Consigli

Sismabonus nel 730: detrazione, limiti e documenti

Per recuperare una parte delle spese per interventi antisismici non basta indicarle nel 730: bisogna pagare nel modo corretto, conservare fatture, bonifici e asseverazioni e controllare che i dati siano coerenti prima di inviare la dichiarazione.

Con il contributo esperto di:
03 luglio 2026
soggiorno in disordine con cose cadute

Gli interventi antisismici sugli edifici possono dare diritto a una detrazione fiscale nel 730, ma per non perderla bisogna rispettare alcune regole già durante i lavori: pagamento con bonifico parlante, fatture corrette, documenti edilizi e asseverazioni da conservare.

Dal 2025 Sismabonus ed ecosismabonus seguono, in generale, il meccanismo delle ristrutturazioni edilizie: detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% negli altri casi, con limite di spesa di 96.000 euro per immobile e recupero in 10 quote annuali. Le vecchie aliquote più alte continuano a valere solo per le spese sostenute negli anni in cui erano applicabili.

A seconda del tipo di spesa i codici da indicare sono differenti ma vanno indicate tutte nel quadro E sezione IIIA righi da E41 a E43.

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Quanto si ottiene

A partire dal 2025 ecosismabonus e sismabonus sono considerati come ristrutturazioni edilizie e sfruttano la percentuale di detrazione e il limite di spesa di queste ultime:

  • 50% in caso di abitazione principale (anche per la quota parte di interventi condominiali in cui si trova l'abitazione principale);
  • 36% in tutti gli altri casi.

La spesa massima detraibile è di 96.000 euro a immobile e la detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo. 

Nel 2027 la detrazione passerà al 36% per l'abitazione principale e al 30% negli altri casi. Dal 2028 al 2033 l'aliquota sarà del 30% per tutte le abitazioni senza distinzione. Il limite di spesa rimarrà sempre fisso a 96.000 euro a immobile con la ripartizione della detrazione in 10 quote annuali di pari importo.

Cosa succede alle spese sostenute fino al 2024

Fino al 2024, in base alla scelta tra sismabonus, ecosismabonus o supersismabonus la detrazione era differente, chi ne ha usufruito continua a portare in detrazione le spese nel 730 con le stesse percentuali. Il sismabonus ha permesso di recuperare:

  • il 50% della spesa per interventi di adozione di misure antisismiche senza cambio di classe di rischio sismico;
  • il 70% della spesa se l’intervento riduce di una classe il rischio sismico
  • il 75% della spesa se l’intervento riduce di una classe il rischio sismico di parti condominiali;
  • l’80% della spesa se l’intervento riduce di due classi il rischio sismico;
  • l’85% della spesa se l’intervento riduce di due classi il rischio sismico di parti condominiali.

La spesa è stata ripartita in 5 quote annuali fino al 2023, mentre per le spese sostenute nel 2024 la detrazione viene divisa in 10 rate.

L’ecosismabonus ha permesso di recuperare:

  • l’80% della spesa se l’intervento riduce di una il rischio sismico;
  • l’85% della spesa se l’intervento riduce di due classi il rischio sismico.

In questo caso, l’intervento oltre a garantire il passaggio di una o due classi di rischio deve anche essere finalizzato alla riqualificazione energetica dell’involucro di parti condominiali. La detrazione è stata divisa in 10 quote annuali.

Il Supersismabonus è una derivazione del Superbonus e nel 2025 consente il recupero del 65% della spesa sostenuta per interventi di miglioramento sismico senza bisogno di salti di classi sismiche ma solo per interventi già avviati sotto il profilo documentale entro il 15 ottobre 2024. La spesa massima detraibile è di 96 mila euro a unità immobiliare, ripartita in 10 rate di pari importo. 

Rimane la detrazione del 110% solo per i territori colpiti da eventi sismici a partire dal 1 aprile 2009.

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Cosa fare quando sostieni la spesa per non perdere la detrazione

Per usare il Sismabonus nel 730 non basta che l’intervento sia agevolabile. Devi poter dimostrare di aver rispettato gli adempimenti richiesti già al momento del pagamento e durante l’esecuzione dei lavori.

