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Dieselgate, rimandata l'udienza del 6 giugno

07 giugno 2018
Dieselgate class action

07 giugno 2018

Fumata nera in Tribunale per Dieselgate: l'udienza prevista per il 6 giugno è saltata. Prossimo appuntamento a fine anno. I nostri legali però continuano a lavorare affinché tutte le 90 mila domande di adesione ottengano quanto abbiamo chiesto: un risarcimento del 15% del prezzo di acquisto delle auto coinvolte nello scandalo.

Avanti con la class action

Dieselgate, rimandata l'udienza del 6 giugno

Il procedimento in Tribunale resta purtroppo ancora nella sua fase preliminare. L'udienza prevista per il 6 giugno è saltata perché i CTU (i consulenti tecnici d'ufficio) hanno chiesto una proroga dei termini per eseguire le verifiche (piuttosto complesse) sulle oltre 90 mila adesioni alla class action. Tanti sono stati infatti i moduli di adesione formale compilati e scaricati, con oltre 3 mila adesioni giornaliere raccolte solo negli ultimi giorni disponibili per partecipare all'azione di classe promossa da Altroconsumo nei confronti del Gruppo Volkswagen per lo scandalo Dieselgate.

Il prossimo appuntamento è rimandato quindi a fine 2018. Nel frattempo i nostri legali continuano a lavorare perché tutte le decine di migliaia di aderenti viaggino il più spedito possibile verso il risarcimento del 15% sul prezzo acquisto dell'auto.

Quali sono i prossimi passi?

Anche se in Tribunale le cose vanno per le lunghe, per tutti coloro che hanno aderito all'azione, non resta che aspettare che l'iter giudiziario faccia il suo corso. Provvederemo noi a informare tutti gli aderenti, sia personalmente sia tramite il nostro sito e i canali social in caso di novità.

Qualche dubbio? Rispondiamo alle domande ricorrenti

Perché avete fatto questa class action?

Il Gruppo Volkswagen ha installato nella centralina di tutti i veicoli equipaggiati con motore diesel EA189 Euro 5 un software illegale al fine di truccare i risultati delle emissioni durante la fase dei test di omologazione.

Il risultato è che nella normale guida su strada le emissioni reali possono superare in modo rilevante il limite massimo previsto dalla legge ai fini dell’omologazione dei veicoli Euro 5.

Questo comportamento costituisce una pratica commerciale scorretta come rilevato già dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Occorre pertanto fornire un adeguato risarcimento a tutti i consumatori europei coinvolti in questa vicenda, come già riconosciuto negli Stati Uniti dove per ogni auto i consumatori hanno ottenuto diverse migliaia di dollari di risarcimento.

L’adesione all’iniziativa mi obbliga a rimanere proprietario dell’automobile?

No, in quanto la nostra richiesta di risarcimento è riferita soltanto al danno subito a seguito della pratica commerciale scorretta posta in essere dal Gruppo Volkswagen che ha falsato la scelta del consumatore in fase di acquisto.

Quale somma otterrò a titolo di risarcimento?

Con questa azione chiediamo al Giudice di riconoscere il rimborso del 15% del costo di acquisto del veicolo. A titolo di esempio, se il costo della tua auto è stato di circa 30.000 euro, il rimborso da noi richiesto sarà di 4.500 euro.

Ti ricordiamo, in ogni caso, che questo risarcimento è condizionato dall’accoglimento delle nostre richieste da parte del Giudice e che lo stesso potrebbe quantificare il danno in misura diversa, anche inferiore. 

Devo conservare una copia della documentazione inviata?

Sì, è opportuno conservare una copia del modulo di adesione compilato e dei relativi allegati nonché della prova di invio/ricezione dell’inoltro.

Dato che la documentazione verrà inviata direttamente al Tribunale di Venezia, non ci sarà possibile verificare la corretta ricezione di quanto inviato.

Oltre l’invio del modulo e della documentazione devo fare altro?

Al momento non è necessario fare altro, non escludiamo però che nel corso nel procedimento si renda necessario fornire eventuali integrazioni rispetto a quanto già fornito in fase di adesione. Nel caso sarà nostra cura avvisarti via e-mail all’indirizzo che ci hai fornito al momento dell'adesione. 

Quando conosceremo l’esito dell’azione?

Purtroppo non è possibile prevedere la durata di azioni legali di questo tipo. Sarà nostra cura inviarti tempestivamente ogni aggiornamento via e-mail all’indirizzo che ci hai fornito al momento dell'adesione.

Come verranno comunicati gli aggiornamenti sull’azione di classe?

Gli aggiornamenti sull’azione verranno inviati agli aderenti via email all’indirizzo fornito al momento della compilazione del modulo online di adesione.

Per qualsiasi altra informazione puoi scrivere una mail all’indirizzo dieselgate@altroconsumo.it.

Da dove eravamo partiti 

Al fine di superare i test di omologazione, come abbiamo documentato a più riprese, Volkswagen aveva manipolato i motori di alcune vetture e dichiarato, così, emissioni molto diverse rispetto a quelle reali. Avevamo quindi denunciato l'inganno, realizzando diversi test e dimostrando la manomissione avvenuta per mano della casa automobilistica attraverso la centralina delle auto coinvolte. Per questo motivo abbiamo richiesto che gli aderenti ricevano un risarcimento del 15% del prezzo d'acquisto.

