un contenuto minimo di grassi pari all’80%, i prodotti che si trovano in commercio ne hanno almeno 82%. 

Gli ingredienti 

Per il burro “classico”, fatto solo con crema di latte e fermenti lattici, non c’è l’obbligo di riportare la lista degli ingredienti. Nel caso del “burro salato”, invece, quest’obbligo c’è. 

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Tipi di burro e quando usarli

Non tutto il burro che troviamo in commercio è uguale: ne esistono diverse tipologie, che si distinguono per composizione, contenuto di acqua, lavorazione e utilizzo in cucina. Conoscerle permette di scegliere il prodotto più adatto non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche tecnologico. 

Tipi di burro: caratteristiche e quando sceglierlo 

In commercio esistono diverse tipologie di burro, che si distinguono per composizione, contenuto di grassi e usi in cucina. Conoscerne le caratteristiche aiuta a scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze nutrizionali e alle diverse preparazioni.

Tipo di burro Caratteristiche principali Quando sceglierlo
Burro tradizionale Contiene 80–84% di grassi, con una piccola quota di acqua e proteine. Ha sapore equilibrato e buona plasticità. Uso quotidiano in cucina, dai soffritti ai risotti; ideale anche in pasticceria classica per biscotti e frolle.
Burro light / prodotti a base di burro Versioni a ridotto contenuto di grassi (in passato 60–62% o 39–41%). Oggi più spesso prodotti “misti”, più morbidi e spalmabili. Possono contenere additivi e aromi. Da scegliere solo dopo aver letto attentamente l’etichetta, se si cerca una consistenza più spalmabile e un minor apporto di grassi.
Burro chiarificato Grasso quasi puro (99%), privo di acqua, proteine e lattosio. Punto di fumo molto elevato (350 °C) e lunga conservazione anche fuori frigo. Ideale per fritture, cotture ad alte temperature e rosolature; adatto anche a chi è intollerante al lattosio.
Burro a ridotto contenuto di colesterolo Contiene almeno il 30% in meno di colesterolo rispetto al burro tradizionale grazie a processi tecnologici. Può arrivare fino al 75% in meno. Utile solo se inserito in un’alimentazione complessivamente equilibrata e in uno stile di vita sano.
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Quante calorie ha il burro e quanto mangiarne al giorno

Il burro è un alimento ad alta densità energetica, essendo composto per la maggior parte da grassi. Questo non significa che sia da evitare ma da consumare con la giusta attenzione all’interno di una dieta equilibrata. Dal punto di vista nutrizionale, il burro fornisce circa 760 kcal per 100 grammi, mentre una porzione, pari a circa 10 grammi, equivalente di una noce di burro, apporta 75–80 kcal. La maggior parte di questa energia deriva dai grassi: 10 g di burro, infatti, contengono poco più di 8 g di grassi, di cui 5-6 g sono rappresentati da grassi saturi, quelli più dannosi per la nostra salute. Teniamo presente che per i grassi saturi il consumo di riferimento giornaliero è di circa 20 g. 

Non c’è una regola per dire quanto burro mangiare al giorno, ma con la consapevolezza dei suoi valori nutrizionali, si può dire che non va bandito, ma consumato con moderazione. Il burro non è solo quello che spalmiamo sul pane, ma anche quello che troviamo nei biscotti o in altri prodotti da forno spesso insieme ad altri grassi. Inoltre, nelle Linee guida italiane per la sana alimentazione sono indicate 3 porzioni al giorno per i condimenti, tra cui il burro e l’olio extra vergine; quest’ultimo è sicuramente da privilegiare. Il burro non apporta solo calorie e grassi ma fornisce anche vitamina A e, in misura minore, vitamine D ed E. In ogni caso, dal punto di vista nutrizionale, il burro non è un alimento essenziale ed il suo ruolo principale resta legato al gusto, e alle sue caratteristiche tecnologiche nelle preparazioni.  

Non bisogna demonizzarlo o eliminarlo: l’approccio corretto è imparare a consumarlo con consapevolezza, scegliendo quando e come usarlo in funzione delle proprie esigenze nutrizionali. Torna all'inizio

Pro e contro del burro

Il giudizio sul burro non può essere semplificato in “buono” o “cattivo”, ma il suo consumo va contestualizzato all’interno della dieta e di uno stile di vita sano. 

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Ecco i principali punti a favore e i "contro" da considerare:

PRO

  • Prodotto naturale con composizione semplice
  • Fonte di vitamine liposolubili (A, D, E)
  • Presenza di acidi grassi a corta e media catena
  • Elevata appetibilità
  • Alta stabilità nelle preparazioni culinarie

CONTRO

  • Elevato contenuto di grassi saturi
  • Alta densità calorica
  • Fonte di colesterolo
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Come sostituire il burro in cucina e nei dolci

A seconda che siano ricette dolci o salate, ci sono una serie di alternative per sostituire il burro in cucina: bisogna però fare attenzione alle caratteristiche tecnologiche. Il burro, infatti, grazie alla sua composizione contribuisce a dare la giusta struttura agli impasti, conferendo morbidezza e friabilità oltre all’apporto aromatico. In cucina, uno dei sostituti più utilizzati è l’olio, in particolare l’olio extravergine di oliva o l'olio di semi (arachidi, girasole, mais e riso), che ha un gusto più leggero rispetto a quello dell’olio di oliva. Diciamo subito che sostituire il burro con l’olio non permette di ottenere ricette più light dal punto di vista calorico: il vantaggio nutrizionale di questa sostituzione è nell’ottenere un prodotto con meno acidi grassi saturi e nell’usare un ingrediente, l’olio, che non è fonte di colesterolo. 

