Guida all'acquisto

Come scegliere la carta da cucina

27 novembre 2019
carta casa

Scelta comoda e pratica per ma non sempre ecologica: la carta da cucina, in quanto prodotto usa e getta, ha un impatto sull’ambiente. Ma esistono anche alternative più ecologiche.

Cosa guardare sull'etichetta

Non esiste una definizione “ufficiale”, ma indicativamente la classificazione dei rotoli è:

  • compatto: circa 200 strappi;
  • maxi, mega: circa 100 strappi;
  • normale: circa 50 strappi

Non tutti i produttori riportano il numero degli strappi sulla confezione, anche se questo dovrebbe essere il parametro che ci guida nel comparare i prezzi. Confrontare i rotoli in base al diametro è difficile e potrebbe portare a conclusioni sbagliate sulla reale lunghezza del prodotto.

La presenza del simbolo “bicchiere e forchetta” oppure della dicitura “idoneo al contatto con alimenti”, significa che la carta da cucina è idonea alla conservazione di un alimento o, ad esempio, per l'assorbimento dell'olio. Se nessuno dei due simboli è presente, evitate di usarla a contatto con gli alimenti. Per assorbire l'olio dei fritti meglio utilizzare una carta bianca senza decorazioni (l’unico vero utilizzo per cui la carta casa è difficilmente sostituibile da altro).

I prodotti in carta riciclata, per legge, non possono essere usati a contatto con alimenti, ma di contro hanno un minor impatto sull’ambiente perché non utilizzano nuova cellulosa.
I prodotti certificati FSC o PEFC provengono da foreste sostenibili e quelli ECOLABEL hanno un basso impatto ambientale durante tutto il ciclo produttivo. 

Carta casa comoda ma non sempre ecologica

La carta casa per quanto comoda e pratica, in quanto prodotto usa e getta, ha comunque un impatto sull'ambiente.

In molti casi è possibile sostituirla con alternative più ecologiche:

  • per assorbire liquidi: è meglio usare un panno in microfibra, anche se dal nostro test risulta che assorba un po' meno velocemente, perfetto quando si tratta di piccoli sversamenti: si lava a mano o in lavatrice e si riusa pressoché all'infinito;
  • per asciugare o pulire le mani: tenere sempre a portata di mano, in cucina, uno strofinaccio o un grembiule, lavabile in lavatrice e riutilizzabile. È importante lavare le mani con il sapone prima di asciugarle nel tessuto, soprattutto se prima si è manipolata, ad esempio, carne cruda;
  • per asciugare frutta o verdura appena lavata: se proprio lo si desidera, ma non è un operazione necessaria, si può usare uno strofinaccio pulito (per evitare contaminazioni) oppure un tovagliolo di stoffa in cui può anche essere avvolta per trasportarla e mangiarla;
  • per avvolgere tramezzini o panini: si possono usare contenitori in plastica, leggeri da trasportare, lavabili in lavastoviglie e riutilizzabili. Ne esistono anche di forma quadrata, della dimensione esatta dei toast. La pellicola e l’alluminio (attenzione a quelli che scegliete, dipende dalla composizione del panino perché prodotti molto grassi come il salmone, la maionese, non dovrebbero venire a contatto con le pellicole in PVC, quelli acidi come i pomodori con pellicole in PE, mentre prodotti molto salati non dovrebbero stare a contatto l’alluminio) non sempre sono scelte più sostenibili, perché comunque sono prodotti monouso. La carta casa ha il vantaggio che può essere usata anche come tovagliolo;
  • per pulire piano cucina/rimuovere sporco/pulire piano cottura: usare un panno in microfibra asciutto per rimuovere lo sporco solido. Scegliere invece un po' di acqua calda ed una spruzzata di aceto per una passata al piano cucina e cottura;
  • in sostituzione dei tovaglioli di carta: fermo restando che l’opzione più economica ed ecologica rimane il tovagliolo di stoffa che si lava in lavatrice insieme al normale bucato, un solo strappo di carta casa bianco è meno peggio di un tovagliolo di carta colorato.

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