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Come dichiarare gli immobili nel 730: il quadro B

Se hai una casa che affitti o ci vivi o è la tua casa per le vacanze, devi compilare il quadro B del modello 730/2026. In questa guida trovi le informazioni per proprietari di immobili, locatori e chi gestisce affitti brevi. Ecco cosa indicare, quali codici scegliere e quando si applica la cedolare secca con aliquota ridotta sugli affitti brevi. 

 

Con il contributo esperto di:
09 marzo 2026
redditi da fabbricati

Nella dichiarazione dei redditi 2025, presentata con il modello 730/2026, tutti gli immobili di cui si è proprietari, usufruttuari o titolari di altro diritto reale vanno inseriti nel quadro B. Non solo l'abitazione principale, ma anche le pertinenze, le seconde case, gli immobili in affitto, gli affitti brevi e quelli concessi in comodato. Il quadro B è uno dei più articolati del modello: ogni immobile richiede un rigo a sé e per ciascuno i codici da scegliere possono fare la differenza tra un calcolo corretto e un errore che incide sull'imposta.  Torna all'inizio

Chi deve compilare il quadro B del 730/2026

Cerchiamo di capire chi sia tenuto a compilare questo quadro e sia di conseguenza obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi. 

Il quadro B del modello 730 (Redditi dei fabbricati) che deve essere compilato da:

  • i proprietari di fabbricati iscritti al Catasto con rendita catastale;
  • i possessori di immobili che non possono essere considerati rurali;
  • i titolari dell’usufrutto o di altro diritto reale sul fabbricato (diritto d’uso o d’abitazione che spetta al coniuge superstite). In questo caso, il titolare della “nuda proprietà” non deve dichiarare nulla;
  • i soci di società semplici e di società a esse equiparate, che producono reddito di fabbricati.

Come capire se il tuo immobile è considerato abitazone principale dal Fisco

Per il Fisco, l’abitazione principale è quella in cui abita il contribuente o i suoi familiari (coniuge, figli, nipoti, genitori, nonni, fratelli, zii, suoceri, cognati e nonni del coniuge), che devono avere lì la residenza oppure quella di chi il contribuente si è trasferito per il ricovero permanente in un istituto di ricovero o sanitario, purché la casa non venga data in affitto.

Non è necessario che per l’acquisto dell’immobile siano stati utilizzati i benefici prima casa per definirlo come abitazione principale.

Il trattamento fiscale dell'abitazione principale è agevolato e spetta una deduzione dal reddito complessivo pari al reddito prodotto dall'abitazione e dalle sue pertinenze. In pratica si inserisce la rendita catastale della casa e delle pertinenze, ma queste non vengono considerare ai fini del calcolo delle imposte.

Il Fisco, però, concede la deduzione per una sola unità immobiliare: chi possiede due case, una adibita ad abitazione principale e l’altra utilizzata da un familiare, la deduzione spetta solo per quella usata da lui. Per chi è ricoverato in maniera permanente in un istituto di ricovero o sanitario, la deduzione spetta comunque, purché la casa non venga affittata.

Attenzione all'IMU:

  • sulle abitazioni principali considerate di lusso (classificate come A1, A8 o A9), l'Imu continua a esser dovuta, di conseguenza son dovute sia l'Irpef che le addizionali (si deve indicare il codice 2 a colonna 12 nella compilazione del quadro B);
  • chi possiede un'altra casa non affittata nello stesso Comune in cui ha l'abitazione principale, paga Irpef e addizionali sul 50% del valore immobiliare di quest'ultima (cioè il 50% del valore della rendita catastale rivalutata del 5%) pure pagando l'IMU (codice 3 a colonna 12).
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Come si compila il quadro B del 730

Vediamo ora come compilare correttamente le sezioni del quadro B, ricordando che qualora non fosse sufficiente un solo quadro, è sempre possibile utilizzare ulteriori modelli 730, che andranno compilati solo nella parte dedicata agli immobili e numerati progressivamente sul frontespizio. Allo stesso modo se per un immobile la situazione è variata in corso d’anno, bisogna usare due righi diversi.

Se si utilizza il modello precompilato i dati vengono già compilati in base alla situazione del 2024, per questo motivo occorre prestare molta attenzione e fare tutte le modifiche in caso di acquisti, vendite, modifiche dei contratti di locazione...