Come sostituire il burro nei dolci?

Nei dolci, la sostituzione del burro con altri grassi è delicata; la sua presenza, infatti, determina struttura e friabilità, soprattutto in preparazioni come frolle e biscotti. In questi casi, sostituirlo completamente con l’olio può alterare il risultato finale sia come consistenza che come sapore, poiché l’olio è composto esclusivamente da grassi e non contiene acqua, a differenza del burro, che ne contiene circa il 15–16%. Questa differenza incide sulla consistenza delle preparazioni: l’uso dell’olio tende a rendere gli impasti più umidi e morbidi, soprattutto nei prodotti da forno. Può essere una valida alternativa per dolci soffici come torte e plumcake, permettendo di mantenere morbidezza e umidità anche dopo diversi giorni. 

Un’altra opzione è rappresentata da altri ingredienti lattiero-caseari come yogurt, ricotta o formaggi freschi ma anche sostituti vegetali come latte di soia. Questi permettono di ridurre l’apporto calorico complessivo e sono particolarmente indicati per dolci morbidi; anche il gusto è delicato. Tuttavia, avendo una maggiore concentrazione di acqua e proteine, può diventare necessario adattare le dosi degli altri ingredienti per evitare impasti troppo liquidi. 

In alcune preparazioni dolci è possibile utilizzare anche puree di frutta (mela, banana) che forniscono morbidezza e dolcezza. Non hanno però la stessa resa strutturale del burro e sono più indicati soprattutto in ricette semplici e casalinghe, mentre risultano poco adatte in pasticceria. 

Qual è la conversione burro - olio? 

Quando si sostituisce il burro con l’olio, è importante considerare la corretta conversione delle quantità dei due grassi. Bisogna infatti ricordare che olio e burro hanno composizioni diverse e per questo le dosi da utilizzare sono differenti. 100 grammi di burro si possono sostituire con 80 ml di olio circa, anche se nella preparazione dei dolci è meglio scendere a 60-70 ml per rendere l'impasto più leggero. 

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Domande frequenti

Rispondiamo ai dubbi più comuni sul burro.

Che differenza c'è tra burro e margarina?

Burro e margarina sono grassi alimentari molto diversi per origine, composizione e lavorazione. Il burro è un prodotto di origine animale, ottenuto esclusivamente dalla panna del latte: ha una composizione semplice e naturale, ma è ricco di grassi saturi e colesterolo, per cui il suo consumo va moderato. È molto apprezzato in cucina, soprattutto in pasticceria, per aroma e proprietà tecnologiche. La margarina è invece un prodotto di origine vegetale, ottenuto da oli vegetali trasformati per diventare solidi o spalmabili. In passato poteva contenere grassi trans, oggi fortemente limitati dalla normativa europea, ma resta un alimento più processato, con emulsionanti e altri ingredienti tecnologici. Non contiene colesterolo e può essere adatta a diete vegetariane o vegane, ma valori nutrizionali e resa in cucina variano a seconda della formulazione.

È più dannoso lo strutto o il burro?

Dal punto di vista nutrizionale, né lo strutto né il burro sono alimenti pericolosi o da evitare, vanno però entrambi consumati con moderazione. Si tratta infatti di grassi di origine animale ad elevata densità calorica e con un’elevata concentrazione di grassi saturi, il cui eccesso è associato a un aumento del rischio cardiovascolare. Il fulcro principale non sta tanto quanto siano dannosi ma la frequenza e la quantità di consumo. In una dieta equilibrata, il burro è generalmente preferito per l’uso domestico, mentre lo strutto è oggi utilizzato soprattutto in ricette tradizionali e in modo occasionale. 

Cosa significa burro chiarificato?

Il burro chiarificato è ottenuto eliminando dal burro tradizionale acqua e proteine del latte, con un processo detto appunto chiarificazione che permette di ottenere un grasso quasi puro, composto per circa il 99% da lipidi. Questo lo rende molto stabile alle alte temperature, con un punto di fumo superiore rispetto al burro tradizionale. Per queste caratteristiche, il burro chiarificato è particolarmente indicato per fritture e cotture ad alta temperatura. Inoltre, essendo privo di lattosio, è generalmente ben tollerato anche da chi soffre di intolleranza al lattosio. 

Come pesare il burro senza bilancia?

Pesare il burro senza bilancia è possibile. In genere, i panetti di burro riportano sulla confezione delle tacche di riferimento che indicano il peso, facilitando il taglio della quantità desiderata. In alternativa, si può considerare che una noce di burro corrisponde a circa 10 grammi mentre un cucchiaio pesa circa 15 grammi.  Queste stime sono sufficientemente accurate per l’uso domestico e permettono di dosare il burro in modo ragionevole anche senza strumenti di precisione; ovviamente non è un metodo consigliabile per preparazioni di precisione come quelle di pasticceria. 

Quanto costa il burro?

Il prezzo del burro può variare in base a diversi fattori, tra cui qualità della materia prima, il metodo di produzione, l’origine del latte, il canale distributivo e la marca. In media, il burro al supermercato si può acquistare ad un prezzo di circa 10-15 €/kg mentre prodotti come il burro biologico o da panna di centrifuga possono avere un costo nettamente più elevato e superare i 20 €/kg. 

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