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Ssn, liste d’attesa quasi sempre lunghe: il 5% rinuncia e il 65% va dal privato

L’81% di chi  ha cercato di prenotare un appuntamento con il Servizio sanitario nazionale ha avuto difficoltà legate alla lunghezza dell'attesa e, alla fine, non ha fatto nulla per curarsi oppure, nella maggioranza dei casi, ha pagato di tasca propria. 

  • di
  • Stefania Villa
16 giugno 2022
  • di
  • Stefania Villa
close-up mani di medico

Le lunghe liste d’attesa del nostro Servizio sanitario nazionale sono un problema annoso, che con il Covid si è ulteriormente aggravato. Si stima che solo tra il 2019 e il 2020 siano state circa 30 milioni le prestazioni, tra visite ed esami, rinviate a causa della pandemia (dati ministero della Salute).

Una questione a cui si sta facendo fronte cercando di recuperare i ritardi ma che, nel frattempo, sta creando difficoltà a gran parte degli italiani, cioè all’81% di coloro che, negli ultimi 12 mesi, hanno cercato di prenotare una visita o un esame con il Ssn: c’è chi, di fronte all’attesa, ha rinunciato a prestazioni necessarie per la sua salute (il 5%) e in tanti, alla fine, si sono rivolti al privato (il 65%), pagando cifre anche piuttosto elevate (come risulta dalle nostre rilevazioni prezzi in 195 strutture di dieci città).

È il quadro che emerge dalla nostra ultima indagine sulla sanità pubblica e gli italiani, svolta tra il 5 e il 10 maggio 2022 su un campione di cittadini di età compresa tra 25 e 79 anni (attraverso un questionario online sono state raccolte 803 risposte valide; il campione è distribuito come la popolazione generale per quanto riguarda sesso, età ed area geografica).

grafico difficoltà di prenotazione visite e esami 

Come si risolvono le difficoltà con le liste d’attesa?

Di fronte alle difficoltà dovute alle lunghe liste d’attesa, il 27% (in media tra visite ed esami) ha aspettato fino alla data disponibile con il servizio pubblico (nello specifico, ha aspettato il 32% di chi doveva fare una visita e il 22% di chi doveva fare un esame). 

C’è anche, come anticipato,  chi ha rinunciato (il 5% per le visite e il 4% per gli esami: il 5% in media) ma la maggior parte, alla fine, si è rivolta al privato: il 70% per le visite mediche; il 60% per gli esami diagnostici (il 65% in media).

grafico difficoltà prenotazione veisite a causa delle liste d'attesa 

Soluzioni alternative

Il 3-4% degli italiani intervistati ha cercato altre soluzioni alle lunghe liste d’attesa con il Ssn; ad esempio, c’è stato chi ha trovato un posto in ospedali più lontani, fuori provincia e anche fuori regione, chi ha continuato a chiamare finché non si è liberato un posto, chi ha scelto l’intramoenia (prestazione privata del medico in ospedale, comunque a pagamento ), chi ha prenotato tramite assicurazioni sanitarie, anche aziendali, chi ha chiesto aiuto a conoscenti. E chi, persino, è andato direttamente al Cup “per cercare un buco, era urgente”.

Infine, qualcuno ha chiesto la visita a pagamento (in intramoenia) con addebito all’Asl (si tratta di un’opzione che può mettere in campo il Servizio sanitario quando non riesce a garantire i tempi per alcuni casi molto specifici).