Prezzi uova e colombe pasquali: rincari fino al 19% nel 2026
I prezzi dei dolci pasquali continuano a salire, ma con ritmi diversi. Le uova di cioccolato registrano rincari fino al 19% su alcuni marchi, mentre le colombe restano sostanzialmente stabili (+1%). Restano però fortissime le differenze di prezzo: per le uova si va da poco più di 8 euro a oltre 130 euro al chilo, mentre per le colombe la forbice arriva fino a 50 euro/kg. I consumatori, intanto, cercano di contenere la spesa ma 1 su 3 è convinto che finirà per spendere più dello scorso anno.
Tra uova e colombe, la Pasqua 2026 si conferma una festa “a due velocità” sul fronte dei prezzi. Le uova continuano ad aumentare, anche se meno dello scorso anno, mentre le colombe mostrano una sostanziale stabilità. Ma il dato più evidente resta un altro: le differenze di prezzo sono enormi e spesso poco trasparenti. Se invece sei interessato a sapere quale colomba piace di più ai consumatori, a questo link trovi i risultati del nostro test di assaggio sulle colombe delle marche che si trovano facilmente al supermercato.
Il vero problema? Le differenze di prezzo
Tornando invece ai prezzi, dalla nostra rilevazione in 20 negozi tra Milano e Roma e 10 shop online emerge un quadro chiaro: i rincari non sono uniformi e, soprattutto, non spiegano da soli quanto si spende davvero. Le uova aumentano in media del 3,7%, mentre le colombe restano quasi ferme (+1%). Ma questo dato medio nasconde variazioni molto più marcate su singoli prodotti e marchi, con rincari che possono arrivare fino al 19%.
Torna all'inizioColombe: prezzi stabili, ma forbice enorme
Le colombe mostrano una dinamica piatta rispetto al 2025: l’aumento medio è di circa l’1%, pari a pochi centesimi al chilo. Ma è la variabilità dei prezzi a colpire.
| Tipologia | Prezzo medio €/kg | Variazione rispetto al 2025 |
|---|---|---|
| Classica | 10,47 € | 1% |
| Speciale | 13,19 € | 1% |
| Artigianale | 44,58 € | 0,80% |
La forbice è amplissima: si passa da circa 4 euro al chilo fino a oltre 30 euro per i prodotti industriali, e fino a 50 euro per quelli artigianali.
Attenzione ai formati: il prezzo “vero” è al chilo
Uno degli elementi più insidiosi è il formato. Le colombe speciali sono spesso più piccole ma vendute a un prezzo a confezione simile a quelle classiche: il risultato è un costo al chilo molto più alto. In alcuni casi, a parità di marca, si arriva a differenze anche del 25% semplicemente cambiando gusto o formato .
Promozioni: non sempre veri sconti
Molti prodotti sono già sugli scaffali con prezzi ribassati, ma spesso si tratta di strategie commerciali e non di sconti reali. Come ogni anno, i veri ribassi arrivano a ridosso o dopo Pasqua.
Torna all'inizioUova di Pasqua: rincari fino al 19%
Le uova continuano ad aumentare (+3,7% in media), in controtendenza con la materia prima: dopo la crisi produttiva che aveva reso più caro il cioccolato, nel 2026 i rincari si erano arrestati, ma i prezzi delle uova non sembrano ancora riallinearsi, continuando a rincarare con punte molto alte su alcuni marchi.
| Marchio | Variazione prezzo rispetto al 2025 |
|---|---|
| Ferrero | + 9,36% |
| Perugina | + 10,47% |
| Walcor | + 12,18% |
| Witors | + 16,96% |
| Dolfin | + 19,37% |
Il prezzo medio supera i 57 euro al chilo, ma anche qui la forbice è enorme: si va da poco più di 8 euro fino a oltre 130 euro al chilo. Viceversa, marchi come Novi, Balocco, Dolci Preziosi, vedono prezzi stabili o in discesa.
Sui rincari, però, possono pesare anche il lancio di nuovi prodotti e gli ampliamenti di gamma di un marchio. Ad esempio, per Dolfin, oltre agli aumenti su prodotti già presenti lo scorso anno, registriamo l’impatto di due novità appena lanciate: l’uovo con la licenza KPop Demon Hunters Golden da 250g che costa circa 55 euro al chilo, e quello al Baileys da 220g che costa circa 62 euro al chilo (le altre uova di questo marchio costano tra i 40 e i 50 euro al chilo).