La rendita catastale da inserire a colonna 1

Nella colonna 1 del quadro B indica la rendita catastale dell'immobile, che sarà rivalutata del 5% da chi ti presta l’assistenza fiscale o nel calcolo del precompilato ai fini del calcolo dell’imposta. In caso di immobili non censiti indicare la rendita presunta, o quella nuova se è stata già attribuita. Per gli immobili di interesse storico o artistico, la rendita va indicata al 50%.

Per trovare la rendita catastale bisogna far riferimento ai documenti di acquisto dell'immobile, sul rogito è indicata la rendita catastale insieme agli altri dati che definiscono la "carta d'identità del fabbricato" in alternativa puoi fare una visura catastale gratuita tramite il servizio online dell'Agenzia delle entrate.

In caso di utilizzo del precompilato, dovresti trovare tutto inserito, ma se nel corso dello scorso anno hai acquistato/venduto/ereditato o hai cambiato l'utilizo che fai di quell'immobile (ad esempio lo hai affittato e prima lo usavi come seconda casa) potresti non trovarlo nel quadro B ma indicato solo come atto stipulato nelle indicazioni che l'Agenzia delle entrate fornisce su quello che ha utilizzato o meno per la compilazione del tuo 730 precompilato. In questo caso, sei tu a dover inserire correttamente gli estremi dell'immobile nel quadro.

Qual è il codice utilizzo giusto per l'immobile (colonna 2)

Il codice corrispondente all'utilizzo che si fa dell'immobile permette al FIsco di calcolare correttamente le imposte dovute. Va scelto con attenzione.

Codice Situazione
1 Abitazione principale
2 Tenuto a disposizione o dato in comodato a non familiari
3 Locazione libero mercato (anche meno di 30 gg)
4 Locazione con equo canone
5 Pertinenza dell'abitazione principale (rendita catastale autonoma)
8 Canone concordato in Comuni ad alta densità abitativa
9 Casi non classificabili (inutilizzato, portineria, ecc.)
10 Uso gratuito a familiare che vi abbia la residenza
11 Locazione di parte dell'abitazione principale (libero mercato)
12 Locazione di parte dell'abitazione principale (canone concordato)

Casi particolari:

  • codice 8. Usa questo codice anche per l'immobile che si trova in uno dei Comuni dichiarati in stato di emergenza per eventi calamitosi nei 5 anni precedenti il 28/5/14 e hai locato a canone concordato scegliendo la cedolare secca. Allo stesso modo, utilizzalo per i contratti stipulati nel 2020 nei Comuni appena visti che abbiano meno di 10 mila abitanti. Oppure se l'immobile si trova nei Comuni della zona rossa interessati dal sisma del 2016. Il reddito in questo caso sarà ridotto del 30% ai fini della tassazione ordinaria, la cedolare secca invece sarà agevolata con aliquota al 10%.
  • codice 9. Usa questo codice se l'immobile che non rientra in nessuno dei casi descritti dai codici da 1 a 17 perché si tratta, ad esempio, di un'unità immobiliare priva di allacciamenti alla rete della luce, del gas e dell'acqua e, quindi, di fatto inutilizzata; oppure della pertinenza di un immobile tenuto a disposizione; oppure di un immobile tenuto a disposizione in Italia da contribuenti che dimorano temporaneamente all'estero; oppure di un immobile di proprietà condominiale (come i locali della portineria) e dichiarato dal singolo condomino, oppure di un immobile data in uso gratuito a un soggetto che l'affitta col regime delle locazioni brevi.
  • codice 10. Usa questo codice per un'abitazione o una pertinenza data in uso gratuito a un familiare che vi abbia la residenza o utilizzata come abitazione principale da uno o più comproprietari diverso dal dichiarante (ad esempio, se padre e figlio posseggono un appartamento in cui vive solo il figlio che lo dichiara col codice "1", mentre il padre vive in una casa di sua esclusiva proprietà);

I codici 11 e 12 riguardano la locazione di una parte di casa adibita ad abitazione principale, trovi tutto nella sezione delle domande frequenti.

I codici dal 14 al 17 sono deidcati a situazioni particolari che meritano l'intervento di un professionista per la compilazione (immobili siti in Abruzzo nei Comuni colpiti dal sisma del 2009 e immobili di società semplici).

