Bonus Mobili 2026: come funziona, cosa si può detrarre e come inserirlo nel 730
Il bonus mobili consente di recuperare il 50% della spesa, fino a 5.000 euro, ma solo se l’acquisto è collegato a lavori ammessi già iniziati. Prima di pagare bisogna controllare data dei lavori, metodo di pagamento, fattura e classe energetica.
In questo articolo
- Cos'è e come funziona il Bonus Mobili
- Requisiti per accedere al bonus
- Quali lavori permetto di accedere al bonus
- Cosa rientra nel bonus mobili
- Dove va inserito il bonus mobili nel 730
- Cosa fare quando sostieni la spesa per non perdere l'agevolazione
- Tipologia di pagamento e bonifico per accedere alla detrazione
- IVA e aliquote applicabili
- Comunicazione all’ENEA
- Domande frequenti
Per gli acquisti effettuati nel 2026, il bonus mobili consente di detrarre il 50% della spesa fino a un massimo di 5.000 euro, da recuperare in 10 rate annuali. Per avere la detrazione, però, non basta acquistare mobili o elettrodomestici per una casa ristrutturata: i lavori devono essere ammessi al bonus ristrutturazioni ed essere iniziati prima dell’acquisto. Salvo proroghe, dal 2027 sarà possibile esclusivamente continuare a detrarre le quote relative alle spese degli anni precenti.
Prima di pagare è quindi necessario verificare il tipo di intervento, la data di avvio dei lavori, il metodo di pagamento e i dati presenti in fattura o nello scontrino. Per gli elettrodomestici occorre controllare anche la classe energetica e l’eventuale comunicazione all’ENEA.
Il bonus mobili non si cumula con il contributo elettrodomestici
Se per l’acquisto di un elettrodomestico, nel 2025 hai ottenuto il bonus elettrodomestici, non puoi utilizzare anche il bonus mobili per la stessa quota di costo. Prima di indicare la spesa nel 730 devi quindi sottrarre l’importo già coperto dall’altro beneficio.
Torna all'inizioCos'è e come funziona il Bonus Mobili
Il bonus è collegato agli interventi di ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari o su parti comuni condominiali. Permette di detrarre le spese sostenute per mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo dell’immobile.
Non è necessaria una corrispondenza tra l’ambiente ristrutturato e il bene acquistato: ad esempio, si può acquistare un televisore anche se si è ristrutturato il bagno.
Se la ristrutturazione riguarda parti comuni condominiali, la detrazione spetta per l'acquisto di mobili destinati all'arredamento delle parti comuni, non alle singole unità abitative che compongono il condominio.
Il bonus spetta anche se si è sostenuta solo una parte delle spese di ristrutturazione, ad esempio pagando l’onorario del professionista o gli oneri di urbanizzazione.
Torna all'inizioRequisiti per accedere al bonus
Per ottenere il bonus mobili si devono rispettare alcuni requisiti e, il più importante da verificare è l’aver iniziato i lavori di ristrutturazione della casa prima di effettuare l’acquisto di arredamento o grandi elettrodomestici.
Chi deve sostenere la spesa
Può usufruire del bonus mobili:
- chi ha ristrutturato un immobile ad uso abitativo;
- chi ha sostenuto anche solo una parte delle spese relative ai lavori;
- chi ha richiesto il finanziamento per l’acquisto, purché la finanziaria paghi con mezzi tracciabili.
Tuttavia, devi fare attenzione perché il bonus spetta al contribuente che beneficia della detrazione per lavori di ristrutturazione e sostiene la spesa per mobili o elettrodomestici. Non è sufficiente che i due pagametni siano effettuati da componenti diversi della stessa famiglia. Ad esempio, se un coniuge paga i lavori e l'altro acquista i mobili, il bonus non spetta, anche se entrambi vivono nell'immobile ristrutturato.
Quando si ha diritto al bonus mobili
La ristrutturazione deve avvenire nell’anno in corso o in quello precedente rispetto a quello in cui si acquistano i beni, con data di inizio lavori precedente all’acquisto.
La data di inizio lavori può essere dimostrata da titoli abilitativi come SCIA o CILA oppure da un’autocertificazione, nei casi in cui non siano richiesti permessi. Non è necessario il pagamento della ristrutturazione, nemmeno in acconto per dimostrare l’inizio lavori.
