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Credito al consumo costi alti trasparenza scarsa

24 febbraio 2010

24 febbraio 2010

Si è conclusa in questi giorni l'indagine conoscitiva della commissione Finanze della Camera sul credito al consumo: i consumatori non sono abbastanza tutelati. Altroconsumo lo denuncia da anni.

Si è conclusa in questi giorni l'indagine conoscitiva della commissione Finanze della Camera sul credito al consumo: i consumatori non sono abbastanza tutelati. Altroconsumo lo denuncia da anni. Scoprite quanto vi costa la carta revolving e guardate il nostro video.

Conferma quanto denunciamo da anni l'indagine conoscitiva sul credito al consumo condotta dalla commissione Finanze della Camera, che nel corso dei lavori ha ascoltato anche un nostro rappresentante. Tra i molto punti critici emersi: scarsa tutela per i consumatori; costi troppo elevati rispetto al resto d'Europa; poca trasparenza e mancanza di vigilanza sugli operatori.

Il consumatore non è informato
Dal punto di vista delle informazioni al consumatore, la relazione sottolinea la carenza delle informazioni sulle condizioni del prestito: spesso si dedica molto più tempo a descrivere il prodotto da acquistare, e si sorvola invece sul finanziamento, così che il consumatore non ha gli strumenti necessari per decidere consapevolmente.

Sottolineata la lacunosità delle clausole contrattuali, che spesso sconfinano in vere e proprie pratiche commerciali scorrette: a questo proposito ricordiamo che e novembre 2009 Altroconsumo ha diffidato i dieci principali operatori del mondo della carte revolving a eliminare le clausole vessatorie dai contratti, riservandosi in caso contrario di rivolgersi all'Autorità giudiziaria. Tra le soluzioni proposte dalla Commissione, quella di aumentare i poteri di vigilanza tanto alla Banca d'Italia che al Garante del mercato e della concorrenza.

I costi più alti della Ue
L'attuale mercato del credito al consumo pone anche evidenti problemi di costi: l'Italia rispetto al resto del mondo presenta i costi più alti. Dai dati raccolti, infatti, emerge che il costo medio del credito si attesta, nelle ipotesi migliori, al 10%, mentre nella sola area euro il costo medio è di circa 1,5 punti percentuali in meno.
Nel mirino dei deputati sono finite soprattutto le carte cosiddette revolving, che presentano in termini di tassi medi i valori più alti: sono stati segnalati casi nei quali i tassi di interesse annui effettivi praticati al cliente per il credito concesso in relazione all'utilizzo hanno raggiunto livelli di oltre il 50 per cento, o addirittura superiori al 100 per cento. Nell'ultima inchiesta di Altroconsumo avevamo calcolato tassi che oltrepassavano il 24% .

La grande distribuzione
Dito puntato, infine, sulle catene della grande distribuzione, che spesso offrono ai clienti la possibilità di avvalersi di finanziamenti, senza però attrezzarsi per illustrare adeguatamente ai consumatori le cartteristiche del prestito. Nella nostra inchiesta già citata, avevamo verificato ben 285 offerte di finanziamento in diversi punti vendita: in ben 199 casi non ci era stato indicato il Taeg, l'unico reale indicatore per capire il costo del prestito, oppure ci era stato indicato un Taeg sbagliato.

Le proposte della Commissione
La Commissione conclude con una serie di proposte.

  • Migliorare il livello di trasparenza dei rapporti tra operatori di mercato e consumatori, sia in sede precontrattuale dunque prima della scelta del finanziamento, sia dopo la firma, attraverso moduli che siano allo stesso tempo esaustivi e comprensibili per il singolo consumatore.
  • Responsabilità solidale della finanziaria e del venditore. Stabilire in termini più chiari la responsabilità del finanziatore per inadempimento del fornitore, cioè se il prodotto che si sta pagando a rate non viene fornito (oggi questa responsabilità sussiste solo se c'è un rapporto di esclusiva tra i due operatori).
  • Maggiori poteri all'Antitrust. Prevedere un sistema di controllo preventivo da parte dell'Antitrust dei contratti, che consenta di eliminare clausole vessatorie o comunque eccessivamente pericolose per il consumatore.
  • Taeg onnicomprensivo. Individuare un indicatore di costo onnicomprensivo, che fornisca al consumatore chiara e completa evidenza di tutti i costi connessi all'erogazione del credito, istituendo anche il divieto di addebitare costi ulteriori (per esempio le polizze assicurative sottoscritte che siano essere obbligatorie o facoltative).
  • Maggiori sanzioni. È stato chiesto esplicitamente di aumentare il limite di 500.000 euro per le sanzioni per pratiche commerciali scorrette da parte dell'Antitrust.
  • Maggiore disciplina per gli intermediari e i mediatori. Individuare requisiti più rigorosi per l'accesso all'attività di intermediario creditizio, migliorandone la qualificazione professionale complessiva e l'indipendenza.
  • Strumenti contro il sovraindebitamento. Introdurre una normativa specifica sul problema del sovraindebitamento dei consumatori e delle famiglie.

Non solo parole
La relazione della commissione dei Deputati conferma il panorama che Altroconsumo denuncia da anni. C'è solo da sperare che non resti lettera morta. Le leggi in vigore, è evidente, non vengono rispettate. Un primo segnale di buona volontà da parte del Parlamento potrebbe essere una rapida introduzione della nuova direttiva europea sul credito al consumo, attesa entro maggio di quest'anno.


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