Giorni di possesso e quote di proprietà: colonne 3 e 4 

Nella colonna 3 devi indicare i giorni di possesso, riportanto 365 per tutto l’anno. Se l'immobile è indicato su più righe il totale dei giorni per i quali viene dichiarato non può comunque superare i 365. I fabbricati di nuova costruzione vanno dichiarati dalla data in cui diventano idonei all'uso cui sono destinati o dall'utilizzo del possessore.

In caso di acquisto il primo giorno da considerare è quello del rogito, allo stesso modo in caso di immobili in eredità il primo giorno è quello della data del decesso. Pertanto, in caso di vendita o di successione l'ultimo giorno da considerare è quello precedente a quelli appena visti.

Nella colonna 4 si indica la percentuale di possesso che risulta pari a 100 per l'unico proprietario. In caso di cointestazione quindi, la somma delle percentuali indicate da tutti i comproprietari dovrà esser pari a 100.

L'affitto: colonne 5, 6, 11 e 13

Nella colonna 5 devi indicare il codice che corrisponde tua situazione, per la quale riporterai la percentuale di canone tassato nella successiva colonna 6:

codice situazione percentuale di canone da indicare a colonna 6
1 tassazione ordinaria 95%
2 città di Venezia centro e isole della Giudecca, di Murano e di Burano 75%
3 cedolare secca 100%
4 immobili di interesse storico o artistico 65%

Nella colonna 6, indica il canone calcolato in base alle percentuali di colonna 5.

Se l’affitto è durato solo per una parte dell'anno il canone di locazione annuo va indicato in proporzione ai giorni di durata della locazione che indicati a colonna 3.

In caso di comproprietà va riportato comunque per intero a prescindere dalla quota indicata a colonna 4.

Se si sceglie la cedolare secca potrebbe esser necessario compilare la casella di colonna 11. Se nella colonna 2 sono indicati i codici 3, 4, 8, 11, 12 o 14 inserisci:

  • 1 per locazione ordinaria di immobili di categoria catastale C1;
  • 2 per l’affitto breve dell'immobile su cui hai scelto che verrà applicata l’aliquota del 21%;
  • 3 per gli ulteriori immobili affittati con contratti brevi sui quali viene applicata la cedolare al 26%;

in tutti gli altri casi la casella  di colonna 11 rimane vuota.

Nella colonna 13 indica il codice 1 per i contratti a canone concordato per i quali è stata scelta la cedolare secca e sono stati inseriti i codici 8 o 12 nella colonna 2.

Modifiche in corso d'anno: colonna 8

Se uno stesso immobile deve esser dichiarato su più righe bisogna barrare la colonna 8. In questo modo si segnala che la riga che si sta compilando è la prosecuzione della precedente. Questo avviene ad esempio se un immobile è stato a disposizione per una parte dell'anno e poi è stato affittato, sia con un contratto ordinario che tramite affitto breve.

Codice catastale a colonna 9

La colonna 9 deve esser compilata per ogni immobile dichiarato, inserendo il codice alfanumerico che identifica il Comune di appartenenza dell'immobile. L’elenco dei codici catastali di ogni Comune italiano si trova nell’appendice alle istruzioni ministeriali.

I casi particolari di colonna 7

La colonna 7 deve esser compilata solo se si rientra in alcuni casi specifici indicando:

  • 1 se l’immobile è distrutto o inagibile a seguito di eventi calamitosi e il Comune ha rilasciato la certificazione di non imponibilità fiscale attestante la distruzione dell'immobile. (codice 9 a colonna 2);
  • se l’immobile è inagibile per altre cause ed è stata chiesta la revisione della rendita (codice 9 a colonna 2);
  • 4 se l’immobile è locato e non sono stati percepiti i canoni di locazione previsti dal contratto, in tutto o in parte e il procedimento di convalida di sfratto per morosità si è concluso prima della presentazione della dichiarazione dei redditi oppure per i canoni non percepiti dal 1° gennaio 2020, se entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi è stata effettuata l’ingiunzione di pagamento o l’intimazione di sfratto per morosità. In questi casi, se il canone di locazione è stato percepito solo per una parte dell’anno, va compilato un unico rigo, riportando in colonna 6 la quota di canone effettivamente percepita e indicando in colonna 7 il codice 4. Se l’importo del canone di locazione è stato rinegoziato in diminuzione, nella colonna 7 “Casi particolari” va indicato il codice 7. Se non è stato percepito alcun canone viene comunque assoggettata a tassazione la rendita catastale;
  • 5 se l’immobile è posseduto in comproprietà ed è dato in locazione soltanto da uno o più comproprietari per la propria quota;
  • 6, 7 e 8 riguardano casi molto particolari di rinegoziazione in diminuzione del canone d'affitto in corso d'anno.