Torna all'inizioQuali lavori permetto di accedere al bonus
Per poter detrarre il bonus mobili, bisogna aver effettuato lavori di:
- manutenzione ordinaria o straordinaria di parti comuni di edifici condominiali;
- manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari;
- restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su singoli immobili, su parti comuni condominiali o effettuati su interi fabbricati da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedono entro 18 mesi dal termine dei lavori all'assegnazione dell'immobile;
- sismabonus;
- superbonus.
Il limite di spesa si riferisce a ogni singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione anche nel caso di successivi e distinti interventi edilizi. Per valutare il raggiungimento del limite massimo di spesa, si considerano cumulativamente gli acquisti fatti nell'anno corrente e in quello precedente. Pertanto, per poter detrarre le spese sostenute nell'anno bisogna aver ristrutturato nell'anno precedente, anche con lavori che sono terminati nell'anno in corso, oppure nell'anno dell'acquisto.
Facciamo un esempio: se nel 2026 acquisti mobili o grandi elettrodomestici e hai fatto interventi di ristrutturazione nel 2025 (o iniziati nel 2025 e proseguiti nel 2026), l'importo massimo di spesa detraibile va calcolata al netto degli acquisti del 2025 per i quali hai già fruito del bonus per la stessa ristrutturazione. Se per i lavori di ristrutturazione hai optato per la cessione del credito o dello sconto in fattura hai comunque diritto al bonus mobili.
In caso di ristrutturazioni che comportano l'accorpamento di più unità immobiliari o la divisione di un immobile in due o più accatastati separatamente, il bonus mobili spetta per il numero di immobili registrato in catasto prima dell'intervento di ristrutturazione.
Lavori di ristrutturazione che non permettono di usare il bonus
Ci sono dei lavori di ristrutturazione che non permettono di usufruire della detrazione fiscale sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Ecco quali sono.
- La sostituzione dell'impianto di riscaldamento con una caldaia alimentata a combustibili fossili.
- La ristrutturazione di parti comuni condominiali non consente ai singoli condomini, che fruiscono pro-quota della relativa detrazione, di acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all’arredo della propria unità immobiliare facente parte del condominio.
- Gli interventi consistenti nella realizzazione di posti auto o box pertinenziali.
- L’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.
- L'Ecobonus.
Cosa rientra nel bonus mobili
Il bonus può esser usato per l’acquisto di:
- Mobili nuovi, come: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi e apparecchi di illuminazione.
- Grandi elettrodomestici nuovi, anche acquistati all’estero, tra cui:
- Frigoriferi, congelatori (minimo classe F);
- Lavatrici, lavastoviglie, lavasciugatrici (minimo classe E);
- Forni (minimo classe A);
- grandi elettrodomestici per i quali non è obbligatoria l’etichetta energetica. Fai attenzione perché dopo che sono state modificate le etichette energetiche, gli altri elettrodomestici agevolabili non sono stati inseriti in una classe minima che permette l'accesso al bonus, pertanto, conserva tutta la documentazione del produttore che indica quali siano gli standard di efficienza dell'elettrodomestico.
Sono incluse anche le spese di trasporto e montaggio, se pagate con mezzi tracciabili.
Tra i mobili agevolabili rientrano: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.
Tra i grandi elettrodomestici rientrano i grandi apparecchi di refrigerazione, i frigoriferi, i congelatori, altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il deposito degli alimenti, le lavatrici, le asciugatrici, le lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, altri grandi elettrodomestici utilizzati per la cottura e l’ulteriore trasformazione degli alimenti, gli apparecchi elettrici di riscaldamento, i radiatori elettrici, altri grandi elettrodomestici utilizzati per riscaldare ambienti o letti e divani, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento come definiti dal DM 02/01/2013 e altre apparecchiature per la ventilazione e l’estrazione dell’aria.
Non sono agevolabili: porte, pavimenti (es. parquet), tende, tendaggi e complementi d’arredo. Il box doccia non rientra nel bonus mobili, in quanto considerato parte dell’immobile.
Torna all'inizioDove va inserito il bonus mobili nel 730
Il bonus mobili va indicato nel modello 730, quadro E – sezione III C, rigo E57, specificando l’ammontare delle spese sostenute.
Torna all'inizioCosa fare quando sostieni la spesa per non perdere l'agevolazione
Il diritto al bonus si decide soprattutto prima dell’acquisto e al momento del pagamento. Sono ammessi anche acquisti effettuati all’estero, purché siano rispettati requisiti, pagamenti e documentazione.
