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Skudo Wave per limitare le radiazioni del cellulare? Qualche precisazione

25 gennaio 2016

25 gennaio 2016

Ne abbamo parlato sulla rivista di gennaio, dove abbiamo risposto alle (giuste) perplessità di un nostro socio. Ora il produttore di Skudo Wave ha pubblicato un "avviso ai consumatori" sul Corriere della sera e noi torniamo sull'argomento con alcune precisazioni. Ecco perché rimaniamo dell'idea che sia un prodotto inutile.

Sul numero 299 di Altroconsumo abbiamo risposto alle perplessità di un socio riguardo Skudo Wave, un prodotto che vanta di essere in grado di ridurre in modo significativo i danni che possono essere causati dall’esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari. In seguito all'avviso ai consumatori pubblicato dal produttore sul Corriere della sera e sul sito del prodotto, ci teniamo a fare qualche precisazione a riguardo. Iniziamo con il dire che l'articolo pubblicato è correttamente basato e coerente con le evidenze scientifiche allo stato disponibili e con le valutazioni espresse dalle massime Autorità del settore a livello nazionale e internazionale.

Il parere dell'Istituto Superiore di Sanità

È opportuno fare un riferimento innanzi tutto a quanto pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità sui "prodotti schermanti". In merito alla loro efficacia, infatti, l'ISS precisa “Sono stati messi in commercio molti dispositivi che pretendono di ridurre le esposizioni dovute ai telefoni cellulari. Le prove effettuate hanno mostrato che in genere questi non funzionano come reclamizzato. Le cosiddette “schermature” in genere interferiscono con il corretto funzionamento del telefono, costringendolo ad aumentare la potenza, con un conseguente aumento - anziché una riduzione - dell’esposizione” (per approfondimenti sul tema, è possibile visitare la sezione FAQ del sito dell'Istituto Superiore di Sanità).

Le dimensioni ridotte comunque non aiuterebbero

In ogni caso, ipotizzando che il materiale utilizzato per la fabbricazione del prodotto fosse davvero in grado di schermare le onde elettromagnetiche, le dimensioni dell'oggetto sarebbero troppo ridotte rispetto alla sorgente per garantire una funzione influente rispetto all'esposizione umana. Senza contare che, se questi prodotti svolgessero davvero una funzione di "schermatura", questa provocherebbe difficoltà di connesione con la rete, con conseguente eventuale aumento delle emissioni dalla sorgente e quindi potenzialmente dall'esposizione stessa. Dalla verifica della documentazione fornita a supporto dell'efficacia del prodotto e disponibile in rete emergono incongruenze con gli autorevoli pareri scientifici diffusi e condivisi.

Promesse non supportate da evidenze scientifiche

Anche in riferimento alla pretesa "riduzione del rischio del danno biologico al DNA", va precisato che questo danno non è dimostrato nell'uomo per effetto delle frequenze e intensità dell'uso di cellulari o pc. L'Istituto Superiore di Sanità ha precisato che “non vi sono evidenze scientifiche di danni alla salute dei campi elettromagnetici a radiofrequenza generati dai sistemi wireless, né è stato identificato alcun meccanismo di interazione con il corpo umano che li possa far prevedere” (anche in questo caso è possibile approfondire nella sezione FAQ del sito dell'ISS o nel Promemoria dell’OMS Stazioni radio base e tecnologie senza fili (wireless) nella sezione “Documenti”). Un dispositivo come Skudo Wave, perciò, non può vantare la capacità di ridurre un rischio di danno biologico la cui esistenza non è mai stata accertata a livello scientifico.

Carenti gli studi citati a supporto dell'efficacia

Gli studi citati a conferma dell’efficacia del prodotto risultano infine documentati in modo non completo, non sono pubblicati su riviste scientifiche e sono riferiti a colture cellulari. Estrapolare l’efficacia di un prodotto per la protezione di un organismo vivente da dati ottenuti in vitro non è scientificamente accettabile. Così come non è possibile affermare che vi sia un effetto biologico in un organismo vivente qualora si osservi un danno o un effetto biologico in vitro. Tutte le nostre affermazioni e i giudizi contenuti nella risposta fornita al socio sono quindi suffragati da ampia e autorevole documentazione scientifica (ISS, OMS).

Come limitare l'esposizione alle radiazioni?

Ecco qualche consiglio per limitare l’esposizione della testa alle radiazioni a radiofrequenza dei cellulari durante le telefonate: 

  • Usa il viva voce, cuffie o auricolari. Se non è possibile, tieni il cellulare lontano dalla testa dopo la composizione del numero e l’attesa della linea (il momento in cui funziona alla massima potenza). 
  • Evita telefonate lunghe o quando la copertura del segnale è scarsa (in ascensore, treno). Nessun problema , invece, se si usa il telefono per chattare, navigare o in “flight mode”. 
  • Sono inutili invece i dispositivi di protezione e di schermatura che dovrebbero ridurre il carico di radiazioni: in realtà possono peggiorare la qualità del collegamento obbligando il telefonino a emettere radiazioni più intense, così come avviene per Skudo Wave. 
  • Non tenere il cellulare sotto al cuscino mentre dormi.




Riceviamo da Edil Natura s.r.l. (produttore di Skudo®Wave) e pubblichiamo quanto segue.


