Come testiamo

Dentifrici: come testiamo


Abbiamo portato in laboratorio 17 dentifrici, 15 sbiancanti e 2 normali a titolo di confronto, per valutare sia gli standard generali che ci si aspetta da un dentifricio sia la presunta efficacia sbiancante. Inoltre abbiamo valutato quanto sono graditi dagli utilizzatori e analizzato le etichette.



Analisi di laboratorio

Le indagini svolte presso un laboratorio specializzato hanno riguardato l’analisi dei seguenti parametri, per tutti i dentifrici:

  • prevenzione delle carie, ovvero la misurazione attraverso analisi chimica di quanto fluoro è effettivamente (al di là di quanto menzionato in etichetta) presente nel dentifricio, la cui quantità deve essere compresa tra 1000 e 1500 ppm;
  • livello di abrasività, che dovrebbe essere più basso possibile in modo tale da non creare problemi alla superficie dei denti con il passare del tempo, ma nella gran parte dei casi non è così. Per questo parametro è stato seguita una metodologia in vitro chiamato “relative dentin abrasion”;
  • rimozione delle macchie superficiali causate da cibo e alcune bevande (come vino e caffè) che rappresenta l’unica azione legata all’aspetto dei denti che un dentifricio possa esercitare, come dimostrato dai buoni risultati complessivi. Anche in questo caso è stato eseguito una metodologia specifica in vitro chiamata “pellicle cleaning ratio”;
  • efficacia sbiancante, la cui prova è stata effettuata su 510 persone che hanno utilizzato i dentifrici per 30 giorni, con la successiva valutazione di esperti del settore che ha portato a risultati deludenti per tutti i dentifrici senza alcuna differenza tra quelli “whitening” e quelli normali;
  • brillantezza che si riferisce alla capacità dei dentifrici di riflettere la luce e la cui prova su 510 persone ha dato dei buoni risultati per quasi tutti i prodotti.

Prova d’uso

Le sensazioni derivanti dall’utilizzo dei dentifrici sono state raccolte e attraverso un questionario che i tester (le stesse 510 persone su cui è stata valutata l’efficacia sbiancante e la brillantezza) hanno compilato alla fine del periodo di test. Le domande erano focalizzate su:

  • l’accettabilità cosmetica, ovvero quanto sono stati apprezzati aspetti come il sapore, la consistenza l’effetto sull’alito e l’erogazione del prodotto dal tubetto, che anche nel caso dei dentifrici sono stati valutati positivamente;
  • la percezione dell’efficacia, sia nella pulizia sia nella presunta efficacia sbiancante che a differenza di quanto emerso dalle analisi i laboratorio, sono stati migliori anche se solo sufficienti.

Etichette

Infine abbiamo verificato la presenza in etichetta di informazioni obbligatorie e facoltative che possono aiutare il consumatore nella scelta. Abbiamo anche valutato la “leggibilità” di quanto scritto sia in termini di grandezza dei caratteri siadello sfondo scelto per l’etichetta. La maggior parte dei prodotti riceve giudizi sufficienti o buoni.