Non conta il cioccolato, ma sorpresa e formato
Il tipo di cioccolato incide poco sul prezzo. A fare davvero la differenza sono:
- la sorpresa contenuta;
- le licenze (personaggi, serie tv, ecc.);
- il formato.
Per quanto riguarda il formato, ad esempio, il Kinder GranSorpresa passa da 93,27€ al chilo per il formato da 150g a 68,72€ per quello da 320g. Anche la licenza ha il suo peso sul prezzo dell'uovo di cioccolato: anche all’interno dello stesso marchio, infatti, le versioni con personaggi o gadget costano sensibilmente di più rispetto a quelle “senza licenza”; ad esempio, le uova Balocco da 150g passano da 38,4€ al chilo per l'uovo senza licenza a 45,4€ per quello con licenza.
Torna all'inizioPasqua 2026: 1 su 3 teme di spendere di più
Per capire come cambiano le abitudini di acquisto, abbiamo chiesto a circa mille consumatori della community Qualify (il panel di consumatori che aiuta Altroconsumo a svolgere inchieste e indagini), cosa metteranno nel carrello per la Pasqua 2026.
La maggior parte degli intervistati dichiara che spenderà più o meno come lo scorso anno, mentre una quota significativa (1 intervistato su 3) prevede un aumento del budget, spesso più per necessità che per scelta. La cifra che ricorre più spesso è intorno ai 20 euro complessivi, ma la spesa reale resta molto variabile e dipende soprattutto dal numero di persone per cui si acquista.
Ma quali marche compreranno i nostri consumatori? Tra le colombe pasquali le marche più citate dagli intervistati sono Bauli (con oltre 400 citazioni), Motta, Tre Marie, Balocco e Maina; tra le uova stravincono invece quelle di Kinder e Ferrero (oltre 600 citazioni), a seguire Lindt, Bauli, Perugina e Novi.
Uovo: c’è chi lo acquista dopo le feste
L’uovo di cioccolato si conferma il simbolo più forte della Pasqua, legato a tradizione, famiglia e infanzia. La maggior parte degli intervistati prevede di acquistarlo entro le festività, anche se non manca una fetta consistente che dichiara di aspettare il dopo-Pasqua per approfittare degli sconti.
Il supermercato resta il canale dominante, mentre il criterio di scelta principale continua a essere il tipo di cioccolato, seguito dal prezzo. Ma non è tutto: soprattutto per i prodotti destinati ai più piccoli, la sorpresa e i personaggi legati a cartoni animati o serie tv continuano a influenzare in modo decisivo la scelta.
Accanto a questo, emerge anche una maggiore consapevolezza: molti consumatori dichiarano di scegliere marchi conosciuti per fiducia ed esperienza, ma cresce l’attenzione al rapporto qualità-prezzo e alla reale convenienza del prodotto.
Colombe: interesse per qualità e ingredienti
Più divisiva è la colomba pasquale. Se da un lato resta un simbolo della tradizione e della convivialità familiare, dall’altro non è percepita da tutti come un acquisto indispensabile.
La maggior parte degli intervistati acquista la colomba al supermercato, ma rispetto alle uova è più rilevante il ruolo della pasticceria, scelta da chi cerca un prodotto percepito come più autentico o di qualità superiore.
I criteri di scelta sono chiari: prima di tutto gli ingredienti, seguiti dal prezzo. Il gusto personale conta, ma sempre più spesso è accompagnato da una valutazione più razionale. Non a caso, una parte non trascurabile dei consumatori dichiara di preferire prodotti artigianali o con caratteristiche specifiche, come l’assenza di canditi o la presenza di farciture particolari.
Torna all'inizioQual è il prezzo “giusto” di uova e colomba
Se si guarda alle uova di cioccolato, il prezzo considerato accettabile resta intorno ai 10 euro a confezione. È la soglia più citata dagli intervistati, anche se molti si dichiarano disposti a spendere qualcosa in più, soprattutto per prodotti di marca o con sorpresa.
E per le colombe?
Anche per le colombe il prezzo di riferimento più citato si aggira intorno ai 10 euro, ma qui il quadro è molto più frammentato. Accanto a chi punta al risparmio, c’è una quota significativa di consumatori disposta a spendere anche oltre i 25 o 30 euro, soprattutto per prodotti artigianali o acquistati in pasticceria. Chi sceglie una colomba più costosa lo fa con l'idea di acquistare un prodotto qualitativamente percepito come migliore.
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