Consigli

Bonus Sicurezza 2026: detrazione per antifurti e sistemi di allarme

Stai installando un antifurto, una porta blindata o delle grate? Prima di pagare verifica aliquota, bonifico e documenti: gli errori si possono evitare, ma non sempre correggere.

Con il contributo esperto di:
10 luglio 2026
persona controlla telecamera di sicurezza

Nel 2026 puoi detrarre le spese sostenute per antifurti, allarmi, porte blindate e altri interventi destinati a proteggere la casa dagli atti illeciti. La detrazione è del 50% per il proprietario o titolare di un diritto reale che interviene sull’abitazione principale e del 36% negli altri casi.

Il limite di 96.000 euro è unico per l’unità immobiliare e va condiviso con le altre spese di recupero edilizio. Per non perdere l’agevolazione devi pagare con bonifico parlante e conservare fatture, ricevuta del pagamento e documentazione relativa ai lavori. La detrazione viene recuperata in dieci rate annuali.

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Cos’è il Bonus Sicurezza e quali interventi copre

Il bonus sicurezza non è un contributo da richiedere né un’agevolazione separata dal bonus ristrutturazioni. È la detrazione prevista dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera f), del TUIR per gli interventi realizzati su abitazioni e parti comuni condominiali con lo scopo di prevenire furti, aggressioni e altri atti illeciti.

Rientrano, per esempio, l’installazione o il rafforzamento di porte blindate, grate, cancellate, serrature, tapparelle con bloccaggi, vetri antisfondamento, casseforti a muro, rilevatori antifurto e centraline. Sono agevolabili i lavori e gli impianti realizzati sull’immobile, non il successivo contratto di vigilanza.

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Chi può ottenere la detrazione e con quale aliquota

La detrazione spetta a chi ha sostenuto o sostiene spese per l’acquisto e l’installazione di sistemi di sicurezza. Può essere richiesto da:

  • proprietari;
  • nudi proprietari;
  • affittuari e comodatari purché abbiano effettivamente sostenuto la spesa;
  • familiari conviventi del proprietario o del detentore dell’immobile a patto che abbiano sostenuto la spesa e che siano intestatari della fattura e del bonifico.

La condizione necessaria è che i pagamenti siano tracciabili e che l’immobile sia già esistente, inoltre la spesa può esser detratta sia che sia stata sostenuta per un singolo immobile che per un condominio.

Nel 2026 la detrazione spetta con un'aliquota del:

  • 50% per interventi effettuati sull'abitazione principale dal proprietario (o titolare di diritto reale);
  • 36% per inquilini, comodatari o familiari conviventi non proprietari dell'immobile, anche se gli interventi interessano l'abitazione principale;
  • 36% per interventi su seconde case.
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Quali spese sono ammesse

Tra le spese detraibili rientrano tutte quelle che mirano a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi. Sono detraibili l’acquisto e l’installazione di:

  • sistemi di antifurto;
  • impianti di videosorveglianza;
  • vetri anti sfondamento, porte blindate, serrature di sicurezza, grate, cancellate o recinzioni;
  • citofoni e videocitofoni;
  • casseforti a muro;
  • inferriate, tapparelle blindate;
  • rilevatori di apertura o effrazione, impianti antifurto e centraline;
  • telecamere collegate con centri di vigilanza (ma non è detraibile il costo del contratto di abbonamento con l'istituto di vigilanza).

Le spese devono essere giustificate con fattura e pagate tramite bonifico parlante, che indichi chiaramente la causale del versamento e i dati fiscali di chi beneficia della detrazione e di chi effettua i lavori. È importante conservare tutta la documentazione ai fini dei controlli fiscali.

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730: quanto si può detrarre e in quante rate

Per le spese sostenute nel 2025 la detrazione scende al 36% per le seconde case e rimane al 50% solo per interventi effettuati sull’abitazione principale. Il limite massimo di spesa rimane di 96 mila euro a immobile e la detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo, da inserire nella dichiarazione dei redditi.

Bonus sicurezza e iva

L’IVA sulle spese ammesse al bonus è inclusa nell’importo detraibile. Per esempio, se l’intervento costa 2.000 euro IVA inclusa, la detrazione sarà del 50% o del 36% su tutto l’importo, quindi 1.000 o 720 euro. È fondamentale che l’IVA venga specificata nella fattura e che il pagamento venga effettuato con bonifico parlante per garantirne la tracciabilità.

Dove inserire bonus sicurezza 730

Nel modello 730, il bonus va indicato nel Quadro E – Sezione III A, dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, nei righi da E41 a E43. Per i lavori effettuati durante l’anno bisogna riportare i dati catastali dell’immobile su cui sono stati fatti i lavori nella successiva Sezione IIIB.