Cosa succede se pago l'IMU sull'abitazione principale: colonna 12

Nella colonna 12, si deve indicare il codice corrispondente alla propria situazione:

  •  1 fabbricato diverso dall’abitazione principale e relative pertinenze, esente dall’Imu, ma assoggettato alle imposte sui redditi;
  • 2 abitazione principale e pertinenze per le quali è dovuta l’Imu, come nel caso di abitazione principale di lusso o di pertinenze all’abitazione principale per le quali viene versato l’Imu (ad esempio per il secondo box);
  • 3 immobile a uso abitativo non locato, assoggettato all'Imu e situato nello stesso Comune nel quale si trova l’abitazione principale. In questo caso il reddito dell’immobile fa parte della base imponibile dell’Irpef e delle relative addizionali per il 50%. La sua eventuale pertinenza va indicata con il codice 9 a colonna 2.

Sezione II: solo per immobili locati nei Comuni colpiti dal sisma del 2009

La sezione II del quadro B deve essere compilata, indicando gli estremi di registrazione del contratto di locazione, solo da chi ha concesso in locazione immobili situati in Abruzzo a soggetti residenti nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 le cui abitazioni siano state distrutte o dichiarate inagibili (codice 14 a colonna 2 della sezione I del quadro B). Torna all'inizio

Immobili in affitto nel 730: tassazione ordinaria o cedolare secca

Quando si dà un immobile in affitto, la scelta del regime fiscale da applicare incide direttamente sul reddito netto che ne deriva. La scelta tra la tassazione ordinaria e la cedolare secca si fa alla registrazione del contratto. Si può scegliere al momento della dichiarazione dei redditi solo per i contratti senza obbligo di registrazione, cioè i contratti di durata inferiore a 30 giorni totali annui. A prescindere dal momento in cui si effettua la scelta della cedolare secca, occorre comunque indicare l'immobile nel quadro B indicando il codice corretto a colonna 11. Vediamo quando conviene.

Tassazione ordinaria: come funziona e quando conviene

Per chi ha dato la casa in affittoil canone di locazione da dichiarare è quello che risulta dal contratto, a cui bisogna togliere le spese di condominio, luce, acqua, gas e simili, se comprese nel canone, perché non vanno mai conteggiate nel totale. Il canone deve essere calcolato in base ai giorni di possesso (indicati nella colonna 3). In caso di comproprietà, il canone di locazione va indicato per intero, indipendentemente dalla quota di possesso. L'applicazione della tassazione ordinaria, cioè tramite Irpef e addizionali, comporta che il reddito derivante dall'affitto viene tassato con la propria aliquota Irpef marginale, cioè quella più alta di appartenenza in base agli altri redditi annui. In caso di redditi bassi potrebbe esser più conveniente la tassazione ordinaria, perché dalla cedolare secca non è possibile togliere le detrazioni per le spese sostenute nell'anno (mediche, mutuo, assicurazione, scuola, mezzi di trasporto...), di conseguenza l'imposta rimarrebbe fissa al 21%, viceversa l'Irpef potrebbe arrivare ad annullarsi.

Se il contratto di locazione si riferisce, oltre che all'abitazione, anche alle sue pertinenze (box, posto auto, cantina...) nella colonna 6 si indica, per ogni unità immobiliare, la quota del canone di affitto corrispondente. Per ottenere la quota proporzionale del canone di locazione si applica la formula:

Quota proporzionale del canone = canone totale x singola rendita / totale delle rendite

Come si applica la cedolare secca sulle locazioni

Il regime della "cedolare secca" prevede l’applicazione di un’imposta che sostituisce, oltre che l’Irpef e le addizionali regionale e comunale, anche le imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione. La base imponibile della cedolare è costituita dal canone di locazione annuo, sul quale si applica un’aliquota del 21%.