Con riferimento all’articolo comparso il 1° gennaio u.s. sul sito Altroconsumo, pubblicato anche a pag.28 della rivista “Altroconsumo” n.299 del gennaio 2016 nonché dell’articolo intitolato “Skudo Wave per limitare le radiazioni del cellulare? Qualche precisazione” pubblicato sullo stesso sito lo scorso 25 gennaio, aventi ad oggetto il prodotto Skudo®Wave, si intende puntualizzare che, contrariamente a quanto affermato nei suddetti articoli, Skudo®Wave agisce come sistema di protezione in grado di ridurre il danno primario al DNA che può essere causato dai campi elettromagnetici emessi dai telefoni cellulari, attraverso la conversione d’onda  del moto degli elettroni a livello sub-atomico e non come un sistema per la riduzione di detti campi, sui quali non interviene.

Non è pertanto un prodotto qualificabile come “schermante” e non può essere assimilato a prodotti aventi tali caratteristiche.

A fronte di tale equivoco di base, si ritiene che le conclusioni cui è giunto Altroconsumo nei citati articoli in ordine all’asserita inefficacia riduttiva del campo elettromagnetico e/o alla dannosità di prodotti cd. “schermanti” non possano riguardare Skudo®Wave.

Autorevoli studi scientifici hanno evidenziato, sia in vivo che in vitro, l’esistenza di danni biologici che possono essere causati dall’esposizione ai campi elettromagnetici emessi dai cellulari.

Non solo: la Corte d’Appello di Brescia, con sentenza confermata in Cassazione (cfr. Cass. Civ. sez. Lavoro, n.17438/12) ha riconosciuto esistente il nesso causale tra l’uso intenso e prolungato di telefoni cellulari e l’incidenza di un neurinoma ipsilaterale del nervo trigemino (cd. danno sanitario), condannando l’INAIL a riconoscere al lavoratore la conseguente rendita per malattia professionale.

Le conclusioni cui è giunto Altroconsumo sull’inesistenza di evidenze scientifiche di danni biologici da esposizioni a cellulari non tengono conto di detti contributi.

Arch. Nicola Limardo

Anche per conto di Edil Natura srl


Noi di Altroconsumo ci limitiamo a rilevare che, a oggi, non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino l'utilità del prodotto in questione, neanche a titolo puramente precauzionale. Restano validi i consigli dati nell'articolo.




Riceviamo da Mobisafe Distribution Italia S.r.l. (distributore di Skudo®Wave) e pubblichiamo quanto segue.


In riferimento all’articolo in cui si annoverava Skudo®Wave fra i prodotti inutili/bufale, pubblicato nel numero di Altrocunsumo di gennaio 2016 e ribadito con la news online del 25 gennaio 2016, Mobisafe Distribution Italia Srl, distributore di Skudo®Wave, prodotto da Edil Natura Srl, ritiene che Altroconsumo sia, presumibilmente in buona fede, caduta in questo errore di premessa: l’aver accomunato Skudo®Wave ad altri prodotti precedentemente apparsi sul mercato (vedi coccinelle) con cui Skudo®Wave non ha nulla a che fare.

Infatti, Skudo®Wave non ha la finalità di schermare le onde elettromagnetiche, bensì di agire significativamente sulla riduzione del danno biologico al DNA che le radiofrequenze possono causare.

A tal proposito, si ricordano la sentenza n. 17438/2012 con cui la Corte di Cassazione ha sancito un collegamento diretto causa-effetto tra l’uso lavorativo protratto di cellulari e cordless e l’insorgere di una grave forma di tumore dei nervi cranici, riconoscendo al lavoratore una rendita di invalidità; nonché il Parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità il 15 novembre 2011 con il quale si raccomanda, soprattutto per quanto riguarda i bambini, l’applicazione del principio di precauzione in relazione all’utilizzo del telefono cellulare.

Infine, si rinvia alla sezione “Documenti” del sito www.skudowave.com per le numerose prove scientifiche sull’esistenza del danno al DNA causato dalle radiofrequenze, tra cui i risultati del test effettuato dal Dr. Massimo Moretti del Laboratorio di Tossicologia Genetica dell’Università degli Studi di Perugia, da cui si rileva che il dispositivo Geoprotex (commercializzato con il marchio Skudo®Wave) “è risultato in grado di ridurre significativamente gli effetti genotossici conseguenti alla esposizione alle radiofrequenze prodotte da un telefono cellulare, riconducendo il danno primario al DNA causato dal telefono in trasmissione a livelli praticamente sovrapponibili a quelli del controllo negativo”.

Skudo®Wave, pertanto, non è né inutile né una bufala, contrariamente a quanto dichiarato da Altroconsumo.


Altroconsumo precisa che:

  • E’ vero che lo Skudo®Wave non vanta effetti di “schermatura” delle radiazioni (come fanno le “coccinelle”) ma di protezione rispetto ai  supposti danni al DNA umano causati dai cellulari e altri prodotti … (computer, ecc...).
  • La tecnica di vendita però è analoga, in quanto Skudo®Wave presuppone un rischio per la salute non dimostrato e si propone come un prodotto in grado di proteggere da tale rischio, protezione non supportata da studi scientifici validi.
  • Per questo abbiamo definito il prodotto “inutile” e confermiamo tale giudizio.


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