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Come richiedere il Bonus Sicurezza

Per richiedere il Bonus Sicurezza è necessario conservare tutta la documentazione delle spese sostenute: fatture, bonifici parlanti, eventuali dichiarazioni sostitutive e dati catastali dell’immobile. La detrazione si ottiene presentando la dichiarazione dei redditi, inserendo i dati richiesti nel modello 730 o nel modello Redditi. Non serve inviare alcuna comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate.

Il bonifico parlante deve riportare la causale del versamento relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA o codice fiscale del destinatario del pagamento. La modalità di pagamento deve essere rigorosamente tracciabile.

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Tutti i tuoi vantaggi sull'installazione di un sistema di allarme

Se stai valutando l’installazione di un impianto di sicurezza, puoi unire la detrazione fiscale del Bonus Sicurezza 2026 a un’offerta esclusiva riservata ai soci Altroconsumo grazie alla convenzione con Sector Alarm. L’offerta prevede uno sconto immediato su due mensilità, l’installazione professionale inclusa nel contributo iniziale, il collegamento continuo alla centrale operativa attiva 24 ore su 24 e la possibilità di controllare il sistema da remoto tramite app. È incluso anche il supporto tecnico attivo tutti i giorni, a qualsiasi ora. 

Per ulteriori approfondimenti puoi consultare anche la sezione del sito con tutti gli altri servizi di Altroconsumo per la casa.

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Domande Frequenti

Bonus sicurezza e bonus ristrutturazione sono cumulabili?

Sì, il Bonus Sicurezza è cumulabile con altri incentivi come il Bonus Ristrutturazione, a condizione che le spese non siano duplicate. In pratica, se in un intervento edilizio sono presenti sia lavori di ristrutturazione che installazione di sistemi di sicurezza, è possibile cumulare i bonus rispettando i limiti di spesa previsti per l’immobile. L’importante è che ogni spesa sia tracciabile e distinta.

Come funziona il Bonus Sicurezza se abito in un condominio?

Nel caso di lavori effettuati sulle parti comuni condominiali, il bonus spetta a ciascun condomino in base alla quota millesimale. Le spese devono essere deliberate dall’assemblea e il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante intestato al condominio. Ogni condomino riceverà la propria quota di spesa detraibile, da inserire nella dichiarazione dei redditi.

Cosa indicare in fattura per bonus sicurezza?

La fattura deve riportare in maniera chiara la descrizione dell’intervento, specificando che si tratta di un’installazione finalizzata alla sicurezza. Deve essere intestata al soggetto che richiede la detrazione e contenere l’importo comprensivo di IVA. Inoltre, è utile includere riferimenti all'articolo normativo che consente la detrazione per facilitare eventuali controlli fiscali.

Come compilare il bonifico parlante per il bonus sicurezza?

Il bonifico parlante deve contenere la causale del versamento con riferimento all’art. 16-bis del Dpr 917/1986, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o partita IVA dell’impresa che ha effettuato i lavori. Le banche e le Poste mettono a disposizione modelli specifici per questo tipo di pagamento, anche online. È indispensabile evitare bonifici ordinari o pagamenti in contanti, che non danno diritto alla detrazione.

Bonus sicurezza e bonus ristrutturazione sono cumulabili?

Sì, il Bonus Sicurezza è cumulabile con altri incentivi come il Bonus Ristrutturazione, a condizione che le spese non siano duplicate. In pratica, se in un intervento edilizio sono presenti sia lavori di ristrutturazione che installazione di sistemi di sicurezza, è possibile cumulare i bonus rispettando i limiti di spesa previsti per l’immobile. L’importante è che ogni spesa sia tracciabile e distinta.

Come funziona il Bonus Sicurezza se abito in un condominio?

Nel caso di lavori effettuati sulle parti comuni condominiali, il bonus spetta a ciascun condomino in base alla quota millesimale. Le spese devono essere deliberate dall’assemblea e il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante intestato al condominio. Ogni condomino riceverà la propria quota di spesa detraibile, da inserire nella dichiarazione dei redditi.

Cosa indicare in fattura per bonus sicurezza?

La fattura deve riportare in maniera chiara la descrizione dell’intervento, specificando che si tratta di un’installazione finalizzata alla sicurezza. Deve essere intestata al soggetto che richiede la detrazione e contenere l’importo comprensivo di IVA. Inoltre, è utile includere riferimenti all'articolo normativo che consente la detrazione per facilitare eventuali controlli fiscali.

Come compilare il bonifico parlante per il bonus sicurezza?

Il bonifico parlante deve contenere la causale del versamento con riferimento all’art. 16-bis del Dpr 917/1986, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o partita IVA dell’impresa che ha effettuato i lavori. Le banche e le Poste mettono a disposizione modelli specifici per questo tipo di pagamento, anche online. È indispensabile evitare bonifici ordinari o pagamenti in contanti, che non danno diritto alla detrazione.

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