Prima dell’acquisto
Verifica che i lavori siano ammessi. Per una singola abitazione è necessario almeno un intervento di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. La manutenzione ordinaria è sufficiente soltanto quando riguarda parti comuni condominiali.
Controlla la data di inizio dei lavori. I lavori devono essere iniziati prima dell’acquisto dei mobili o degli elettrodomestici. Non è invece necessario aver già pagato una fattura o un acconto della ristrutturazione. La data può risultare da:
- CILA, SCIA o altro titolo abilitativo;
- comunicazione preventiva all’ASL, quando necessaria;
- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, se l’intervento non richiede comunicazioni o autorizzazioni.
Verifica chi sosterrà la spesa. La persona che richiede il bonus mobili deve essere anche il soggetto che beneficia della detrazione per i lavori. Se un coniuge paga i lavori e l’altro i mobili, il bonus non spetta.
Controlla il limite disponibile. Per il 2026 la spesa massima agevolabile è di 5.000 euro per ogni unità immobiliare oggetto dei lavori, comprese le pertinenze. Nel limite rientrano anche trasporto e montaggio. Se hai già effettuato acquisti agevolati nell’anno precedente collegati allo stesso intervento, devi verificare la parte di plafond ancora disponibile.
Controlla il bene. Mobili ed elettrodomestici devono essere nuovi. Per gli elettrodomestici verifica la classe energetica minima prevista (classe A per i forni; classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie; classe F per frigoriferi e congelatori).
Al momento del pagamento
Usa esclusivamente:
- bonifico bancario o postale, anche ordinario;
- carta di credito;
- carta di debito.
Non sono ammessi contanti o assegni. Non serve il bonifico parlante previsto per le ristrutturazioni.
Per stabilire l’anno della spesa conta:
- la data dell’ordine di bonifico;
- la data di utilizzo della carta, non quella dell’addebito sul conto;
- in caso di finanziamento, l’anno in cui la finanziaria paga il venditore. Verifica che la società finanziaria paghi il venditore con uno dei mezzi ammessi e fatti consegnare copia della ricevuta di pagamento.
Cosa deve comparire nella documentazione
Chiedi una fattura che indichi:
- natura dei beni;
- qualità o modello;
- quantità;
- servizi accessori, come trasporto e montaggio.
È valido anche lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente e descrive i beni. Uno scontrino senza codice fiscale può essere utilizzato soltanto se contiene i dati dei beni ed è riconducibile al titolare della carta attraverso la corrispondenza tra esercente, importo, data e ora.
Se la fattura è intestata a un coniuge ma il pagamento è effettuato dall’altro, sulla fattura deve essere annotato chi ha effettivamente sostenuto la spesa e intende utilizzare la detrazione. Resta comunque necessario che tale soggetto abbia diritto alla detrazione per i lavori.
Documenti da conservare
Per esser certi di poter certificare correttamente la spesa in caso di controllo del Fisco è necessario conservare per 15 anni (10 di rateazione più 5 per il controllo dell’ultima rata):
- fattura o scontrino idoneo;
- ricevuta del bonifico;
- ricevuta della transazione con carta;
- estratto conto o documentazione di addebito;
- documento che attesta la classe energetica;
- dichiarazione che il prodotto non è soggetto a etichetta energetica, quando pertinente;
- CILA, SCIA, autorizzazione o autocertificazione della data di inizio lavori;
- autocertificazione che attesta l’utilizzo dei beni nell’immobile ristrutturato;
- ricevuta della comunicazione ENEA, se effettuata.
Errori da evitare
- acquistare prima dell’inizio dei lavori;
- pagare in contanti o con assegno;
- accettare una fattura con la sola indicazione generica “mobili” o “elettrodomestici”;
- far sostenere i lavori a un coniuge e i mobili all’altro;
- acquistare un elettrodomestico con classe energetica inferiore a quella richiesta;
- applicare bonus mobili e contributo elettrodomestici agli stessi costi;
Prima di inviare il 730 controlla
- che la spesa sia indicata nel rigo E57;
- che sia utilizzata soltanto la quota annuale corretta;
- che il limite di 5.000 euro non sia stato superato;
- che eventuali acquisti dell’anno precedente siano stati considerati;
- che chi detrae sia il soggetto che ha sostenuto sia i lavori sia l’acquisto.