Prima di pagare. Verifica che l’immobile rientri tra quelli ammessi. Il Sismabonus riguarda edifici esistenti ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3; restano esclusi gli immobili in zona 4. Non si applica agli edifici in costruzione.

Paga con bonifico parlante. Nel bonifico devono comparire il codice fiscale di chi beneficia della detrazione, il codice fiscale o la partita IVA dell’impresa o del professionista pagato, la causale del versamento e il riferimento alla fattura, anche se si tratta di un acconto.

Controlla fatture e ricevute. Devono essere intestate in modo coerente con chi sostiene la spesa e userà la detrazione. Se più persone pagano, è opportuno che la ripartizione della spesa sia chiara fin dall’inizio.

Conserva i documenti tecnici e amministrativi. Servono, se previsti, notifica preliminare ASL, SCIA o permesso di costruire, bonifici parlanti, fatture, ricevute degli oneri e copia dell’asseverazione della classe di rischio prima e dopo l’intervento .

Se l’intervento è condominiale, conserva anche la certificazione dell’amministratore o la documentazione con cui sono indicati la quota di spesa attribuita al singolo condomino e il criterio di riparto. Per gli interventi su parti comuni, il limite di spesa può essere calcolato moltiplicando il massimale per il numero delle unità immobiliari dell’edificio .

Se hai ricevuto contributi pubblici post-sisma, puoi usare la detrazione solo per la parte di spesa rimasta davvero a tuo carico. Prima di inserire l’importo nel 730, separa quindi la quota coperta dal contributo da quella effettivamente pagata da te.

Prima di inviare il 730, controlla che l’importo riportato nella precompilata corrisponda alle spese effettivamente sostenute nell’anno e rimaste a tuo carico. Se il dato non compare o è incompleto, puoi integrarlo, ma devi conservare la documentazione che giustifica la detrazione.

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Quali immobili possono usare il Sismabonus

Il bonus riguarda tutti gli immobili di tipo abitativo, prima e seconda casa. Inoltre, è possibile detrarre le spese per interventi volti al miglioramento sismico di edifici utilizzati per attività produttive. E' fondamentale che si tratti di edifici esistenti e non di nuove costruzioni.

Gli immobili devono ricadere nelle zone sismiche 1, 2 e 3, rimangono esclusi dal sismabonus gli immobili della zona 4.

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Quali spese rientrano nel Sismabonus

Come abbiamo detto le spese sostenute sono detraibili, tra queste rientrano, oltre ai lavori di ristrutturazione:

  • gli onorari dei professionisti, per classificare e verificare sismicamente l'immobile, nella progettazione, nella direzione lavori…;
  • i diritti di segreteria, bolli e oneri di urbanizzazione.

I limiti di spesa e i soggetti ammessi all’utilizzo del sismabonus sono gli stessi che accedono al bonus ristrutturazione casa. Infatti, si possono detrarre al massimo 96 mila euro per ogni unità immobiliare ma il massimale relativo al sismabonus può essere cumulato solo con i tetti massimi degli ecobonus, ma non con quello relativo al bonus ristrutturazione. In pratica, tra sismabonus e bonus ristrutturazione si detraggono al massimo 96 mila euro. Mentre per interventi su parti comuni, il massimale di 96 mila euro va moltiplicato per il numero di unità che compongono l'edificio.

E' importante utilizzare il bonifico parlante come previsto per le ristrutturazioni edilizie.

Contributi pubblici post-sisma

Se per la riparazione o la ricostruzione dell’edificio danneggiato da eventi sismici sono stati ricevuti contributi pubblici, il sismabonus può essere usato solo sulla parte di spesa rimasta effettivamente a carico del contribuente.

La detrazione spetta quindi sulle spese agevolabili eccedenti il contributo concesso e può riguardare anche opere di ulteriore consolidamento o completamento, se collegate all’intervento agevolato.

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