È prevista poi un’aliquota agevolata del 10% per i contratti di locazione a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini (art. 2 comma 3, art. 5 comma 2 e art. 8 Legge 431/98), relativi ad abitazioni site nei Comuni con carenze abitative (Bari, bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, i Comuni che confinano con questi e gli altri capoluoghi di provincia - elencati all’art.1, comma 1 lett. a) e b) DL 551/88) e negli altri Comuni elencati nelle delibere del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica). 

Nei calcoli finali, il reddito derivante dalla locazione a cui si applica la cedolare secca, farà parte del reddito complessivo ai fini della valutazione della condizione di familiare a carico, per il calcolo delle detrazioni per familiari a carico e di quelle per oneri e per stabilire se spettano e a quanto ammontano i benefici, fiscali e non, collegati al possesso di determinati requisiti di reddito (come l'Isee). Non viene invece considerato per il pagamento dell'Irpef.

Come dichiarare un immobile in comodato d'uso a un familiare

La concessione in comodato d'uso gratuito a un familiare prevede un'agevolazione sulla valutazione del reddito da utilizzare per il calcolo dell'imposta. Infatti, in questo caso, l'immobile produce reddito ma esclusivamente per l'importo della sua rendita catastale rivalutata del 5%, senza ulteriori maggiorazioni come previsto ad esempio per gli immobili tenuti a disposizione. Questi immobili vanno indicati con il codice 10 a colonna 2 e, se l'immobile si trova nello stesso Comune in cui c'è l'abitazione principale del dichiarante, bisogna indicare il codice 3 a colonna 12.

Come dichiarare la sublocazione

Il Fisco considera i redditi percepiti per la sublocazione di un immobile come “redditi diversi” ai fini fiscali: quindi devono essere dichiarati interamente nel quadro D, rigo D4, indicando a colonna 3 il codice 3. In caso di sublocazione di durata inferiore ai 30 giorni, di immobili ricevuti in comodato si indica il codice 10 a colonna 3.

L'affitto della portineria

locali condominiali (portineria, alloggio del portiere...) che hanno un’autonoma rendita catastale devono essere dichiarati dal singolo condomino, indicando il codice 9 a colonna 2. Per indicare la cifra giusta l’amministratore deve consegnare i documenti necessari con le quote in millesimi ad ogni condòmino: infatti, va inserito il reddito solo se la quota di spettanza è superiore a 25,82 euro all'anno.

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Gli Affitti Brevi nel quadro B del 730

Quando si parla di affitti brevi, spesso a fini turistici, si fa riferimento ai contratti di affitto di immobili ad uso abitativo, situati in Italia, con durata inferiore ai 30 giorni stipulati direttamente tra privati (non aziende) o per il tramite di intermediari immobiliari che operano anche attraverso la gestione di portali on-line. 

Il termine dei 30 giorni di durata, deve essere considerato in relazione a ogni contratto. Quindi, se nel corso dello stesso anno si stipulano più contratti con le stesse persone, il termine va riferito a ogni singolo contratto, ma se complessivamente si superano i 30 giorni il contratto deve essere registrato.

Il limite dei 4 immobili

Si possono avere al massimo 4 immobili destinati alla locazione breve, chi ne possiede di più deve presentare il modello Redditi perché si configura come reddito d'impresa e non è possibile applicare la cedolare secca. Da gennaio 2024, inoltre, è possibile utilizzare la cedolare secca al 21% per tassare gli affitti brevi solo su uno degli immobili che si possiedono, dal secondo in poi la cedolare è del 26%.

La certificazione dell'inttermediario immobiliare

Se l'intermediario immobiliare interviene non solo nella stipula del contratto, ma anche incassando i canoni di locazione, deve trattenerti il 21% del canone percepito a titolo di ritenuta. Per questo motivo gli intermediari devono consegnare al locatore la Certificazione Unica con indicate le ritenute che hanno trattenuto e versato allo Stato. La ritenuta è applicata sul canone indicato nel contratto di locazione (sono escluse caparre o depositi cauzionali), in particolare vengono tassate:

  • le spese per servizi accessori, a meno che siano state sostenute direttamente dal locatario oppure gli siano state riaddebitate sulla base dei costi o dei consumi effettivamente sostenuti;
  • la provvigione dovuta all'intermediario se è trattenuta sul canone che spetta in base al contratto. 