Se la spesa non compare nel 730 precompilato puoi integrare o correggere la dichiarazione se hai diritto alla detrazione e possiedi tutta la documentazione.
Torna all'inizioTipologia di pagamento e bonifico per accedere alla detrazione
Per il pagamento delle spese che danno diritto al bonus sono ammessi solo i mezzi di pagamento tracciabile, quindi, è possibile utilizzare il bonifico ordinario (non è necessario quello parlante per ristrutturazioni), la carta di credito o il POS. Non sono ammessi contanti e assegni bancari.
Quando si considera effettuato il pagamento
Per avere la certezza che l’acquisto sia stato fatto dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione ricorda che il pagamento si considera effettuato:
- con bonifico: alla data dell’ordine del bonifico.
- con carta: alla data di utilizzo, non quella dell’addebito.
Acquisti con finanziamento: cosa verificare
Il pagamento, sempre nel rispetto del vincolo temporale legato ai lavori di ristrutturazione, deve essere effettuato dalla finanziaria tramite mezzi tracciabili, e il contribuente deve possedere la ricevuta del pagamento e la fattura di acquisto.
Cosa scrivere nella causale del bonifico
Non essendo necessario l’utilizzo del bonifico parlante, è sufficiente che il bonifico sia ordinario e tracciabile. Per maggior chiarezza è sempre possibile far riferimento nella causale al numero e alla data di emissione della fattura. Torna all'inizioIVA e aliquote applicabili
Ai fini del bonus mobili ed elettrodomestici si applica l’Iva al 22%. Infatti, gli acquisti vengono fatti direttamente dal contribuente non tramite l’impresa che effettua i lavori, come può avvenire in caso di ristrutturazioni in cui l’impresa acquista beni cui può applicare l’Iva al 10%.
Quando si applica l’IVA al 10% o al 22%
Ai fini della detrazione per il bonus mobili ed elettrodomestici non c’è differenziazione tra le aliquote, infatti, in questo caso non è possibile utilizzare il metodo dei “beni prevalenti” che viene applicato in caso di ristrutturazione edilizia quando il valore del bene (ad esempio gli infissi) supera quello della manodopera necessaria per installarli.
Torna all'inizioComunicazione all’ENEA
Se si intende utilizzare il bonus per l’acquisto di elettrodomestici è necessario inviare, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, la comunicazione ad Enea che deve contenere:
- i dati del contribuente;
- dati dell’immobile;
- potenza assorbita e classe energetica;
Va effettuata tramite il portale ENEA. Il mancato invio non fa decadere il diritto, ma è consigliabile effettuarlo.
Torna all'inizioDomande frequenti
Bonus mobili senza ristrutturazione: è possibile?
No, non è possibile ottenere il bonus se non si eseguono lavori di ristrutturazione. I mobili e gli elettrodomestici devono essere destinati a un immobile in cui sono stati fatti interventi edilizi.
Si può ottenere il bonus mobili senza CILA?
Sì, ma solo se l’intervento non richiede la CILA. In questo caso bisogna scrivere un’autocertificazione che confermi la data di inizio lavori.
Posso ottenere il bonus mobili anche in caso di finanziamento?
Sì, è possibile. L’importante è che la finanziaria paghi i beni con mezzi tracciabili e che tu conservi tutte le ricevute e le fatture.
Il mio condominio ha tinteggiato le scale, posso usare il bonus mobili per casa mia?
No, questa è una delle situazioni che escludono la possibilità di utilizzo del bonus mobili. Infatti, i mobili o gli elettrodomestici acquistati devono esser destinati all'arredo dell'immobile ristrutturato, quindi, in questo caso sarebbe utilizzabile il bonus mobili solo per acquisti destinati agli spazi comuni.
Ho ristrutturato il box, posso usare il bonus mobili per la casa?
Sì, se il box è una pertinenza della casa e sul box sono stati fatti lavori edilizi che rientrano in quelli ammessi all'utilizzo del bonus mobili. Anche se il box è accatastato separatamente, il bonus può essere usato per arredare l’abitazione. La sola costruzione o acquisto di un nuovo box o posto auto pertinenziale non dà diritto al bonus mobili.
Cosa succede in caso di decesso del contribuente?
In questo caso, il bonus mobili non si trasferisce agli eredi. Le rate residue purtroppo vanno perse.
