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Benzina in Italia e record di rincari

21 dicembre 2011

21 dicembre 2011

Le nuove accise, conseguenza delle legge finanziaria in via di approvazione, hanno aumentato il divario tra il nostro Paese e il resto d'Europa. Due i segreti per risparmiare: recarsi nei distributori indipendenti e fare self service.

In tutti gli altri Stati europei la benzina è meno cara che in Italia. Tra i Paesi indicati - Germania, Francia, Gran Bretagna -, nessuno ha il carburante che costa più di 1,60 euro, mentre da noi si spendono dieci centesimi in più per litro. Considerando che le compagnie petrolifere che operano nell’Eurozona sono le stesse e che l’Italia produce da sé il carburante che utilizza, oltre a esportarne una parte, a innalzare i prezzi ha contribuito principalmente l’aumento delle accise, sommato al rincaro dell’Iva al 21%. L’imposta sulla fabbricazione e vendita dei prodotti di consumo ha da poco subito il terzo innalzamento nel 2011. Dopo i finanziamenti raccolti a luglio per il fondo dello spettacolo e a ottobre per rimediare al disastro idrogeologico di cui è rimasta vittima la Liguria, l’ultima stangata l’ha prodotta la legge finanziaria in via di approvazione: in 12 mesi il costo della benzina è così lievitato di poco più del 35%. Oggi sull’acquisto di un litro di benzina, si paga il 60% di tasse: un autentico salasso.

La nostra inchiesta
Altroconsumo ha effettuato una rilevazione dei prezzi in alcuni distributori di Milano, Roma e Napoli, già visitati lo scorso 28 luglio.

 

PREZZI ALLA POMPA
TipologiaCittàbenzina verde servitogasolio servitobenzina verde self servicegasolio self service
Presso centri commerciali1,731,691,651,62
 MILANO  1,631,62
NAPOLI1,731,691,671,63
Distributori di marca1,721,691,671,65
 MILANO1,71,691,671,65
NAPOLI1,741,711,691,64
ROMA1,71,691,661,64
Distributori indipendenti1,641,621,641,62
 MILANO1,611,59  
NAPOLI1,651,621,621,59
ROMA1,651,631,651,62
TOTALE1,71,681,661,64
Prezzo medio Germania1,51,391,51,39
Prezzo medio Francia1,481,371,481,37
Prezzo medio UK1,561,661,561,66
Prezzo medio area euro1,521,411,521,41


I prezzi alla pompa sono più o meno simili, anche se nel capoluogo campano si è costretti a pagare un’addizionale regionale di 2,58 centesimi. Diversi i dati significativi raccolti. Il self service, con un risparmio del 2,5%, è sicuramente più conveniente. Se si sceglie di far da sé in un distributore indipendente, il risparmio arriva a sfiorare il 5% rispetto alla stessa operazione condotta in una stazione di servizio di marca e con l’ausilio del benzinaio. Ma l’effetto più deleterio dell’aumento dei prezzi riguarda la costante riduzione di concorrenza. Nell’inchiesta abbiamo confrontato i dati per prezzo industriale: al netto di accise e Iva. È emerso quanto siano più convenienti le pompe bianche, slegate da qualsiasi compagnia petrolifera: qui i risparmi arrivano a sfiorare il 10% rispetto agli altri distributori, mentre la forbice si riduce al 5% se si compara il servizio self service a quello assistito. Rilevante è anche la differenza di prezzo rispetto agli altri Paesi europei: escludendo le tasse, in Italia i prezzi della benzina sono più alti del 10% se si ricorre al benzinaio, mentre l’aumento si riduce al 4% se si opta per il self service.

 

PREZZI INDUSTRIALI
TipologiaCittàbenzina verde servitogasolio servitobenzina verde self servicegasolio self service
Presso centri commerciali0,70,780,650,74
 MILANO  0,650,75
NAPOLI0,70,780,650,73
Distributori di marca0,710,80,670,77
 MILANO0,70,80,680,77
NAPOLI0,710,790,670,74
ROMA0,70,80,670,76
Distributori indipendenti0,650,750,650,74
 MILANO0,620,72  
NAPOLI0,640,720,610,7
ROMA0,660,760,660,75
TOTALE 0,7 0,79 0,67 0,76
Prezzo medio Germania 0,61 0,7 0,6 0,7
Prezzo medio Francia0,630,710,630,71
Prezzo medio UK0,620,70,620,7
Prezzo medio area euro0,640,730,640,73

Come rimediare
Da tempo sosteniamo che separare la distribuzione e la produzione di carburante sia il primo passo da compiere: così la concorrenza aumenterebbe e i distributori non sarebbero più vincolati a una specifica compagnia petrolifera. Ma l’unico ddl in materia presentato dal Governo è  stato bocciato in Parlamento. Con un mercato più competitivo si potrebbe ottenere un alleggerimento della pressione fiscale: ciò che occorre per evitare che anche l’automobile diventi un bene di lusso.

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