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Questionario condominiale, come si compila

31 luglio 2013
questionario condominiale

31 luglio 2013

In questi mesi, dopo l'entrata in vigore della riforma del condominio, potresti aver già ricevuto dall'amministratore un questionario da compilare. Dati personali, relativi alla tua abitazione e alla sicurezza: potresti trovarti spaesato. Ecco quali informazioni dare e in che modo.

Perché un'anagrafe

La riforma del condominio è entrata in vigore e il tuo amministratore potrebbe averti già inviato un questionario, chiedendoti di fornire una serie di dati sul tuo appartamento. Si tratta di informazioni che servono per realizzare la cosiddetta anagrafe condominiale sui singoli appartamenti e sui loro proprietari che, in base alla nuova legge, l'amministratore condominiale è obbligato a compilare e tenere aggiornata.

Moduli incomprensibili

Sul modo in cui questi dati devono essere raccolti e sui contenuti delle richieste non ci sono indicazinoi precise e, così, girano in tutta Italia modelli di questionari tra loro molto diversi: alcuni sono essenziali, altri incomprensibili. Facciamo un po' di chiarezza. 

 

 

Chi deve compilare il modulo

Il questionario deve essere compilato dal proprietario dell'appartamento, se più di uno basta uno dei due. Compilare il modello è un obbligo, così come informare l'amministratore di eventuali cambiamenti dei dati: devono essere comunicati per iscrito entro 60 giorni.

Non rispondi? Cosa rischi

In realtà non sono previste sanzioni per chi non compila il modulo. Ma attenzione, perché potreste trovarti addebitate delle spese: l'amministratore - avendo l'obbligo di raccogliere le informazioni - può anche acquisirle da sè e addebitarti il costo dell'operazione. In effetti, anche se il questionario prevede l'autorizzazione al trattamento dei dati, ai fini della gestione condominiale, l'amministratore può usare i dati che sono già di dominio pubblico, anche senza il consenso esplicito del condomino.

Chi vive nell'appartamento

Nel questionario bisogna indicare: generalità, codice fiscale residenza o domicilio non solo dei singoli proprietari, ma anche degli eventuali titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento.

  • Inquilini
  • Comodatari
  • Titolari di uso
  • Titolari di usufrutto
  • Titolari di abitazione
  • Titolari di superficie

Non è necessario, invece, comunicare la presenza e i dati di altri familiari e dei conviventi.

 

I dati catastali

Una parte del questionario è dedicata ai dati catastali che puoi reperire in diversi modi.

  • Puoi copiare le informazioni che trovi nel rogito
  • Puoi recuperarli nella dichiarazione IMU
  • Puoi chiederli gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Basta registrati e richiedere il PIN di accesso ai servizi online

I dati catastali che ti si potrebbero chiedere sono molti: oltre ai più semplici - come provincia, comune, sezione catasto - ce ne sono altri come la zona censuaria, la categoria catastale, la classe o la rendita catastale. Ma non ti preoccupare se ti manca qualche informazione: non tutti gli immobili, infatti, sono stati accatastati con i dati completi. Per cui, inserisci pure solo quelli in tuo possesso.

 

 

Le condizioni di sicurezza

La richiesta di dichiarare "ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza” genera non poca confusione. Non è ben chiaro, infatti, cosa si debba effettivamente indicare. In mancanza di interpretazioni ufficiali, possiamo dire che i condomini sono tenuti a dichiarare semplicemente lo stato di fatto dell'immobile e a segnalare eventuali condizioni di pericolo della loro abitazione relativi a struttura o impianti (elettrico, idraulico, di riscaldamento, ecc.). Nessun obbligo, quindi, di procurarsi e allegare tutti gli attestati di conformità degli impianti.

Ecco alcuni esempi di frasi da inserire nel questionario:

  • “Dichiaro che l’immobile in oggetto ed i relativi impianti sono stati realizzati nel 1995 secondo le norme vigenti all’epoca, ad oggi non sono stati effettuati interventi di ristrutturazione”
  • “Dichiaro che l’immobile in oggetto è stato costruito nel 1980 e ristrutturato nel 2005 in base alle norme allora vigenti.”
  • “Dichiaro che nel ’immobile costruito nel 1980 secondo le norme all’epoca vigenti, sono stati ristrutturati l’impianto elettrico nel 1990 e l’impianto di riscaldamento nel 2007 secondo le norme di sicurezza in vigore ai tempi della ristrutturazione.

Specificare che la ristrutturazione o la realizzazione dell'impianto sono avvenute "in base alle norme vigenti all'epoca" dei lavori è piuttosto importante. Secondo la legge, infatti, non c'è l'obbligo di adeguarsi alle norme di sicurezza che vengono via via approvate: l'impianto a norma è quello realizzato secondo le disposizioni dell'epoca dell'intervento. Per cui, se come è successo ad alcuni nosri soci, ricevete un questionario con la dicitura "l'unità immobiliare è conforme alla normativa di sicurezza in vigore", non la sottoscrivete. A meno che non abbiate fatto l'intervento da pochissimo, sarebbe dichiarare il falso.

Il certificato di agibilità

Se l'amministratore ti chiede gli estremi dei certificati di conformità degli impianti - per comodità e se ce l'hai - puoi anche fare riferimento solo a un certificato, quello di agibilità (rilasciato ad esempio ai nuovi edifici, per gli interventi di ricostruzione e sopraelevazione, ecc.). Si tratta in effetti di un attestato che in qualche modo riassume tutte le certificazioni di conformità, perché attesta in generale la condizione di sicurezza, igiene, risparmio energetico di edifici e impianti.