Non hai un'auto coinvolta? Pretendi giustizia assieme a noi

Anche se non hai un'auto coinvolta nello scandalo Dieselgate, puoi unirti alla nostra protesta. Aderisci all'iniziativa #PRETENDIGIUSTIZIA, difendiamo il diritto di tutti alla verità.

Ripercorriamo le tappe del Dieselgate

Negli Stati Uniti, come rilevato dalla Environmental Protection Agency (EPA), Volkswagen ha abusivamente utilizzato nelle sue auto un software installato appositamente nella centralina del motore per di ottenere, nei test di omologazione, dati sulle emissioni in linea con i parametri richiesti per i veicoli diesel: il risultato è che nella normale guida su strada invece le emissioni reali possono superare fino a 40 volte quelli dichiarati. In un secondo momento, Volkswagen ha ammesso che questo trucco è stato usato anche per i modelli venduti in Europa e in Italia. A questo punto, occorre un adeguato risarcimento per i consumatori europei coinvolti come già riconosciuto negli Stati Uniti, dove per ogni auto sono stati riconosciuti da 5 a 10.000 euro.

Le nostre prove in laboratorio

In questo video abbiamo ripercorso le prove di laboratorio a cui abbiamo sottoposto le auto.

Quali conseguenze per le auto coinvolte

Chi ha comprato un'auto con motore 2.0 Tdi EA 189 dal 2009 in poi, probabilmente si starà ponendo alcune domande. Cerchiamo di rispondere alle sette più ricorrenti.

1) Quali sono le auto coinvolte?

Le auto "infettate" dal software incriminato sono quelle con motore 2.0 Tdi EA 189 acquistate dal 2009 in poi e, probabilmente, anche quelle con motore 1.6 Tdi. I modelli sarebbero in tutto 20: 

  • otto con il marchio Audi (A1, A3, A4, A5, A6, TT, Q3 e Q5); 
  • tre con il marchio Seat (Leon, Altea e Alhambra); 
  • tre con il marchio Skoda (Yeti, Octavia e Superb);
  • sei per Volkswagen (Golf, Passat, Maggiolino, Sharan, Tiguan e Touran);
  • potenzialmente coinvolti anche i veicoli commerciali come Caddy e il Multivan Volkswagen.

2) Come capire se la mia auto è interessata?

Volkswagen ha comunicato che i possessori di un'auto con motore EA 189 saranno contattati singolarmente. In teoria, perciò, se hai un modello interessato al problema dovresti essere contattato direttamente dalla casa.

3) Quali rischi potrei correre?

Le auto con la centralina "truccata" sono perfettamente legali e omologate: nessuno, perciò, può multare chi le guida. Non c'è neanche il rischio di non passare la revisione: il livello del NOx (l'ossido di azoto che Volkswagen ha ammesso di aver ridotto artificalmente), infatti, non viene rilevato. L'esito della revisione, perciò, non dipende in nessun modo dal NOx.

4) Quanto mi costa rimettere in regola l'auto?

Chi possiede un'auto con la centralina modificata per falsare i risultati sui rilevamenti delle emissioni non dovrà sostenere alcuna spesa per adeguarla alle normative. Gli interventi, dei quali non si conosce ancora l'entità, saranno interamente a carico di Volkswagen.

5) È meglio rivendere subito l'auto?

No. Prima di tutto, non è detto che l'operazione vada a buon fine, visto che lo scandalo Volkswagen è ormai di dominio pubblico, a maggior ragione dopo che il collosso automobilistico ha bloccato la commercializzazione delle Euro 5 in stock. Qualora ci si dovesse riuscire, probabilmente dall'altra parte troverebbe qualcuno disposto a trattare con ferocia sul prezzo, forte della problematica del prodotto (che verrebbe comunque messo in regola). Insomma: se possiedi una Volkswagen 2.0 TDI Euro 5, aspetta la comunicazione di Volkswagen prima di prendere qualsiasi decisione.

6) Posso ancora acquistare un'auto "infetta"?

Nei concessionari multi marca o tra privati al momento non c'è nessun divieto di vendere auto usate o immatricolate prima del 1° settembre (per esempio i modelli a km 0). Noi non incoraggiamo l'acquisto di queste auto, anche se c'è da aspettarsi un forte deprezzamento nei prossimi mesi. Chi, invece, vuole approfittare dell'occasione (per esempio un forte sconto) deve essere consapevole del potenziale rischio.

7) Quali misure sta adottando Volkswagen?

Volkswagen Italia ha sospeso la vendita, l'immatricolazione e la consegna di tutti i veicoli con il motore diesel Euro 5. Ha informato anche i concessionari Audi, Seat, Skoda e veicoli commerciali di sospendere la vendita e l'immatricolazione dei soli veicoli equipaggiati con motori diesel Euro 5 tipo EA 189. Con l'introduzione dell'Euro 6, che non è coinvolto nello scandalo, al momento non è possibile acquistare una nuova vettura equipaggiata con motore Euro 5.