L'applicazione dell'imposta nel 2025

Per compilare il quadro B relativamente agli affitti brevi, ricordiamo che la tassazione del canone deve avvenire nell'anno in cui è stato locato l'immobile ed è:

  • a titolo d'imposta se in dichiarazione dei redditi o alla registrazione del contratto è stata scelta la cedolare secca;
  • a titolo di acconto su quanto dovuto a fine anno in tutti gli altri casi.

Per affitti del 2025 per i quali ancora non sono stati incassati i canoni di locazione o se sono stati incassati e non è stata rilasciata la Certificazione Unica da parte dell'intermediario, bisogna comunque indicarli nel 730 di quest'anno sui redditi dell'anno scorso. Se invece, sono stati percepiti dei canoni nel 2025 ma la locazione avviene nel 2026, questi redditi andranno nel 730 del prossimo anno.

Compilare il quadro B degli affitti brevi

Per compilare la colonna 6 con il canone di locazione, se si è optato per la cedolare secca bisogna indicare il 100% del canone percepito, con le eventuali riduzioni per servizi accessori, ricordandosi di riportare su due righe l'immobile se per una parte dell'anno non è stato affittato e indicandolo con il codice 2 a colonna 2.

Se il contratto di locazione si è concluso nel 2025 e hai la relativa Certificazione Unica rilasciata dall'intermediario, devi controllare nel quadro "Certificazione Redditi - Locazioni brevi" se nella casella 4 è indicato l'anno 2025 e non è barrata la casella del punto 21, indica a colonna 6 l'importo riportato nel punto 19 della CU. Se nella casella del punto 4 è riportato l'anno 2026 inserirai l'importo indicato nel punto 19 nel 730/2027 relativo ai redditi 2026. Se invece è barrata la casella 21 indica l'importo al rigo D4 del quadro D riportando il codice 10 a colonna 3 (sublocazione di immobile da parte del comodatario).

Se il periodo di locazione è a cavallo di due anni, devi indicare solo la parte di canone relativo alla locazione svoltasi nel 2025. 

Se relativamente allo stesso immobile devi dichiarare più importi per locazioni brevi o hai più CU, puoi scegliere se aggregare i dati oppure indicare ogni singolo contratto separatamente nel quadro BSe decidi di aggregare i dati, per ogni immobile devi sommare gli importi presenti nel punto "importo corrispettivo" della CU (punti 19, 119, 219, 319 e 419) per i quali le relative caselle "anno" (punti 4, 104, 204, 304, e 404) indicano 2025 e quelle "locatore non proprietario" (punti 21, 121, 221, 321 e 421) non risultano barrate. 

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Dove indicare il codice CIN

Se si affitta con finalità turistica, è obbligatorio richiedere il codice CIN per ogni immobile locato. Questo codice deve essere indicato anche nel 730, nella sezione III del quadro B al rigo B12.

Devi riportare a colonna 1 il numero di rigo della sezione I del quadro in cui sono indicati i dati dell'immobile che hai affittato e per il quale hai il CIN. A colonna 2 se hai compilato più modelli, il numero del modello nel quale sono stati indicati i dati dell'immobile locato.

colonna 3 indica il CIN che ti è stato rilasciato dal Ministero del Turismo.

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Immobili che non vanno dichiarati nel quadro B

Non tutti gli immobili devono esser dichiarati nel 730. Per il Fisco non producono reddito:

  • le costruzioni rurali utilizzate come abitazione che appartengono al possessore o all’affittuario dei terreni ed effettivamente adibite a usi agricoli perché il reddito è già compreso in quello del terreno. Le unità immobiliari, che non hanno i requisiti per essere considerate rurali, devono essere dichiarate utilizzando la rendita presunta se quella definitiva non è ancora stata attribuita. In ogni caso, sono considerate produttive di reddito le unità immobiliari che rientrano nelle categorie A/1 e A/8 e quelle che hanno caratteristiche di lusso;
  • le costruzioni che servono per svolgere le attività agricole, comprese quelle destinate alla protezione delle piante, conservazione dei prodotti agricoli, custodia delle macchine, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione;
  • fabbricati rurali destinati all’agriturismo;
  • le unità immobiliari, per il periodo in cui sono state rilasciate licenze, concessioni o autorizzazioni per restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia e durante il quale non vengono utilizzate;
  • gli immobili completamente adibiti a sedi aperte al pubblico di musei, biblioteche, archivi, cineteche ed emeroteche, quando il possessore non ricava alcun reddito dall’utilizzo dell’immobile. Il contribuente, in questo caso, deve presentare una comunicazione all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro tre mesi dalla data in cui ha avuto inizio l'utilizzo;
  • le unità immobiliari destinate esclusivamente all’esercizio del culto, nonché i monasteri di clausura, se non sono locati, e le loro pertinenze;
  • i fabbricati (non abitabili al 7/5/2004) siti in zone rurali che ristrutturati diventano abitabili e vengono locati dall'imprenditore agricolo a certe condizioni.
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Domande frequenti

Come dichiarare un box non contiguo all’abitazione?

Il Fisco considera pertinenze gli immobili destinati e utilizzati in modo permanente a servizio dell’abitazione principale, anche se non appartengono allo stesso fabbricato (ad esempio quando il box non è nello stesso condominio in cui c'è l'abitazione principale, ma è sufficientemente vicino per giustificarne un utilizzo pertinenziale). Le pertinenze all'abitazione principale seguono il trattamento di questa.

Chi possiede due pertinenze con la stessa classe catastale (ad esempio due box con classe C6) paga l'Imu su una delle due a sua scelta, tipicamente quella con la rendita catastale inferiore. Nel 730 entrambe le pertinenze sono indicate con codice 5 a colonna 2 e nel rigo usato per la seconda pertinenza si deve indicare il codice 2 a colonna 12.

Chi dichiara un immobile in comodato?

In linea generale gli immobili concessi in comodato devono essere dichiarati dal proprietario e non dal comodatario. Il contratto di comodato d’uso gratuito per un bene immobile non deve essere per forza redatto in forma scritta, ma può essere anche solo un accordo verbale (se si mette tutto nero su bianco allora bisogna registrare il contratto). Quando il comodatario trasferisce la residenza nella casa, per il Fisco si è costituito formalmente il comodato d’uso gratuito.

Nel caso di comodato d'uso gratuito ad un familiare, a partire dalla data di variazione della residenza, il proprietario può dichiarare la casa come concessa in uso gratuito a un familiare. Ai fini Irpef, nel quadro B si indica il codice “10” nella colonna 2. E' bene ricordare che se la casa si trova nello stesso Comune in cui il proprietario ha la propria abitazione principale, pagherà l'Irpef e le addizionali sul 50% del valore dell'immobile, in questo caso si indica anche il codice 3 a colonna 12.

Che succede se affitto solo una stanza?

In questo caso si pagano le imposte solo sull’affitto percepito per la stanza. Per dichiarare correttamente questo reddito bisogna inserire a colonna 1 la rendita catastale dell’abitazione, mentre a colonna 2 del quadro B:

  • il codice 11 se la stanza è concessa in locazione in regime di libero mercato, anche per meno di 30 giorni.
  • il codice 12 se la stanza è data in affitto a canone concordato perché l’immobile si trova in uno dei comuni ad alta densità abitativa o in uno dei comuni per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza o sono stati interessati dagli eventi sismici del 2016.

Per il resto la compilazione è identica a quella relativa all’affitto di un altro immobile.

Si deve dichiarare una casa ricevuta in eredità?

Le case ricevute in eredità vanno sempre dichiarate, ricordando che entrano a far parte del quadro B a partire dalla data del decesso della persona da cui sono state ereditate.

In caso di successione di immobili, la dichiarazione dei redditi va compilata con attenzione in caso di pluralità di eredi, ricordandosi quindi di indicare correttamente la percentuale di possesso ereditata, che negli atti successori viene indicata in frazione, pertanto va convertita in centesimi. Inoltre, è bene sempre verificare quale codice faccia al caso nostro tra quelli di colonna 2, perché ai fini della tassazione cambia dichiarare che una casa è tenuta a disposizione, occupata da un familiare o la nostra abitazione principale.

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