Spettabile Altroconsumo,
con la presente richiedo il vostro intervento per tutelare i miei diritti nei confronti della compagnia Generali Italia S.p.A. (Agenzia di Martina Franca).
La decisione di interrompere il rapporto assicurativo nasce da una profonda insoddisfazione circa la gestione di un recente sinistro. La perizia effettuata dalla Compagnia è risultata del tutto inadeguata e il relativo rimborso proposto è stato palesemente insufficiente a coprire i danni reali. A causa di questa gestione carente, che ha fatto venire meno il rapporto di fiducia, in data 13/03/2026 ho inviato regolare disdetta tramite PEC, avvalendomi della facoltà di recesso a seguito di sinistro (Art. 17 Modulo Generale).
Tuttavia, Generali Italia sta mettendo in atto una condotta ostruzionistica basata su tesi contraddittorie:
Interpretazione Vessatoria: L'Agenzia sostiene che il diritto di recesso dopo un sinistro spetti solo all'Assicuratore. Tale squilibrio contrattuale viola i principi di buona fede (Art. 1375 c.c.) e le norme del Codice del Consumo sulle clausole vessatorie.
Violazione della "Sempre Rescindibilità": Nonostante a Pag. 1 della polizza le garanzie "Catastrofali" siano definite come "sempre rescindibili", la Compagnia nega la chiusura immediata, proponendo una cessazione parziale solo per l'anno 2027.
Prelievi Indebiti post-disdetta: Nonostante la mia formale comunicazione di recesso del 13/03/2026, la Compagnia ha continuato a prelevare le rate mensili dal mio conto corrente (rate del 16/03/2026 e del 14/04/2026).
Tutto ciò premesso, chiedo il vostro supporto affinché Generali Italia S.p.A.:
Riconosca la cessazione definitiva del contratto con decorrenza dalla data della mia prima PEC (13/03/2026);
Provveda al rimborso integrale delle due rate indebitamente prelevate successivamente alla disdetta, per un totale di € 263,00;
Cessi ogni pretesa di vincolo pluriennale non più sussistente.
Resto in attesa di un vostro riscontro e sono a disposizione per inviarvi copia della perizia contestata e delle PEC intercorse.
Distinti saluti,
Antonio D'Arcangelo